montemurlo. PIERO RIGHI, UNA VITA DA NUMERO 1, VISSUTA INTENSAMENTE FINO ALLA FINE

Il noto fotografo deceduto per l’aggravamento a causa del Covid era residente a Bagnolo. Le condoglianze dell’amministrazione comunale

Piero Righi

MONTEMURLO. Lo scorso 2 dicembre all’ospedale Santo Stefano di Prato, dove era ricoverato per l’aggravamento delle sue condizioni di salute a causa del Covid, è  morto, oltre a Ezio e Fermando, anche un altro nostro concittadino, Piero Righi, 91 anni, residente a Bagnolo nella zona della Pineta.

“Piero Righi è  stato un innovatore, un precursore nel suo settore, la fotografia. —lo ricorda il sindaco Simone Calamai — Un artista dell’obbiettivo e una vera istituzione per la città  di Prato. Chi non si è mai fermato davanti alla vetrina del suo negozio di via Garibaldi a Prato ad ammirare i suoi  ritratti ma soprattutto le foto dei suoi matrimoni? Era il leader dei fotografi e si deve a lui la formazione dei più bravi professionisti della città.

Un personaggio che, fino agli ultimi giorni di vita prima di ammalarsi, ha continuato a portare avanti la sua grande passione, la fotografia, scattando foto alla natura, ai paesaggi. Mi stringo con affetto, in segno di cordoglio, alla famiglia Righi e in particolare alla figlia Daniela. E chissà che, una volta finita quest’emergenza, non sia possibile rendere omaggio a Righi anche a Montemurlo attraverso una mostra dei suoi scatti più belli”.

Forse ci vorrebbe un romanzo per raccontare la vita di Piero Righi, davvero “un numero 1 nel suo campo”, come ricorda la figlia Daniela che aggiunge con un sorriso: “Le due grandi passioni del babbo erano la fotografia e la Juventus. Se la sua squadra del cuore perdeva non potevo neppure chiamarlo da come si arrabbiava. Era poi anche molto superstizioso: quando giocava la Juve decideva lui chi poteva stargli vicino per non portare male”.

Non basta certo un post per riassumere la vita di quest’uomo nato a San Gimignano, Siena, dove apprese il mestiere di fotografo dal Fontanelli.

“In quel periodo faceva le foto alle dive degli anni Cinquanta, scatti che conservo ancora. — continua la figlia — Ma allora a San Gimignano si faceva la fame e così il babbo decise di trasferirsi a Prato. Iniziò a lavorare dal fotografo Badiani, ma poi dovette lasciare a causa di un infortunio occorso alla mia mamma. Cosi, si mise  a fare le foto sulla spiaggia a Marina di Pisa.

Fu il primo a fare le foto in bianco e nero ed era così bravo nel suo lavoro da rendere belli anche i brutti. Da quell’esperienza lavorativa sulla costa il babbo riuscì  a fare in piccolo gruzzoletto per aprire il suo primo negozio in via Garibaldi al 101. In vetrina, appoggiata su una cassetta da frutta, coperta con un drappo, una bella foto del mio nonno”‚ E da lì è iniziata l’ascesa di Righi, colui che ha rivoluzionato la fotografia a Prato, che è  riuscito a portare una ventata di novità in ogni suo scatto.

Fotografo amatissimo dai pratesi, faceva anche venti matrimoni in un giorno e le coppie che non riusciva a fotografare personalmente le faceva tornare in studio, magari dopo il viaggio di nozze, facendo loro reindossare gli abiti della cerimonia.

Ma Piero Righi, forse tutti non lo sanno, ha realizzato anche reportage di viaggio e si è  spinto, quando ancora era difficile attraversare le frontiere, in paesi come la Cina, la Birmania, il Nepal e tante altre mete ancora.

Oggi fotografi come Bolognini e  Moggi sono suoi discepoli. Una vita davvero da numero 1, vissuta intensamente  fino alla fine.

[comune di montemurlo]

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