neppure a essere scemi. POMODORI VERDI FRITTI ALLA FERMATA DI LUCA “PEDRITO” BENESPERI, SINDACO DI AGRÙMIA E DELLA MELLETTA

Saltalafila e notizie-caccola. Uno scherzo travisato permette al primo cittadino di Agliana di inginocchiarsi come i sostenitori del politicamente corretto e di fare la sua bella figura sul Giornale di Pistoia


Con le lacrime agli occhi Luca Benesperi ha chiesto perdono ai cittadini di Agliana che si stanno scompisciando dalle risate per una battuta, molto ignorante, di Alessandro Romiti, il favorito di Pedrito, del Ciottoli e della segretaria Aveta. «L’imbroglio smascherato»… ma rendetevi conto, ragazzi! Siete peggio della Boldrini e di Letta

 

TENTA IL COLPO IL FAVORITO

SOSTENUTO DA PEDRITO

MA PERÒ POI GLI VA MALE

E LO MÉTTON SUL GIORNALE

 


 

Alessandro Romiti [da Il Tirreno]. Saltafila, smettila di fare battute, sono pericolose!

ABBIATE PAZIENZA – e mi rivolgo anche alla procura del signor Coletta, ma in primis all’avvocata Elena Augustin, patrona di un Pedrito dalle scuse facili, specie se insulse – ma, con questo «bottone», a dare il meglio di sé (dopo, ovviamente, il Giornale di Pistoia) è proprio lui: il delicato gastroenterico umoral-ipocondriaco etc. Luca. E scusatemi se, parlando di lui, mi torna in mente una famosa canzone di Riccardo Marasco, dedicata a un famoso personaggio fiorentino del popolo: Luca Cava.

Da quando è diventato, per caso e senza meriti, sindaco di Agrùmia – paese del Nesti, di sua moglie la Blimunda, di suo cognato Roberto Fabio Cappellini e, financo, di Magnino Magni –, il suo ruolo personale sembra essere quello di chi è nato per recitare le litanie non della Madonna di don Tofani (creatura umana a cui l’accogliente epigono del Che Guevara non crede, come non credeva alla correzione morale della Misericordia dell’Artioli), ma quelle delle «scuse istituzionali».

Lui, Pedrito, mangiava e digeriva perfino i sassi come gli struzzi, insieme al suo sorrettore morale Ciottoli (dell’Ombrone), quando era all’opposizione. Sbranava tutti a principiare dalla grandiosa donna dell’anno, la dottoressa-Pd ricercatrice e studiosa dei malanni del fumo, Lucilla Di Renzo. Poi, però, ha scoperto che la repubblica conciliare gli permette di comparire sul giornale ogni volta che caca un piccione o piscia una botta (un granocchio di Agrùmia, per capirsi, al Ponte dei Bini).

Vieppiù (per spiegazioni sulla parola rivolgersi alla Sil-Società Italiana delle Letterate) da quando il Benesperi accolse, fra le sue amorevoli braccia, la segretaria generale Paola Aveta: un vero generale all’altezza di certi suoi colleghi del Regno di Napoli; tipo Guglielmo Pepe, Enrico Cosenz, Cesare Rosaroll, Girolamo Calà Ulloa, Carlo Mezzacapo, Alessandro Poerio eccetera.

Credere che il saltafila, che ha detto di avere il lasciapassare del sindaco Pedrito, sia vero non càpita nemmeno a essere scemi e vi spiego perché. Il saltafila si chiama – e facciamoli ’sti nomi, cazzo! – Alessandro Romiti.

Luca, prepàrati a chiedere scusa anche per questo. Ma dovrai piegarti su quattro zampe. La memoria corta, potrebbe portarti parecchio fuori-strada (o è una grave minaccia anche questa…?)

Peccato che il Romiti (che sta sulle balle a tutti: dice troppa verità?) vada molto presto sotto processo, insieme a me che scrivo, perché Luca Pedrito Benesperi ci ha accusato di essere tormentatori seriali, stalker, persecutori, diffamatori, ricattatori, estortori e quant’altro. Fatevelo spiegare bene dall’avvocata Elena Augustin, che ha messo in ponte la denuncia farlocca del sindaco di Agrùmia.

Detto questo: vi pare possibile che chi ci odia a morte per avergli tirato (e a buon diritto) le orecchie di Mida, potesse raccomandare uno dei suoi persecutori? Era evidente che si trattava di una semplice battuta: Luca, con un atteggiamento perfettamente simile a quello dei bipolari, prima ci ha amato, ma oggi ci odia.

Le scuse a tutta la popolazione di Agliana fa benissimo a farle. Ma non per la battuta del Romiti: bensì perché, con la malattia che lo tormenta davvero (è una nuova patologia, la ponghìte, dal Pongo, o adattamento a tutte le situazioni di compromesso) sta pigliando per il culo il suo popolo amministrato.

Da qui nasce la ponghìte, patologia gravissima e incurabile, di moda a Agrùmia

Ne prenda atto. Con una raccomandazione personalizzata: ricordino la signora avvocata Augustin, la procura di Pistoia (dove i sostituti danno una più che concreta impressione o di non comprendere l’italiano o di non leggere una riga di quello che gli passa sotto il naso) e il Trio Lescano (Benesperi-Aveta-Ciottoli) che quello che scriviamo, rientra nella scriminante molto ampia del diritto di critica. Si aggiornino tutti sulle decisioni della Cassazione e studino i fatti prima di partire a testa bassa col rischio di sfracellarsela contro delle emerite castronerie. Più tardi il Romiti si spiegherà meglio.

Intanto, per il Giornale di Pistoia: ragazzi, fate i resoconti sul Giugno Aglianese e sui pesci fritti in piazza. Vi vengono decisamente meglio e non rischiate di di attaccare caccole sotto la scrivania.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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