«NO MONTAGNA? NO VOTO!»

Sabrina Innocenti, Segretaria comunale Pd di San Marcello
Sabrina Innocenti, Segretaria comunale Pd di San Marcello

MONTAGNA. Non credo che la Montagna Pistoiese, con quello che ha passato (leggi Comunità Montana) e con quello che sta quotidianamente passando sul versante sanitario e dei servizi in generale, cada nel tranello che il periodo elettorale favorisce: quello di credere alle sirene quotidiane portate sui monti dai vari cavalli di Troia, dei quali il Sottosegretario Nencini è poco buono e poco politico propagandista.

Una classe politica montana che nelle vicissitudini climatiche di questo ultimo e tremendo periodo si è onestamente data da fare, e non possiamo non riconoscerglielo, continua però a farsi prendere in giro dal “mediceo” di turno (non per le palle, ci mancherebbe, ma per la provenienza territoriale) che si chiama Nencini e che è venuto a garantire che, in presenza di seri progetti, la viabilità montana, leggi ex statale 66 e 12, sicuramente si farebbe.

Viste le condizioni del percorso stradale interessato e la continua, inesorabile non manutenzione (che la candidata Pd Fratoni ha così ben curato…), ci viene in mente il duo Abati-Turco che dinnanzi a un ospedale chiuso come avvenuto a San Marcello, continuano a parlare di “potenziamento” della Sanità, con ciò non facendo oltraggio alla loro intelligenza dato che ognuno ha l’intelligenza che ha, ma oltraggiando l’intelligenza altrui e specificatamente quella degli abitanti della Montagna, trattati come minus habentes e buoni solamente a obbedir tacendo e tacendo votar. Per il rosso-Rossi e la sua banda di ciabattoni.

Poiché la Montagna, poi, valendo elettoralmente poco o niente, qualche “votarello” e preferenza comunque li porta, è opportuno candidare un montanino e meglio ancora una montanina per poter sbarrare la strada, magari, a qualche donzella pistoiese in base alla regola di un maschio, una femmina e fare finta che tutto il territorio provinciale sia rappresentato.

Se sono vere le voci che si rincorrono, verrebbe candidata, in rappresentanza della Montagna, una ragazzina politicamente ancora alle elementari, all’inizio del suo cursus honorum e quindi ben disponibile ad essere politicamente sacrificata in cambio di regalie politiche future.

Così si sbarrerebbe la strada a nomi scomodi e dal suono straniero…

A proposito, se l’Unione dei Comuni si decidesse ad essere una cosa seria, un servizio di protezione civile intercomunale organizzato e efficiente potrebbe essere realmente attuato; comprendiamo, è un ragionamento troppo serio per il momento. Si avvicinano le elezioni regionali, ben più serie di queste sciocchezze.

E se la scolaretta politica di cui sopra, per somma protesta verso il trattamento subito dalla sua Montagna rifiutasse la candidatura? E se anche i maschietti facessero altrettanto?

Rosso Rossi, sarebbe bello sentirsi dire: no Montagna? No voto!

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