montemurlo. PARTITI I RESTAURI DELLA CROCE E DELL’ANTICO TABERNACOLO

Il tabernacolo che sarà restaurato

MONTEMURLO. È arrivata l’autorizzazione della Sovrintendenza, che dà il via libera al restauro dell’antica Croce (in argento, risalente al 1300), conservata nelle Pieve di San Giovanni Decollato alla Rocca.

Il recupero, fortemente voluto dalla Curia, dal parroco don Maurizio Andreini e dall’associazione “Il Borgo della Rocca” con la collaborazione del comune di Montemurlo, sarà curato da Daniele Piacenti, e fa parte di un progetto più ampio che vede anche il restauro del reliquiario che protegge la Croce durante le processioni e del tabernacolo della Santa Croce sulla via Montalese a Fornacelle.

Un intervento delicato del costo complessivo di oltre 50 mila euro, che vuole preservare dallo scorrere del tempo alcuni dei simboli più preziosi della storia locale. Il restauro della Croce richiederà alcuni mesi, vista anche la delicatezza dei materiali da trattare e probabilmente sarà presentato al pubblico in occasione della Festa dell’Olio, mentre i lavori al tabernacolo della Croce saranno pronti entro fine mese, giusto in tempo per la festa patronale del prossimo 3 maggio, quando la processione che parte dalla Rocca vi farà sosta.

L’antico tabernacolo di via Montalese, in prossimità del torrente Agna, è così importante per i montemurlesi, perché la storia vuole che proprio qui nel XIV secolo fosse ritrovata la Santa Croce, trafugata dalla chiesa di Rocca. Il manufatto, risalente al XVIII secolo, versava in stato di degrado, causato soprattutto dal tempo e dagli agenti atmosferici.

La pieve di San Giovanni Decollato alla Rocca

Il lavoro di restauro lo riporterà all’antico splendore e lo preserverà dalle infiltrazioni di umidità dal terreno. Saranno, inoltre consolidati gli intonaci e gli elementi in laterizio dei cornicioni e dei gocciolatoi di gronda, la finitura del tabernacolo con calce, così come sarà ripulita la croce lignea ospitata all’interno dell’edicola.

Anche l’area circostante sarà risistemata con la messa a dimora di due piante di arancio amaro ai lati del tabernacolo. Il comune di Montemurlo si occuperà in particolare della progettazione e della realizzazione dell’illuminazione esterna e curerà d’ora in avanti la manutenzione della piccola area a verde.

«Il Comune ha deciso di aderire a questo progetto di recupero, accogliendo le meritorie richieste dell’associazione Borgo della Rocca, da anni impegnata nel recupero dell’identità e della storia locale», commenta l’assessore all’ambiente e patrimonio, Simone Calamai.

«Per Alessandro Franchi, presidente dell’associazione Borgo della Rocca, il restauro del tabernacolo e della Croce «si inseriscono in percorso d impegno, che va avanti oramai da molti anni per la valorizzazione, la riscoperta e la tutela della storia locale e delle sue memorie».

Un impegno importante per Don Maurizio Andreini, che al suo primo anno alla guida della parrocchia del Sacro Cuore, “consegna” ai montemurlesi il restauro del simbolo non solo della devozione locale, ma più in generale dell’identità storica del territorio.

I lavori sono stati resi possibili grazie alle donazioni delle famiglie di Franco Cecconi e Roberto Fossi e dal ricavato delle vendite del libro Istorie Montemurlesi di Valerio Palandri.

[masi – comune montemurlo]

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