montecatini. “SCONFINAMENTI”: VITE SOTTO ASSEDIO

Alle Terme Excelsior appuntamento con Annet Henneman, attrice giornalista e regista della compagnia internazionale “Teatro di Nascosto”

montecatini-sconfinamentiMONTECATINI. In dirittura d’arrivo, siamo giunti al quarto e penultimo appuntamento di Sconfinamenti, la micro rassegna teatrale che non allenta la presa, ma la rafforza. Lo scopo? Riportare le infinite storie degli esseri umani al centro delle nostre agorà, al centro delle nostre pulsioni, al centro delle nostre responsabilità.

Nel cuore della Valdinievole il progetto di indagine sul territorio che scandaglia con delicatezza quei meccanismi artistici e sociali della polis, ha incentrato il suo rapporto con il pubblico, attraverso la complicità e la reciproca attenzione; un connubio necessario per ritrovare quel senso dell’esistenza, nel migliore dei mondi possibili, nella migliore delle possibilità.

Sabato 26 novembre alle 21 al grande salone delle Terme Excelsior, in viale Verdi 41, sarà ospitato il nuovo monologo di Annet Henneman, attrice giornalista e regista della compagnia internazionale Teatro di Nascosto che, attraverso il suo teatro reportage ci introdurrà all’interno della vita di due donne: una Irachena, l’altra Palestinese.

In un momento storico come questo, non poteva mancare un progetto del genere, prima di approdare al documentario “Istorie de’le genti” che verrà proiettato alle 17 del 4 dicembre nella parrocchia di San Francesco e che vedrà protagonisti, gli abitanti della vallata, chiudendo così nel giorno di Santa Barbara e di votazioni costituzionali, un piccolo percorso intenso come questo.

Annette Henneman
Annette Henneman

Abbiamo chiesto a lei, quali fossero le sue poetiche e cosa l’avesse spinta ad intraprendere un progetto simile che l’accompagna da oltre 18 anni: «Una volta, quando ho chiesto a una delle mie sorelle curde, perché fosse scappata da Kirkuk (Iraq), mi raccontò che a soli sei anni mentre giocava fuori con altri bambini, vide scoppiare una bomba vicino a casa sua. Il racconto fu come una poesia che illustrava il suo esodo e la sua vita. Questa testimonianza, così, come i canti delle madri che mandavano i loro figli a difendere il loro paese, mi hanno permesso di attraversare i confini, quei confini fisici e umani che dividono la vita dalla morte.

Ho imparato ad amare il deserto, dove i Peshmerga stanno insieme nella lotta contro l’Isis, e sono loro, ad avermi trasmesso la capacità di trasformare momenti duri come quelli vissuti sotto i conflitti ed i bombardamenti, in poesia ed in canto. Ho condiviso momenti molto dolorosi con chi è stato in carcere in Iraq o in Iran – dove è quasi morto –, ho condiviso momenti dolorosi ma anche di gioia, con chi ha perso la famiglia durante il regime di Saddam Hussein, con chi ha vissuto il carcere israeliano in Palestina, con chi ha vissuto l’oppressione politica in Egitto, con chi ha vissuto le bombe a Baghdad. Ed è per questo che continuo a portare in giro per l’Europa queste storie, perché la loro voce, la voce di queste persone, continui a risuonare nei nostri cuori e nelle nostre coscienze». Nei giorni successivi, la tournée toccherà molte altre città d’Italia, del Belgio e dell’Olanda.

L’iniziativa è ideata da Ultimo Teatro Produzioni Incivili e Associazione Culturale Le Strenne di Baal, cofinanziamento dell’Assessorato alle Politiche Sociali e dell’amministrazione comunale nell’ambito del progetto “My Time For Montecatini”.

Per info: cell. 334 131 0282 mail priviteraluca@virgilio.it oppure consultare https://sconfinamentiblog.wordpress.com.

[luca privitera]

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