mussolini ’un se ne va. L’ANPI DI SERRAVALLE PRENDE POSIZIONE CONTRO L’AMMINISTRAZIONE LUNARDI E PARLA DI «NAZIFASCISMO E DEI SUOI RIGURGITI CHE QUA E LÀ ANCORA AFFIORANO» IN ALCUNE FORZE POLITICHE

Roberto Daghini e Luigia Caferri al primo congresso Anpi di Serravalle. «Credo sia stata una scelta poco riflettuta perché offende tutti quei cittadini di Serravalle che fin dagli anni ’20 furono costretti ad emigrare essendo invisi al regime. Spesso furono perseguitati anche nei paesi dove avevano trovato rifugio, vedi i fratelli Alfredo e Luigi Agostini, Elide Bracali, i fratelli Giovanni e Guido Tasselli, solo per fare alcuni esempi»

MUSSOLINI NON CASSATO

È UN PROBLEMA ASSICURATO


Silvano Fedi

 

SERRAVALLE. Una nota di Luigia Caferri:

Ieri sera 8 luglio 2020 il Consiglio Comunale di Serravalle Pistoiese ha respinto la mozione presentata da alcuni consiglieri per togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini.

Tale cittadinanza era stata imposta ai comuni italiani nel 1924 per ribadire il consenso al regime che si stava consolidando eliminando, anche fisicamente, gli oppositori come Giacomo Matteotti.

Credo sia stata una scelta poco riflettuta perché offende tutti quei cittadini di Serravalle che fin dagli anni ’20 furono costretti ad emigrare essendo invisi al regime. Spesso furono perseguitati anche nei paesi dove avevano trovato rifugio, vedi i fratelli Alfredo e Luigi Agostini, Elide Bracali, i fratelli Giovanni e Guido Tasselli, solo per fare alcuni esempi.

Chi rimase fu perseguitato dalla famigerata polizia segreta e molti, i cui parenti sono ancora vivi, perirono in scontri a fuoco contro fascisti e tedeschi come Chiti Rolando, Brunello Biagini, Giovanni Leporatti, Vincenzo Grazzini, Gironi Marcello, Giovanni Martini. Anche il capo partigiano Silvano Fedi trovò la morte a Montechiaro, località ai piedi di Vinacciano, grazie alle spie fasciste.

Ricordiamo inoltre le leggi razziali, applicate anche nel nostro comune, che hanno portato nelle camere a gas ebrei che avevano trovato rifugio proprio a Serravalle, come le sorelle Elena e Margherita Ettelez, come la Famiglia Cittone, composta da 7 persone, sterminata nei lager e di cui si salvò solo una bambina di 12 anni che tutt’ora vive in Israele.

Eppure Serravalle si ribellò a tanta disumanità: ci fu una resistenza diffusa su tutto il territorio, dalla piana alle colline.

Tutto il borgo di Castellina aiutò i partigiani a nascondersi e tra questi ci fu il Dott. Piperno, oncologo, che gli serbò riconoscenza tutta la vita.

Galia Miralles e Sol Cittone nel 2014 a Villa Parri

Tutto questo eroismo, coraggio, abnegazione, per darci la libertà e la democrazia, ieri sera è stato rinnegato proprio da una istituzione della nostra Repubblica.

Purtroppo l’Italia non ha mai fatto i conti con il fascismo che in certi periodi di crisi alcuni vorrebbero riproporre con prepotenza, come se l’UOMO FORTE fosse la panacea dei mali italiani.

Mussolini instaurò un regime dittatoriale e una politica scellerata, militarista, imperialista, razzista e violenta fino a giungere alla dichiarazione della seconda guerra mondiale. Il Paese fu diviso in due, mentre una terza parte al confine con l’Austria fu addirittura annessa al Terzo Reich.

L’Italia fu invasa da forze militari straniere che causarono centinaia di migliaia di morti, crimini orrendi, distruzioni e miseria.

Mussolini, alla fine, scappò, da vigliacco, travestito da tedesco.

E dove sono finiti tutti quei soldi?

Queste cose bisogna ricordarle per amore di giustizia e per il rispetto che si deve a chi subì le conseguenze di venti anni di regime fascista.

Questo è il senso della revoca della cittadinanza onoraria a chi rese possibili tanti lutti.

L’ANPI continuerà a essere la coscienza critica della democrazia italiana e continuerà a ricordare ed attualizzare i valori della Resistenza contro il nazifascismo e i suoi rigurgiti che qua e là ancora affiorano e che alcune forze politiche immemori, per mero calcolo elettorale, continuano a sottovalutare o, peggio, a sostenere e difendere.

Serravalle Pistoiese, 9 luglio 2020
La Segretaria della Sezione ANPI
Luigia Caferri


 

Quando la storia

farà davvero giustizia

 

Galia Miralles, Edoardo Bianchini, Sol Cittone e Dana Biro a Villa Parri. Era il 2014

Cara Luigia Caferri,
non posso negare che il battage pubblicitario sulla vicenda della cittadinanza onoraria a Mussolini, non abbia una sua logica: a volte però la logica è superata abbondantemente dall’inutilità; e quando una cosa, per esempio, è inutile come il governo progressista – di vostra ampia e fideistica ispirazione zingarettiana –, meglio sarebbe pendere meno fiato possibile e mandare tutto all’archivio: cosa che voi non fate assolutamente, spalleggiati e protetti da un non-presidente della repubblica che non viola la Costituzione, ma ne è, al contrario, una violazione vivente – e come tale dovrebbe essere arrestato per attentato alla prima legge dello stato, e messo in condizione di non nuocere insieme a quel “nulla” di Conte e di tutti i suoi minÈstri (ché di quello si nutrono a nostre spese).

La lezione, da lei pubblicizzata con la sua nota, è interessante e dotta. Vorrei però ricordarle che, aldilà delle parole tutte vere, manca ancora un sacco di verità, che – prima o poi – sarà scoperta: a cominciare da una delle più oscure vicende pistoiesi, la misteriosa morte di Silvano Fedi.

Luigia Caferri, segretaria della Sezione ANPI di Serravalle

Poi ci sono anche le piccole puttanate quotidiane sempre taciute da sempre. Mi riferisco, gentilissima, alla storia della Sol Cittone, per ricordarle (e vorrei che una volta lo ricordaste anche voi così profondamente difensori della verità e della correttezza) che, se Serravalle ha potuto incontrare la Sol, parlarci, riaccoglierla (ma ho sempre avuto l’impressione, che ciò avvenisse con troppo imbarazzo, facendo quasi finta che il tutto fosse solo una cosa minore…) ciò è stato possibile non per l’impegno dei democratici (allora era sindaco Mungai e vice la signora Querci; e il progetto, lo iniziò il Daghini), ma perché questo coglione che le sta scrivendo in questo momento, rintracciò la Sol in Israele, ad Haifa, attraverso una ebrea ungherese, sua allieva carissima all’Università per Stranieri di Perugia, la dottoressa Dana Biro, con cui andammo a salutarla direttamente all’albergo in cui il Comune di Serravalle la aveva ospitata con la figlia Galia Miralles.

Visto che l’Anpi lavora per i valori democratici, fra i quali non può mancare la verità in primo piano, si preoccupi di spulciare ben bene l’archivio della sua amministrazione democratica serravallina Mungai-Querci e anche Spinelli.

Vedrà se, con tutta l’aria che si sono dati e per quanto – come si dice – se la siano tirata da tutte le parti, hanno mai avuto l’accortezza borghese sì, ma anche educata, di dire: «Grazie, coglionissimi Bianchini & Biro, per averci permesso di riportare qui la Cittone».

La mia impressione – e lo sottolineo – è che la Sol fosse solo un imbarazzo di cui sbarazzarsi il prima possibile e con la minore pubblicità possibile.

Né più né meno (ma la storia non vuole storie!) di come fu fatto con quel «vigliacco, travestito da tedesco» di Mussolini, di cui, però, sono scomparsi anche l’oro e la famosa cartella che portava sempre con sé.

Non ho bisogno di dichiararmi antifascista, antinazista e partigiano: perché ogni giorno, quando bastono certe superbie sfacciate e puzzolenti, mostro di essere iscritto all’Anpi di fatto, e molto di più di chi paga la tessera.

Sono stato chiaro o ha bisogno di una nota di aggiunta e chiarimenti insieme a tutta la sua «compagnia» serravallina?

Cordiali saluti nella più viva speranza di una vostra liberazione dal pregiudizio ipocrita di avere il monopolio del vero proprio come i preti e le toghe rosse che hanno lavorato e lavorano incessantemente per voi!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Mazziàre bugiardellos necesse est

Liliana Segre

 

La Segre, su La 7, disse alla Myrta Merlino: «Dov’erano, il giorno dopo, i 50 milioni di fascisti che applaudivano il duce?».
E la Myrta rispose: «Mi scusi tanto…, ma devo andare per forza in pubblicità…».
Roberto Daghini, non arrabbiarti! Ti fa male alla salute e ti cresce il polistirolo nel sangue…


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