“NO AL CAVALCAFERROVIA NEL COMUNE DI PIEVE A NIEVOLE”

Criticità sull’opera sono state espresse dal Capogruppo Leonardo Cialdi e dalla consigliera comunale Nadia Lùpori del Gruppo “Centro Destra per Pieve”, che in Consiglio regionale hanno incontrato e interessato il Capogruppo regionale Paolo Marcheschi (Fdi)
Cialdi e Lùpori incontrano il consigliere regionale Fdi Marcheschi

FIRENZE — PIEVE A NIEVOLE. “Lo scorso 10 luglio abbiamo presentato all’ufficio protocollo della Regione Toscana – Settore Via Vas Opere Pubbliche d’Interesse Strategico Regionale le osservazioni al progetto di 1°Variante Sostanziale del raddoppio ferroviario della linea Pistoia-Lucca tratta Pistoia-Montecatini Terme. “

Il progetto, redatto da RFI, ha per oggetto la realizzazione dei cavalcaferrovia nei comuni di Serravalle Pistoiese e Pieve a Nievole. Siamo molto critici sul progetto, sulle ripercussioni alla viabilità e su quelle relative all’inquinamento acustico, ambientale nonchè al suo impatto paesaggistico” dichiarano il Capogruppo Leonardo Cialdi e la consigliera comunale Nadia Lùpori del Gruppo “Centro Destra per Pieve”, che in Consiglio regionale hanno incontrato e interessato il Capogruppo regionale Paolo Marcheschi (Fdi).

“Ho letto le osservazioni e in effetti il progetto per Pieve a Nievole non appare assolutamente una miglioria. La realizzazione di grandi opere di interesse regionale, è un’occasione anche per gli Enti Locali per ottenere migliorie per il proprio Comune. Quello che appare invece su Pieve a Nievole è un progetto fortemente invasivo che addirittura peggiorerebbe la già difficile viabilità e vivibilità di un Comune già diviso e attraversato da due direttrici regionali. Invece di unire si divide. Muri alti che neanche a Berlino! —sottolinea Paolo Marcheschi (Fdi) — L’opera del raddoppio deve portare benefici sul territorio, sta alle Amministrazioni locali definire quali e alle comunità far sentire la propria voce prima che sia troppo tardi”.

Cialdi e Lùpori hanno analizzato nel dettaglio le criticità dell’opera.

Il cavalcaferrovia viene presentato come un’opera a se stante e detto progetto tralascia la rappresentazione del sottopasso ciclopedonale che sarà realizzato in Via Buonamici ed il sovrapasso che sarà realizzato in prossimità dell’altro attuale passaggio a livello;

Non vengono inoltre rappresentate le barriere poste da una parte all’altra della ferrovia la cui altezza, paragonabile ad un edificio di 2 piani, dividerà anche visivamente la zona Nord dalla zona Sud del paese per tutto in pieno centro cittadino. Circostanza che ci lascia allibiti considerando che nel 1989 a Berlino si è iniziato ad abbattere in muri ed adesso si ricomincia a tirarli su a Pieve A Nievole;

Pieve a Nievole, passaggio a livello

Il cavalca ferrovia viene definito una strada locale mentre invece è una strada che collega due strade regionali. Questa definizione locale si ritiene sia stata utilizzata allo scopo di giustificare la presenza sul cavalcaferrovia di una sola corsia per senso di marcia;

Una sola corsia per un tratto così lungo ci induce a pensare a cosa possa succedere se su detto cavalcaferrovia vi fosse un incidente oppure dei lavori di manutenzione per non parlare della possibilità di eventuale neve;

Non sono previste zone di sosta di emergenza ed è previsto un marciapiede da un solo lato;

I pedoni quindi si trovano a percorrere un cavalcaferrovia la cui pendenza è superiore all’8% e ciò ci sembra assurdo tenuto conto che al Giro d’Italia con pendenze del 10% ci fanno gli arrivi in salita;

La larghezza delle corsie è ridotta e considerato che sarà percorribile anche alle persone in bicicletta ciò non permetterà che un mezzo possa effettuare un sorpasso alla distanza dal ciclista conforme alla legge;

Dal punto di vista dell’impatto visivo detto cavalca ferrovia sarà posto a circa 16/17 ml dal piano di campagna e la sua notevole pendenza ed il fatto che sia situato in una zona pressoche pianeggiante farà si che sia anche visivamente un vero e proprio mostro di cemento armato;

La zona di Pieve a Nievole

Sarà se non il ponte più alto almeno uno dei ponti più alti di tutta la Valdinievole per giunta realizzato in prossimità del centro del paese;

Dal punto di vista dell’inquinamento si è osservato che con una pendenza di oltre l’8% e poichè aperto al transito anche dei mezzi pesanti lo sforzo di quest’ultimi per oltrepassarlo, in termini di potenza motore, farà si che vi sia un notevole aumento dell’inquinamento da polveri sottili e gas di scarico in zona per giunta a 2/3 metri dai primi fabbricati residenziali;

Si ritiene che poichè costituirà l’unica possibilità sul territorio di Pieve per i mezzi a motore, quali autovetture, mezzi pesanti e motocicli, di transitare dalla zona Nord a quella Sud nonchè fungerà da raccordo tra due strade regionali ed inoltre in quanto i due passaggi a livelli verranno completamente eliminati e resi inaccessibili su detto cavalca ferrovia si concentrerà una mole di traffico impressionante e non sostenibile per la viabilità già quasi costantemente in crisi;

Non di poco conto anche il suo impatto sull’equilibrio idrogeologico della zona in quanto quest’ultima è definita anche sulle carte di Bacino ad alta pericolosità idraulica e quindi alluvionabile. Il progetto prevederà una serie di opere di spostamento degli attuali fossi/percorsi d’acqua (Bellintona e Treggiaia) che riteniamo non siano sufficienti a scongiurare eventuali problemi agli edifici ed alle persone del quartiere;

Saranno inoltre chiusi i collegamenti sempre dei corsi d’acqua prossimi al nuovo cavalferrovia posti sotto all’attuale argine della linea ferroviaria e che permettono che anche le acque dei terreni della zona Sud confluiscano in quelle della zona Nord. Ciò farà si che la ferrovia diventi una vera e propria diga mettendo, a nostro avviso, notevolmente in pericolo le proprietà e l’incolumità dei cittadini della zona Sud del paese;

Sul paese saranno inoltre riversati fiumi di cemento armato non solo per la struttura portante dell’opera ma anche la realizzazione delle gigantesche casse di espansione limitrofe con conseguente rimodellamento della struttura naturale dell’area.

La cosa che ci lascia maggiormente perplessi è come si possa pensare di andare a realizzare un sottopassociclopedonale in Via Buonamici la dove era previsto un sottopasso viario che è stato successivamente non approvato dall’ufficio competente causa l’elevato rischio idraulico della zona.

 [mantiloni — fdi toscana]

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