multiculturalismo. SCOMPAIONO I CRISTIANI NEL MONDO E SPUNTANO LE MOSCHEE IN ITALIA

«La questione dei fondi inviati dai paesi arabi in Europa per la costruzione delle moschee è annosa. Bene ha fatto Fratelli d’Italia ad andare a Prato davanti all’immobile acquistato dalla comunità islamica e che verrà convertito in moschea: i 460mila euro utilizzati per tale operazione sono piovuti dal cielo?»
Il partito islamico “Sharia for the Uk”

PISTOIA. In Nigeria sono stati ammazzati, negli ultimi tre anni, 3850 cristiani dall’organizzazione terroristica Boko Haram e dai pastori islamici. Nel dicembre 2017 e gennaio 2018 ne sono stati trucidati 350. Il vescovo Joseph Bagobiri, della diocesi di Kafanchan, ha snocciolato qualche numero: 53 villaggi bruciati, 1422 case e 16 chiese distrutte.

Nello stato nigeriano di Benue, 500 chiese sono state rase al ruolo. Un numero impressionante che ricorda le altrettante 500 chiese chiuse e convertite a Londra e dintorni, oggi utilizzate come appartamenti, palestre, ristoranti e altri luoghi d’intrattenimento. Rimanendo nel Regno Unito, apprendiamo da un reportage del Times che nelle scuole primarie inglesi i banchi sono occupati al 100% da musulmani.

In quindici scuole cattoliche, gli studenti cristiani sono praticamente scomparsi e il velo è divenuto parte integrante della divisa scolastica femminile. Le donne, come facilmente immaginiamo noi tutti tranne le sigle del femminismo à la page, sono le prime vittime di questa involuzione: in tutta Londra si moltiplicano le no-go-zone per le donne, segnalate addirittura dagli addetti alle consegne postali.

Il National Health Service ha rivelato che tra ottobre e dicembre 2016 vi sono stati 2332 casi di mutilazione genitale femminile in Gran Bretagna, e i rapporti ufficiali della sanità inglese certificano che tra l’aprile e il settembre 2017 ne sono avvenuti 4503. Simultaneamente, dal Medio Oriente sono arrivati 4,2 miliardi di sterline con cui le potenze arabe hanno acquistato lo Share London Bridge, Harrod’s, il Claridge’s e l’ex ambasciata degli Stati Uniti.

La questione dei fondi inviati dai paesi arabi in Europa per la costruzione delle moschee è annosa: nessuna autorità è riuscita a regolamentare questo flusso di denaro proveniente anche da paesi ormai riconosciuti come finanziatori di famose sigle del terrore islamista.

Sarebbe un atto di semplice trasparenza, ma evidentemente l’occultamento di certe tracce è ritenuto fondamentale. Allo stesso modo sarebbe interessante avere un registro degli imam in Italia, dato che essi, oltre a definirsi tali, solitamente si dichiarano rappresentanti di determinate zone. L’imam di Pistoia, insomma, tenderà a rappresentare l’intera comunità islamica pistoiese pur non essendo stato mai eletto.

Ciò si rende indispensabile allorquando costui, rappresentando ipoteticamente migliaia di fedeli, rilascia

Giovanni Donzelli e Patrizio La Pietra davanti la moschea di Prato

un’intervista allo scrivente in cui non nasconde la sottomissione della donna, l’odio verso gli omosessuali e l’intento di islamizzare le coscienze di tutti noi. Ma i paladini della bandiera arcobaleno issata sul Comune, dove sono finiti?

Bene ha fatto Fratelli d’Italia ad andare a Prato davanti all’immobile acquistato dalla comunità islamica e che verrà convertito in moschea: i 460mila euro utilizzati per tale operazione sono piovuti dal cielo?

Ciò che ci differenzia dal Regno Unito, e da altri paesi ove l’islamizzazione avanza a grandi falcate, è soltanto una questione di numeri: la comunità islamica italiana è sotto una soglia numerica che non gli permette di pretendere un riconoscimento speciale nei confronti dello Stato. Altrove, invece, la roccaforte dell’unicità dello Stato centrale è già caduta.

[Lorenzo Zuppini]

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