montemurlo. PRESENTATO IL PROGETTO “CIAO MAMMA, IO ESCO!”

L'iniziativa favorirà l'autonomia e il tempo libero di una quarantina di persone con disabilità
La presentazione del progetto

MONTEMURLO. « Ciao mamma, io esco!», è la frase tipica pronunciata dai ragazzi in quella fase della vita in cui si muovono i primi passi di autonomia verso la vita adulta. E “Ciao mamma, io esco!” è il titolo del progetto promosso dall’associazione Aurora — che da 25 anni si occupa dell’animazione del tempo libero delle persone con disabilità — con il Comune di Montemurlo, la cooperativa Tarta-ruga, la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Montemurlo, la Filiera Corta, il Circolo Csi Misericordia Montemurlo, il Co.g.i.s. (società sportiva che gestisce la piscina di Montale), l’associazione Gianluca Melani onlus, per aiutare le persone con disabilità ad ottenere sempre maggiore autonomia dal proprio nucleo familiare, favorendo la loro integrazione nelle realtà presenti sul territorio e offrendo occasioni di svago e divertimento.

Nel progetto, che prenderà il via a fine febbraio con un pomeriggio danzante, saranno coinvolte quaranta persone con disabilità dai 18 ai 75 anni che già frequentano i centri presenti sul territorio.

«Il bisogno di socializzazione delle persone con disabilità molto spesso è segnalato proprio dalle famiglie, che percepiscono la necessità di questi ragazzi di avere degli spazi di “normalità” come un’uscita con gli amici o un fine settimana fuori casa», spiega Claudia Marconi dell’associazione Aurora.

Il progetto infatti si propone di integrare le persone disabili nel tessuto sociale locale, facendole sentire parte attiva della comunità, come sottolinea il sindaco del Comune di Montemurlo, Simone Calamai.

« Il valore del progetto è duplice. Da un lato “Ciao mamma, io esco” valorizza la persona e l’aiuta a trovare più autonomia attraverso l’integrazione con la comunità locale. Dall’altro il progetto ha saputo mettere in rete le importanti esperienze associative del territorio, riuscendo ad avvicinare anche i più giovani ai temi della disabilità».

Una delle uscite dell’associazione Aurora

Il progetto ha ricevuto circa 6 mila euro di finanziamento dalla Regione Toscana e « dimostra come il territorio sia capace di fare inclusione», sottolinea il consigliere regionale, Nicola Ciolini, a cui fa eco la consigliera regionale, Ilaria Bugetti « le politiche del “dopo di noi” funzionano meglio se sul territorio, attraverso il lavoro delle istituzioni e delle associazioni, si inizia a lavorare sulla promozione dell’autonomia delle persone con disabilità».

Durante l’anno saranno proposte una serie di attività che, pur essendo a misura di persone con disabilità, sono pensate per aumentare il livello di indipendenza e auto-realizzazione personale. Il progetto prevede infatti un laboratorio di teatro, guidato da un insegnante di teatro — animatrice di comunità, per imparare a mettersi in gioco e vincere le timidezze; un laboratorio di cucina, con l’aiuto del gruppo cucina della parrocchia del Sacro Cuore, per imparare a cucinare i piatti della tradizione del territorio su suggerimento dell’associazione Filiera Corta Montemurlo.

All’interno del laboratorio di cucina è previsto anche un percorso dedicato alla “sicurezza alimentare” semplificato, per imparare le principali norme igieniche e comportamentali da adottare quando si vive la cucina e si devono preparare piatti e pietanze da portare in tavola per altre persone.

L’assessore Alberto Fanti

Il laboratorio, non a caso culminerà con una “cena evento”, preparata e servita dai partecipanti al progetto. Ma non ci si limiterà a questo perché durante l’anno saranno organizzate varie uscite serali per andare a concerti, al cinema, al pub, a giocare a bowling.

Così come avviene in ogni gruppo di amici ci sarà un punto di ritrovo concordato e con i pulmini dei servizi sociali si raggiungeranno i vari luoghi di svago e divertimento. Inoltre, i ragazzi parteciperanno ad un’attività che l’associazione Aurora porta avanti da oltre dieci anni, “la discoteca 3d”, una discoteca senza barriere di nessun genere, aperta in orari adatti alle persone con vari tipi di difficoltà. Infine, il progetto “Ciao mamma” prevede uscite per l’intera giornata in piscina e alcuni fine settimana fuori città. Nel progetto saranno coinvolti i gruppi giovanili parrocchiali per avviare anche i più giovani al servizio con persone in situazione di bisogno o disagio.

« Non poter godere in modo pieno del proprio tempo libero diventa per la persona disabile un ulteriore elemento di discriminazione e limitazione. — sottolinea l’assessore alle politiche sociali, Alberto Fanti — Per avere una vita soddisfacente il diritto al tempo libero è fondamentale.

I servizi disponibili sul territorio normalmente si rivolgono all’assistenza di base, all’inserimento scolastico e lavorativo, alla riabilitazione della persona disabile ma sono carenti le occasioni di socializzazione e divertimento. Il progetto “Ciao mamma, io esco” è innovativo perché va a colmare una mancanza molto sentita, quella al divertimento. Non a caso il diritto alla felicità è anche uno dei pilastri della Costituzione americana ».

Tutte le attività svolte all’interno del progetto (pranzi, uscite, viaggi ecc..) saranno documentate dal gruppo fotografico montemurlese Zoom zoom e faranno parte di mostra finale che darà conto del progetto.

« La parrocchia di Montemurlo è stata il punto d’incontro tra diverse realtà e sono felice che il nostro gruppo giovani possa partecipare al progetto — conclude Don Gianni Gasperini, parroco del Sacro Cuore — Un’esperienza di grande valore educativo per venire a contatto con un’umanità più fragile».

All’incontro erano presenti anche la presidente della Filiera corta di Montemurlo, Amanda Ravagli, che promuoverà uscite nelle aziende agricole del territorio alla scoperta dei prodotti tipici di Montemurlo, Felice Curcetti della Felice Agricoltura, il presidente dell’associazione Aurora, Antonio Pantaleone, Massimo Barontini presidente del Circolo Misericordia Montemurlo e Barbara Forasassi della cooperativa Tarta-ruga.

[masi —comune di montemurlo] 

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