montemurlo. LORENZINI: «LE FUSIONI NON SI FANNO A FREDDO»

Mauro Lorenzini, Sindaco di Montemurlo
Mauro Lorenzini, Sindaco di Montemurlo

MONTEMURLO. È notizia di alcune settimane fa: la razionalizzazione dei costi e dei servizi e il superamento degli effetti perversi del patto di stabilità passa dalla fusione dei Comuni e in questo senso la Toscana dovrà fare da apri-pista.

Una volontà condivisa nei principi anche dal sindaco di Montemurlo, Mauro Lorenzini, che, però, dissente sulle modalità degli accorpamenti tra municipi.

“Le fusioni non si fanno a freddo, non possono essere imposte dall’alto, funzionano solo quando ad unirsi sono territori omogenei dal punto di vista della popolazione e dell’economia. È chiaro che i comuni sotto i 5mila abitanti, che molto spesso non riesco a garantire neppure i servizi di base, una riflessione la dovrebbero.

“Ma quando si parla di accorpamento tra Prato, Montemurlo e Agliana si dimentica il percorso che già da qualche anno Montemurlo sta portando avanti con i comuni limitrofi, Montale, Agliana e Quarrata. Ricordo che a fine 2012, proprio qui a Montemurlo, abbiamo promosso un momento di riflessione per cercare un coordinamento autonomo tra i Comuni dell’area compresa tra Prato e Pistoia, in modo tale da avere un peso significativo nelle scelte riguardanti l’assetto territoriale e la distribuzione delle risorse economiche”.

La riforma delle Province, infatti, porterà inevitabilmente ad un riposizionamento del ruolo dei Comuni sul territorio e per Lorenzini è giusto mettersi insieme per migliorare l’efficienza dei servizi ai cittadini e le infrastrutture in una logica d’area:

“Seguendo il ragionamento di una collaborazione sempre più stretta con i comuni limitrofi, Montemurlo sta già collaborando con Montale alla revisione degli strumenti urbanistici, che prevederanno, tra le altre, la costruzione di un ponte tra le due aree industriali, una pista ciclo pedonale che arriverà fino alla stazione ferroviaria e sempre con Montale saremo insieme a fine anno nella presentazione di un bando europeo per la riqualificazione delle periferie”.

Il problema, dunque, per Lorenzini non è tanto accorpare quanto trovare la dimensione giusta per farlo: “Non dimentichiamoci che noi siamo toscani e la nostra storia è antica e radicata. Non si possono fare le unioni a tavolino, dobbiamo fare in modo di tutelare la rappresentatività dei cittadini e dei territori. La logica del risparmio da sola non può funzionare. Dal mio punto di vista la dimensione ottimale prevede una collaborazione e poi in futuro una fusione con Montale e Agliana. Tre comuni che insieme contano circa 50mila abitanti, che hanno aree industriali importanti e un territorio molto simile anche dal punto di vista sociale e culturale.

“Tre aree che, in uno scenario di area vasta tra le città di Prato e Pistoia, avrebbero un loro peso politico ed economico. In caso contrario, se prendesse corpo l’idea dell’accorpamento Prato-Montemurlo-Agliana, secondo me, si tratterebbe di annessione e non di una fusione. Noi non vogliamo essere, e non lo saremo, la periferia di nessuna grande città com’è Prato. Non si tratta di campanilismo quanto piuttosto di realismo”.

Infine, per Lorenzini in questo ultimo periodo stiamo assistendo ad una sempre maggiore centralizzazione dello Stato, conseguente anche alla riforma delle province, e per questo i Comuni devo ancor più rivitalizzare le funzioni che attribuisce loro la Costituzione: “In questo quadro le autonomie locali dovrebbero essere rafforzate e valorizzate nelle loro funzioni di rappresentatività territoriale e sociale. In Francia esistono 30mila Comuni a fronte degli 8mila dell’Italia e non mi sembra che le cose vadano peggio che da noi.

“Casomai andrebbe sgonfiata la burocrazia e gli apparati istituzionali intermedi tra Stato e Comuni. Il sindaco dovrebbe essere messo nella condizione non di gabelliere dello Stato, come succede ora, ma di vero amministratore delle risorse e dei servizi locali. In questo modo i cittadini potrebbero misurare la buona amministrazione del territorio in base alla pressione fiscale e ai servizi erogati”.

[masi – comune montemurlo]

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