nesti, agrùmia e la procura. QUANDO SI DICE CHE A PISTOIA L’INQUISIZIONE FUNZIONA CON TUTTI I CRISMI DELLA LEGALITÀ

Fra processi indiziari forzati e richieste di archiviazioni con lacune, più che difetti di motivazione, quando non anche paradossali e perfino ridicole illogicità manifeste, la Procura pistoiese mostra tutte le crepe del suo opinabile e decrepito modus operandi: o non legge le carte o le legge male e con scarse competenze linguistiche, oppure affida indagini e accetta conclusioni della polizia giudiziaria che non di rado si esprime in termini non fattuali, ma di mere e discutibilissime false opinioni che poi si trasformano in mannaie per gli indagati. La vicenda fu-comandante Nesti può dirci veramente molte cose


La Procura deve chiarirci se i contratti in cui si spendono soldi pubblici vanno eseguiti alla lettera nel rispetto della legalità o se, al contrario, le «autorità costituite», care alla Gip Patrizia Martucci, quando stipulano contratti pubblico/privati con dipendenti possono fare come credono e come vogliono a loro insindacabile ‘libero arbitrio’

 

SE È DIFFAMANTE RACCONTARE IL VERO

LA PROCURA COS’È, POTERE E IMPERO?

 


 

Veramente parrebbe che Paola Aveta fosse insensibile a molti obblighi imposti dal rispetto della legalità…

 

Cosa aspettano il sindaco Benesperi, il segretario generale Paola Aveta e l’assessore-picchiatore Ciottoli, responsabile del personale, a licenziare, e senza preavviso, l’ottimo fu-comandante Andrea Alessandro Nesti?

Il fatto di tenerselo ancora al caldo, vicino ai piedi della signora Aveta, non costituirebbe – per una procura in grado di leggere e di voler davvero comprendere le carte come dovrebbe – un’ipotesi di abuso d’ufficio e di molti altri reati nei confronti della pubblica amministrazione?

O a Pistoia, dantesco sarcofago di Vanni Fucci, giolitticamente le indagini e i rinvii a giudizio, gli arresti domiciliari e certe prevaricazioni che offendono i diritti naturali delle persone (per esempio la violazione del dovere di indagine a favore dell’indagato: 358 c.p.p.), si decidono insindacabilmente ad personam e perfino contro la più inoppugnabile evidenza?

Cosa aspetta, dunque, la procura pistoiese, che sembra dare di sé un’immagine di marcata neghittosità, a svolgere serie indagini sul caso, smettendo di proteggere – come sembra – questo signore, ex-Vpo (viceprocuratore onorario); scrittore di esposti anonimi perdonato in aula; denunciatore seriale: si vedano il maxiprocesso contro la gente di Linea Libera e, inoltre, la voluminosa roboante appendice di lagne in discussione dinanzi al giudice Pasquale Cerrone?

Andrea Alessandro Nesti, da quando fu rimosso dal posto di comandante dei vigili per applicazione di una decisione del Consiglio di Stato, non aveva più alcun titolo di rimanere alle dipendenze del Comune di Agliana. Fu, dunque, beneficato e – ancor peggio – personalmente favorito, tanto per parlare in un italiano da accademia della Crusca; una lingua che le «autorità costituite», aglianesi e tribunalizie, non vogliono intendere.

Il sindaco Giacomo Mangoni, con l’allora segretaria generale Donatella D’Amico, avrebbe dovuto constatarne la decadenza per automatica risoluzione del contratto. Ma prima ancora la sindaca Eleanna Ciampolini avrebbe dovuto – come da contratto che vedete qui a fianco – dichiararne la risoluzione del rapporto di lavoro (scarica il contratto-Nesti). Ma Nesti era gradito a PDio onnipotente…

Il fu-comandante era, di fatto, un protetto della sinistra e di Rino Fragai, che lo definiva pubblicamente, elogiandolo, “ottimo comandante”. Per Nesti Eleanna Ciampolini aveva tenuto il punto – ligia alla linea Paolo Magnanensi – nonostante due pronunce (salvo errori) del Tar della Toscana, che cancellò di netto il suo primo posto di vincitore nella graduatoria di concorso per comandante dei vigili di Agliana.

Roberto Fabio Cappellini, PRC, ex-vicepresidente della Provincia di Pistoia

Nesti godeva (e gode) pure della stima e dell’appoggio del cognato, Roberto Fabio Cappellini, vicepresindente della Provincia di Pistoia, targato PRC (Rifondazione), fino al 4 maggio 2013: un cognato che ha continuato a sostenerlo in vari interventi pubblici a fianco della moglie, l’attivissima professoressa Milva Maria Cappellini, nonché Blimunda, scrittrice pronta a querelare Linea Libera solo perché, a suo parere, il giornale inondava di fango la figura del marito. Ma che colpa ne avevamo noi – ce lo spieghino bene Coletta, Curreli, Grieco, Gaspari, Cerrone, salvo se altri… – se Andrea Alessandro Nesti non è mai stato legittimamente comandante dei vigili di Agliana?

Non è strano che un’opera così importante su Agrùmia/Aagliana, pensata e scritta con tanto impegno anche in toni di accesa revenge, sia stata fatta sparire dal web? Cos’è? La professoressa Cappellini si vergognava, forse, per quello che aveva vergato su Linea Libera che non le permetteva di abbuiare lo sconcio di una anomalia amministrativa durata quasi un ventennio come… l’Ancien Régime?

Proprio su quest’onda, apparentemente orientata verso lo pseudo-legalitarismo tipico di certa sinistra, il sostituto Claudio Curreli ha finito con il dare per certa una nostra campagna diffamatoria contro chi, alla luce dei fatti e del diritto, parrebbe essere un vero e proprio super-blindato della sinistra e della stessa procura di Pistoia con alcuni suoi solerti sostituti, eccellenti – forse – solo nell’idagare ma non oltre la superficie del pelo dell’acquamorta delle pozzanghere di Agrùmia/Agliana, così come descritta dalla professoressa Cappellini sulla sua pagina http://www.blimunda.it/ di recente fatta scomparire (e perché mai?) dal web.

Del resto il fu “ottimo comandante” non ha mai fatto mistero di essere appartenuto anche alla sinistra extraparlamentare. Su di lui si è sentito persino che è stato pizzicato (vero o no?) a lanciare sassi contro le forze dell’ordine durante alcune manifestazioni politiche – anche se poi si è divertito molto a fare il pubblico ministero onorario in aula a difesa delle istituzioni e delle «autorità costituite».

Nel contratto di assunzione, che Nesti firmò con il dr. Sergio Jubini/Comune di Agliana, per istruttore di vigilanza, c’è – come deve essere per legge – la clausola risolutiva che prevede espressamente l’interruzione immediata del rapporto di lavoro e, per giunta, senza neppure obbligo di preavviso, in caso di annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto.

A PISTOIA SI CONOSCONO TUTTI. Alessandra Casseri, segretaria ora in pensione di Giuseppe Grieco, era in amicizia con la moglie di Nesti su Facebook e commentò favorevolmente il ricorso della Blimunda alla rubrica Ditelo a Concita De Gregorio

A questo punto la domanda che dobbiamo porci è se Andrea Alessandro Nesti sia o no una vittima di persecuzione mediatica (come sostengono lui stesso; la moglie – nota anche con lo pseudonimo di Blimunda, inventrice della saga di Agrùmia/Agliana –; il cognato Roberto Fabio Cappellini, anch’egli ispettore dei vigili; il sostituto Claudio Curreli e certi suoi colleghi che ci hanno rinviato a giudizio con tale fasulla motivazione; o perfino Alessandra Casseri, ex-segretaria di Giuseppe Grieco, che manifestava la sua solidarietà all’amica Cappellini, moglie di Nesti, quando scrisse a Concita De Gregorio).

Sono documenti pubblicati. Sono atti d’ufficio, questi, egregio procuratore Coletta. Non sono chiacchiere di lavandare lungo i fossi melmosi di Agrùmia! Come può, il dottor Andrea Alessandro Nesti, essere tuttora dipendente del Comune di Agliana, se non perché è in grado di poter contare su sistemi di protezione palesemente illecita e perciò stesso da censurare in ipotesi di tipo protezionistico-mafioso?

Perché le pistoiesi «autorità costituite» rincorrono il contratto a tempo determinato della vigilA Claudia Vilucchi che, a quanto si sente, era già nota al luogotenente Salvatore Maricchiolo – e se così fosse, incompatibile con il sottufficiale dei CC quale oggetto di indagine? «A tutto concedere», come scrivono i giudici, non sembra proprio che la Vilucchi abbia, con il Comune di Agliana, un contratto illegittimo, irregolare o frutto di favoritismi.
Anche per la procura pistoiese ci sono contrattisti di serie A e pària (Linea Libera compresa) di serie B-C-D…Z?

Ma la procura di Pistoia indagò mai? Di solito questa «autorità costituita» manda benevolmente all’archivio se si tratta di amici; e vede solo i bruscoli negli occhi degli altri, senza accorgersi delle travi e architravi che ha nei propri…

L’esposto che annunciava l’anomala pole position di Nesti nel concorso a comandante dei vigili, non era, forse, già la cronaca di una morte annunciata alla Márquez?

O la procura pistoiese dei «bassi profili» alla Dell’Anno, preferì proteggere il suo Vpo (viceprocuratore onorario) con il solito sistemino dell’archiviazione facile per amici e impossibile per gli elementi sgraditi?

Se volete, signori della procura, posso ben volentieri pubblicare le prove dell’andato al macero nelle assegnazioni delle posizioni organizzative all’interno del mondo della sanità pistoiese. Se ne occupò Paolo Canessa che mi chiese la Schindler’s List: ma poi se ne andò in pensione lasciando che tutto finisse all’archivio-cestino della carta straccia.

L’esito dei processi prima dinanzi al Tar della Toscana (sentenza volontariamente disapplicata dalla sindaca Eleanna Ciampolini per tenersi, verisimilmente per motivi politici, il fu-comandante Nesti al suo posto per altri 5 anni, mentre l’ottimo continuava a percepire soldi pubblici per ciò che non gli spettava); e poi dinanzi al Consiglio di Stato non hanno fatto altro che dimostrare che Nesti non era mai stato vincitore di quel concorso; procedura per la quale la commissione esaminatrice cercò di rimediare il pasticciaccio inviando al Tar la correzione delle operazioni concorsuali con dei fasulli pizzini, pezzettini di carta con sopra dei numerini, volendo far credere ai giudici amministrativi che quelli fossero i veri voti attribuiti al dottor Nesti.
Si può fare una battuta senza finire dinanzi a un giudice di Pistoia? Che stupidi fra tutti e in blocco!

E si noti che la fulgida toppa, assai peggiore del buco, era stata suggerita, al Comune di Agliana, da un/a famoso/a e costoso/a – dicono – compagno/a avvocatissimo/a di Pistoia. L’avvocato/a dei pizzini tipici di cosa nostra, che, ovviamente, il Tar respinse (peccato non avesse anche fatto rinviare a giudizio per falso gli autori del misfatto/prise-de-cul!) perché quei foglietti di “brutta copia” (rectius: di falso pubblico – come quelli del Mazzanti a Quarrata a favore del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e altri), realizzati con solare evidenza in maniera estemporanea, non risultavano menzionati da nessuna parte sui verbali del concorso. Onore agli stra-furbi!

Infine, in procura, se resterà un po’ di tempo tra una partita di tennis e una del Napoli; fra una archiviazione del Carbonizzo di Fognano e la pretesa del sindaco Betti di essere omaggiato come «autorità costituita» insindacabile e intoccabile al pari di Mattarella; fra una chiavA della Traversi e un bracciale per arresti domiciliari della Silvia Sarno, rea – a quanto possiamo sapere – di essersi solo attenuta alle mosse autorizzate dalla giudice delle esecuzioni Nicoletta Curci, moglie di Claudio Curreli (a casa di Vanni Fucci succede anche questo e non solo), si faccia cortesemente lo sforzo di leggere – perché credo che non si sia mai fatto con la dovuta attenzione – la scandalosa lettera che l’ottimo comandante Nesti scrisse a Fragai, suo prònubo, al quale suggeriva, in maniera indecentemente illegale, come eludere il giudicato delle decisioni Tar-Consiglio di Stato che lo riguardavano, prospettando varie soluzioni per rimettere se stesso sul non-spettantegli soglio pontificio di comandante.

 

Pensate. La Procura di Pistoia ci ha rinviato a giudizio anche perché abbiamo pubblicato questo tentativo di “inciucio di sottobanco” del fu-comandante Nesti. L’accusa sostiene sussiegosamente che abbiamo violato la corrispondenza privata del comandante deposto dal Consiglio di Stato. Ma di cosa stiamo parlando? Questa lettera era stata protocollata da Benesperi, allora consigliere, e poi portata perfino in consiglio comunale. Cosa vuole ottenere chi ci rinvia a giudizio? Vuole farci condannare per reati immaginari come non di rado accade a Pistoia?

Buona domenica a tutti gli agrumiési e ai pistoiesi della città-sarcofago, comprese le sante «autorità costituite» e la procura che spreca tempo (e fiumi di danaro) in 18 mila pagine di indagini e un anno di intercettazioni tutte a spese del popolo non per l’omicidio della giustizia nella città di Vanni Fucci, ma per il presunto furto (?) della chiavA dell’auto della vigilA Traversi.

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Consigli per la Procura: leggere attentamente il saggio di Sabino Cassese sullo strapotere degli inquirenti che non di rado tendono ad operare “a tesi precostituita”.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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