musica. SKIN, PUBBLICO E TAFURO: QUANDO PISTOIA STRAVINCE

«Skin s’è messa a parlare in un italiano accettabile, a essere, anche nel Belpaese, artista a 360°, a fare spettacolo (e che spettacolo!)»
Skin e gli Skunk Anansie
Skin e gli Skunk Anansie

PISTOIA. “Pistoia… siete incredibili”. Grazie, signora Deborah Anne Dyer, universalmente conosciuta come Skin. Grazie di aver convenuto che il pubblico pistoiese (si parla di 6mila persone, ma c’entra poco il numero: avrebbe potuto essere inferiore, era la stessa cosa) è stato fantastico nel suo entusiasmo, nel suo calore, persino nella sua educazione, nel suo essere disciplinato a una manifestazione indisciplinata per antonomasia.

Sì, è stato uno dei vincitori così come l’organizzatore principe del concerto, quel Giovanni Tafuro (e il suo gruppo di lavoro, please) che ha “inventato” il Pistoia Blues e non sbaglia un colpo (ha un occhio clinico…).

Ma non solo. C’è un altro a ergersi sul metaforico podio ed è proprio lei, “una sferzata d’energia”, una quasi 49enne (compirà gli anni il prossimo 3 agosto) che ha più vitalità degli ultimi 6, 7 Milan messi assieme (e dire che loro, ogni anno, contano su una trentina di calciatori, tra i quali alcuni giovani di belle speranze).

Rispetto all’esibizione pistoiese di qualche anno fa, Skin e gli Skunk Anansie sono addirittura migliorati: una cantante dalla voce irresistibile, che fa sesso tanto è brava (e sono pochissime al mondo a riuscirci), musicisti di livello internazionale, non Gino e Cotica della balera. Skin s’è messa a parlare in un italiano accettabile, a essere, anche nel Belpaese, artista a 360°, a fare spettacolo (e che spettacolo!).

Un momento del concerto
Un momento del concerto

Il suo essere istrionico è, se possibile, assurto a frammenti di poesia, tra brani celebri e rock, heavy metal, protesta nera rabbiosa. Insomma, una miscellanea che ha regalato emozioni ai presenti, paganti e portoghesi alle finestre dei palazzi di Piazza del Duomo.

Stavolta ci fosse stata Agnese dolce Agnese (ci perdoni, da lassù o da laggiù, Ivan Graziani), non avrebbe fatto parlare di sé. Perché i vincitori indiscussi erano i 3 citati, sin dall’inizio. Come nel ciclismo: sono andati in fuga alla Coppi, stile campionissimo, e nessuno li ha più ripresi.

Merito loro, tutto merito loro, non c’è demerito negli altri. Un’esibizione che ha fatto della città di Giano, per una sera, capitale vera della cultura, mica da slogan o da nomine di Franceschini e compari.

Il pubblico
Il pubblico

Scherzi a parte, perché se no c’è chi troverebbe il tempo delle denunce, assistere a un vulcano in eruzione all’insegna del nero è bello è stato affascinante. Skin s’è messa, senza imitare alcuno senza essere blasfema, a camminare sugli spettatori, non solo a interloquire ma a interagire coi pistoiesi. E questi ultimi l’hanno eletta a beniamina, a Dea d’abilità, di talento e grandezza d’animo.

Per noi che adoriamo Battiato e poco o nulla capiamo di sette note, che ci commuoviamo ascoltando una colonna sonora di Ennio Morricone o al “Bartali” dell’avvocato Conte, che non siamo avvezzi ai decibel  (se non a quelli del primo Enrico Ruggeri), beh una serata incredibilmente serena, lontana dagli echi di camion impazziti, di infami codardi che ci fanno una guerra che ostinatamente neghiamo (ma foraggiamo).

Sì, è proprio vero: “Pistoia… siete incredibili”.

[Gianluca Barni]

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