mylicongas. IUDEX EST LEX LOQUENS, IL GIUDICE È LA LEGGE CHE PARLA (UN CORNO!)

 

La meritocrazia nel paese delle tessere e delle raccomandazioni istituzionali

 SPERIAMO CHE IN PARADISO

NON SI ENTRI IN QUESTO MODO!


Del Fante-Ciampolini: o della gioia di vivere in un paese che valorizza la meritocrazia

 

AGLIANA. Stamattina, non so come né perché, mi ritrovo nelle caselle mail due cose apparentemente distanti, ma in realtà legatissime l’una all’altra.

Da una parte mi giunge il brocardo del giorno «iudex est lex loquens», dall’altra mi arriva uno screenshot significativo (se almeno è vero e non un fake) di una conversazione di GdF (Guido Del Fante e non Guardia di Finanza, quella che sta facendo la strada soda in Comune ad Agliana in questi giorni…) con tale Carla Larossa.

È una conversazione emblematica che sembra un suggerimento del fato rispetto a come è congegnato il brocardo: «il giudice è la legge che parla». Un corno, caro teologo del Pd che ama girare in motorino con la Ciampolini alle spalle! Un corno e anche un violino!

Il giudice, caro GdF, non è la legge che parla, è – molto troppo assai spesso – un «padrone del baccellaio» che fa come cazzo vuole in nome di un suo presunto «prudente apprezzamento» (?) o di una sua prerogativa indiscussa, quella di poter «interpretare» la legge: aberrazione giuridico-mentale che gli permette, appunto, di fare il cazzo che gli pare. E in molti casi il giudice vuole e impone cazzi e cazzate a seconda di chi si trova davanti. Non parliamo, poi, dei giudici «non-togati», cioè di avvocati che, non avendo troppo lavoro, lavorano (per volontà o ignoranza) per mettere male il cittadino che gli capita fra le mani.

Si capisce che la conversazione GdF-Larossa verte su esami e concorsi pubblici con tessera e/o senza di partito. Ed è chiara la posizione GdF: «tutto va ben, madama la marchesa», perché in Italia ci sono i concorsi, un nome una garanzia. Anzi – dice l’iroso GdF – «se tu, Larossa, sapevi di inciuci e non hai parlato, la colpa è tua: hai mantenuto in vita il sistema mafioso della corruzione».

Le cose che parlano da sé. Stava contando i soldi…

I Pd sono straordinari. Concepiti come la Vergine Maria «sine labe originali», cioè senza peccato originale, fulminano e tuonano (il rumore non lo sentiamo perché ogni mattina ingollano una scatola di Mylicongas che attutisce il trombone delle scorregge) incenerendo i poveri M[ortali] comuni (= o Mortali di Merda) che osano anche solo pensare la verità vera.

Non funziona così, GdF progressista benpensante e imborghesito. Larossa ha ragione e tu lo devi sapere perché, come Craxi, «non puoi non sapere» dal momento che militi, pensi, ponzi e defechi da tempo in un PoDere (quello di Agliana) ben concimato da 70 e passa anni di sinistra, con larghe distribuzioni di granaglie a cooperative affamate delle vostre parti, tipo la «Pane & Rose» della Luisa Tonioni (anzi: ora che sai, parti e sali le scale della procura di Pistoia!).

I concorsi, in Italy, sono tutti (e dico tutti) pilotati e indirizzati secondo le tessere di partito (95% di Pd, il resto ad altri per far vedere che passano anche M di altro colore). Negarlo, GdF, è come dire che il sole fa buio o che i maschi partoriscono dopo 9 mesi di gestazione, perché i bambini non nascono sotto i cavoli.

Sostenere poi che i comuni M hanno il dovere di denunciare la tresca, è un modo come un altro per spruzzare il peperoncino negli occhi di un mendicante perché non ti rompa i coglioni allungando la mano e mettendoti in imbarazzo.

Visto, GdF? Non serve a nulla

Non prendere per il culo, GdF: èccoti la prova. La vedi nel documento che ti allego: tu stampatene più fogli e appendili al chiodo del cesso, così ti ci puoi pulire ogni volta; e in camera, sopra il tuo ordinato lettino con l’orsetto di peluche, al posto della Madonna della Bonafè. Di queste raccomandate ce n’è una seconda del 27 giugno 2015: se GdF vuole, la pubblico volentieri. Non ci sono problemi. Non ha che da chiedermelo – cosa che dubito vorrà fare.

Stewie e l’inseparabile orsetto Rupert

Come vedi, io stesso avevo segnalato e preannunciato alla procura di Pistoia – con nomi e cognomi – i vincitori dei “concorsi” (del menga) per le posizioni organizzative della tua amatissima Asl-Pd. Ti risulta, forse, che, nonostante la conferma delle previsioni, sia successo qualcosa?

A me no, GdF. Nessuno si è mosso. Perché in Italia i giudici non sono la legge che parla: sono, più spesso, quelli che la legge la fanno e la impongono. Magari in cambio di mazzette, di gite a sbafo e di trombate concesse da avvocatE troie (come altro definirle?) che, per vincere una causa, adoperano anche la passera e poi, magari, dopo 20 anni ti denunciano come quelle progressiste del Me too!

La verità è questa, caro GdF. Il resto – comprese tutte le stronzate che scolpisci sulle tue tavole della legge di Facebook come un Mosè – è e resta una misera caterva di supercazzole da adoprare in una latrina. Al posto della carta igienica, ovviamente.

Con ossequi a te e al tuo PoDere!

Era stato detto anche del comandante Nesti, o geniale Gdf, che avrebbe vinto il concorso. Glielo avevano scritto alla procura. Successe forse qualcosa?

Alla fine ne è venuto fuori un tumore insanabile. E ricordalo, per favore, anche alla tua amica che ti sta dietro in motoretta, ex sindaca di Agliana. Lei qualcosa dovrebbe saperne…

E l’assessore Ciottoli…? Sta dietro ai toni gentili del “politicamente corretto”?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca e di critica
Gli schifi sono tanti, milioni di milioni: lo schifo dei PaDroni vuol dire qualità?


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