«NELLA VASCA DEI TERRIBILI PIRANHA»

Il libro di Raveggi
Il libro di Raveggi

PISTOIA. Venerdì 21 febbraio alle ore 18, presso Lo Spazio di via dell’Ospizio, verrà presentato il romando di Alessandro Raveggi, Nella vasca dei terribili piranha (Effigie edizioni, p. 224, euro 19,00). Ne discuteranno con l’autore Martino Baldi, Francesca Matteoni e Nicola Ruganti.

Un enigmatico ragazzo anfibio, attraversando identità e lavori disumani, si diffonderà come una leggenda urbana. Una leggenda che viene forse da lontano: sarà quel mitologico uomo pesce, che riemerge di frequente fin dalla storia più remota dell’umanità? Questo romanzo picaresco narra per punti di vista l’avventura in Europa di questo Colapesce straniero. Un’avventura che lo porterà ad essere uno stripper surreale a Parigi, agognato dalla quarantenne Carolina, preda di una setta di attrici pensionate. O a fare da testimonial involontario a Berlino di Vittorio Buono, astuto manager romano di enfant prodige. Infine, a capeggiare una rivolta di clandestini nel bel mezzo di una rediviva Alluvione, a Firenze. Dove il suo cammino s’incrocerà con quello del minuto nerd Alfredo, di ritorno da un Erasmus passato svogliatamente nello studio di un marchingegno divinatorio che possa risolvere l’apatia degli italiani. Chi saranno gli emersi, e chi i sommersi, di questo Gran Finale Abissale che si svolge in Italia, dopo aver viaggiato assieme al lettore tra le Canarie e la Spagna, l’Europa centrale, la Scandinavia e il Messico?

Stralci di giudizi

“Un romanzo inconsueto per il panorama letterario.” (Rai Letteratura)
“Se siete convinti che la letteratura sia morta e debba tutt’al più accontentarsi di galleggiare in una condizione fatalmente postuma, i libri di Alessandro Raveggi non fanno certamente per voi.” (Il manifesto)
“Il suo romanzo è massimalista ad ogni riga. Lo stile è survoltato, prevede due o tre metafore a periodo, sempre spiazzanti e mai banali … con un coraggio di cui ci sono pochi esempi” (Corriere della Sera, La Lettura)
“La storia fa pensare al Bolaño dei Detective selvaggi, ma anche, per certi risvolti picareschi e l’afflato archetipico, a Pinocchio di Collodi.” (Satisfiction)
“Si presenta come un oggetto anomalo su una scena letteraria italiana sempre più a rischio omologazione… Raveggi sceglie la strada della complessità” (Corriere della Sera)
“Raveggi ha voluto esprimere la complessità [con] innumerevoli descrizioni “ipersensibili”: associazioni ardite, che colpiscono e comunicano in modo molto efficace nonostante il loro carattere inaudito” (Doppiozero)
“Un marchingegno dentro il quale far stare il mondo intero” (Rivista La Balena Bianca)
“Non concede scampo alla comoda affabilità … complica piacevolmente una lettura orizzontale costruendo link tra picaresco, realismo magico, postmoderno, fantascienza filosofica” (La Repubblica Firenze)
“La scelta di Raveggi nel rendere il dinamismo che anima le vite dei personaggi e la realtà stessa è la costruzione di un linguaggio barocco e meticcio: sempre scisso tra atteggiamenti colti e mimesi del quotidiano, alto e basso … una dimensione in cui si vorrebbero mostrare rapporti, variabili nuove, legami prima non intravisti.” (404-File Not Found)

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