mussolini sì & no. SERRAVALLE AL BIVIO DELLA CITTADINANZA ONORARIA RIPUDIATA DA SIMONA QUERCI

I democratici si lanciano in spericolate “incursioni di principio”, mentre ai cittadini restano 75 anni di amministrazioni di sinistra, una discarica puzzolente e velenosa, vari scempi del territorio e, “dulcis in fundo”, un bel bicchiere di cloruro di vinile a testa, che fa certo assai peggio dell’olio di ricino…
Quando non si sa proprio cosa fare, si possono fare sempre delle bischerate che non portano a nulla

 FUORI IL DUCE DALLA ROCCA
E NESSUN STORCA LA BOCCA!


Simona Querci

 

DI MUSSOLINI a Serravalle mi sono già occupato in sistema marcio. politici del menga, più son piccoli e più fanno casini.

Credo tuttavia che sia necessario tornarci sopra anche per farci un “focus” (come ama dire oggi la sinistra acculturata al liberalismo liberista e, di fatto, trumpiano) che metta in ridicolo quanto la richiesta della ex vicesindaca di Serravalle – Simona Querci – sia, in fondo, una vera e propria «loffa», termine che, in un dizionario di oggi, potrebbe essere spiegato così: «peto o emissione di aria non rumorosa, ma comunque destinato a fare gran puzzo». E se fossi il lessicografo, dopo puzzo aggiungerei: «per nulla».

Perché del nulla si sta parlando. Ciò che conta in questo mondo, non sono i gesti simbolici (guardate i vitalizi del 5 Stelle!), ma la concretezza. Mentre tutti devono far vedere che esistono – e si evince bene dal puttanaio che sgorga generosamente su facebook –, il vero problema è e resta quello che, personalmente, insegnavo come punto capitale nella classe dell’ex-sindaco Samuele Bertinelli. Lo indicavo ai miei allievi, due dei quali sono oggi noti professori universitari, a Siena e a Palermo.

A uno di loro, troppo “focato” per la cultura, ogni volta che iniziava una lezione di latino o di greco, la frase iniziale era sempre la stessa: «Cosa serve per vivere?». E lui, che oggi ha scritto e pubblicato in Germania un’opera di primo piano sui poemi d’Omero, rispondeva, perché ormai lo aveva capito alla perfezione: «Una fetta di pane con l’olio!».

Massimo Cacciari

Massimo Cacciari, divinità filosofica e mito della sinistra (che però in questi giorni ha detto che sta pensando di trasferirsi a Vienna perché nell’Italia di Monti e dei dem si pagano troppe tasse), ripeteva spesso e volentieri: primum vivere, deinde philosophari.

Lui, cólto, parla da eletto della cultura e benedetto dal Pd; io, campagnolo di Montorio, con gli zoccoli ai piedi e i calcagni sudici di concio, ho parlato, invece, in una lingua più umile: «prima una fetta di pane con l’olio e poi tutto il resto» – compresa la cancellazione della cittadinanza onoraria del duce a Serravalle.

La «loffa» della Simona Querci, destinata a far puzzo, come tutte le chiacchiere non fa punta farina. Non ne fa nemmeno per una povera pizza Margherita alla festa del jazz d’estate, sotto la torre e le stelle.

Ma perché insisto su questo tema? Non sono fascista; non voto Lega; non mi si può accusare di razzismo; ho amici in Israele e quindi la Segre non mi tange; e ho molte altre virtù da persona estremamente comune e senza puzza sotto il naso: che Salvin…, pardon!, che diavolo voglio?

Voglio semplicemente dire – e ricordarlo anche alla Simona Querci e ai suoi accòliti – che i problemi di Serravalle non risiedono nella cittadinanza onoraria di Benito (non tanto bene-ito quanto piuttosto male-ito…), ma in primo luogo in due questioni ben ritagliate, strette e connesse: il Cassero e il cloruro di vinile.

La discarica del Cassero: un colabrodo

E a questo proposito, le domande per la vivace insegnante ciggiellina (con ambizione, si dice, di andare in Regione), sono le seguenti:

chi ce l’ha messo il Cassero in collina? La cittadinanza onoraria del duce o la sinistra di tre quarti di secolo, di cui lei fa parte?

ha mai visto, la signora Querci, l’acqua che sale senza una pompa? O l’acqua – e con essa il cloruro di vinile – va per forza alla china?

e se l’acqua scende, va alla china e finisce nei pozzi di Casale, è colpa, ancora, di Benito o delle menti sopraffine che pregarono, come i musulmani a culo ritto, per ricevere il dono della discarica secondo le volontà della Provincia?

Serravalle-Colle si sgretola per il buco del treno voluto da Rossi e lei pensa alla cittadinanza del duce?

le Rocchine sono un troiaio della sua area politica e lei vuole cancellare la memoria che fa fede della «fascistità» reale del suo Comune “al tempo che Berta filava”?

Via, professoressa Querci! La faccia finita con queste bischerate del nulla! Lei è stata vent’anni e passa in Comune sul colle e non ha mai avvertito l’odor di fascista che si annidava nella cittadinanza onoraria concessa a Benito/Mal-ito? Suvvìa, direbbe l’estroso Mughini vestito con tutti gli stracci di Porta Portese!

E se al prossimo consiglio comunale li centrodestra adottasse la cancellazione, non per cambiare la vita dei cittadini, ma solo per non farla strillare più (e questo sarà cosa loro), un consiglio a Lunardi io vorrei darglielo.

Noli me tangere… La sinistra è come il papa: non sbaglia mai!

Questo: al momento di notificare la revoca della cittadinanza onoraria all’interessato, se fossi in Piero, prenderei una delibera di giunta per mandare al cimitero di Predappio non solo il comandante Claudio Nardi, ma anche lei, l’ex-vicesindaca Simona Querci, perché consegnasse l’atto ufficiale ufficialmente, di persona e personalmente (se lo ricorderà Catarella?) direttamente S.P.M., nelle mani dell’interessato.

Ora in piedi! Cantiamo:

Compagni, avanti! Il gran Partito
noi siamo dei lavorator.
Rosso un fiore in noi è fiorito
e una fede ci è nata in cuor.
Noi non siamo più nell’officina,
entro terra, nei campi, al mar,
la plebe sempre all’opra china
senza ideale in cui sperar.

Etc. etc. etc….

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica, satira, dell’aspro e del mangurro
«Vedi? Alla fine tutto torna!» disse il lanciatore di boomerang al canguro che lo stava a guardare stupìto


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