MORÌ SCHIACCIATO DA UN RAMO, GLI IMPUTATI PATTEGGIANO

Ammessa la richiesta di costituzione di parte civile delle nipoti dell’operaio. Il padre delle ragazze, fratello dello scomparso, e i genitori, sono già stati risarciti

Il-Tirreno-13-novembre-2014--PISTOIA. Si è concluso questa mattina, 19 aprile, con un patteggiamento, il processo a Giovanni La Mura e Massimo Cinelli per la triste vicenda della morte di Alessio Bianchi, l’operaio 41enne morto sul colpo colpito dal ramo di un albero mentre stava lavorando.

Dinanzi al Gup Alessandro Buzzegoli del Tribunale di Pistoia, i due uomini, rispettivamente rappresentante legale e dipendente della ditta C.a.g.i. Srl di Pistoia, imputati entrambi per omicidio colposo (art. 589 c.p.) e cooperazione nel delitto colposo (art. 113 c.p.), hanno scelto il rito alternativo del patteggiamento, ottenendo una pena di un anno di reclusione ciascuno con sospensione condizionale e attenuanti generiche.

Il Gup ha poi ammesso la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dall’avvocato Graziella Durante del Foro di Pistoia per le uniche due nipoti di Alessio, le figlie del fratello Leonardo Bianchi. Una di loro, la più grande, ha voluto prendere parte all’udienza questa mattina, accompagnata dal padre.

Gli avvocati di La Mura e Cinelli avevano richiesto la non ammissione di tale costituzione, rigettata dal giudice che l’ha invece accolta. Ora le due ragazze, che hanno 16 e 19 anni, potranno agire in sede civile per chiedere il proprio risarcimento dovuto alla perdita dello zio.

Il tragico evento accadde nel tardo pomeriggio del 12 aprile 2014 quando Alessio morì sul colpo mentre stava lavorando, colpito da un grosso ramo piombatogli sulla testa.

Alessandro Buzzegoli
Alessandro Buzzegoli

I tre uomini stavano lavorando alla potatura di un grosso pino nel parco di una villa di Pontelungo, in via Nazario Sauro: i due colleghi di Alessio, La Mura e Cinelli, erano a una quindicina di metri d’altezza, dentro l’apposito cestello telescopico e, con la motosega in mano, stavano tagliando gli ultimi rami rimasti.

Alessio si era avvicinato al tronco e un grosso ciocco di legno lo aveva colpito proprio sulla testa, uccidendolo all’istante. Inutili erano stati i soccorsi del 118, la ventilazione forzata, il massaggio cardiaco e la defibrillazione.

“Per noi è un riconoscimento importante per un diritto che verrà fatto valere – ha commentato l’avvocato Durante – è ovvio che questo riconoscimento non potrà mai riportare indietro la persona scomparsa in questa tragedia immane; ma per le ragazze oggi è stata una grande vittoria dopo la lesione di un rapporto parentale così forte, attestato e dimostrato. C’è una rabbia fortissima che le manda avanti”.

“È ovvio che la scelta, indiscutibilmente legittima, del patteggiamento come rito alternativo da parte degli imputati ponga una pietra tombale sul processo penale e faccia rimanere la famiglia nel dubbio sul merito della vicenda. Nonostante questo, le nipoti hanno visto questa mattina riconoscersi un loro diritto”.

[Alessandra Tuci]

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