NO TAV, DAI SINDACI VALSUSINI UNA LEZIONE DI POLITICA A TUTTA L’ITALIA

Amministratori No tav in piazza Castello
Amministratori No Tav in piazza Castello

TORINO. C’è ancora un’Italia responsabile, onesta e convinta che, nonostante tutto, si possa ancora sperare e, nel proprio piccolo, contribuire ad un futuro migliore. Questa Italia si è ritrovata sabato 21 febbraio a Torino, in piazza Statuto, per la manifestazione del Movimento No Tav. C’erano tutti gli amministratori della Val Susa, con la fascia tricolore a tracolla e sotto alla pioggia, alla testa del corteo, partito poco dopo le 14 in direzione Piazza Castello.

Abbiamo fermato alcuni di loro, per raccogliere opinioni e notizie di un mondo che i media italiani, quelli che hanno raggiunto il 73esimo posto nella classifica per libertà di stampa (vedi), censurano in maniera sistematica .«Il nostro non è coraggio, stiamo solo facendo il nostro normale lavoro difendendo i territori che rappresentiamo e che non vogliono un’opera inutile come questa» dice Mauro Marinari, di Rivalta di Torino. Angelo Patrizio, di Avigliana, parla della drammaticità della crisi economica, che colpisce tanti italiani e «noi sindaci non abbiamo risorse per dare loro risposta.

Conosciamo i bisogni veri e sappiamo quali sono le vere priorità dei comuni. Sfido chiunque a dire che serve quell’opera lì, basata su dati falsati, quando la linea storica è sottoutilizzata» Paolo Chiro, di Caprie, racconta che «da 25 anni, inizialmente come militante, lotto per i diritti della mia terra e per l’autodeterminazione della montagna, prevista dalla Costituzione ma non perseguita». Danilo Bar, di San Giorio di Susa, parla della mistificazione quotidiana che si fa del Tav: «Tutte quelle misere e insufficienti risorse che arrivano in valle le spacciano come compensazioni per la Torino Lione, addirittura anche i consorzi irrigui, per cui gli utenti già pagano. Ma ci rendiamo conto di dove stiamo andando?».

Lorenzo Cristofani con Angelo Patrizio, Sindaco di Aviglian
Lorenzo Cristofani con Angelo Patrizio, Sindaco di Aviglian

Loredana Bellone, di San Didero, pone la questione sanitaria, comune a tutta la penisola e purtroppo presente anche in Toscana e a Pistoia, dove l’ospedale Lorenzo Pacini di San Marcello è stato di fatto chiuso con la complicità di sindaci, politici e cittadini: «sappiamo di persone parcheggiate in barella nei corridoi del pronto soccorso per ore. Negli ospedali montani c’è il caos quando va bene. Possibile che questa emergenza non venga affrontata da Governo e Regione?» Due giovanissime sindaci donna, Francesca Vernetto, di Mattie, e Chiara Borgis, di Bruzolo, ribadiscono che ai comuni servono investimenti «per l’edilizia scolastica, trasporto pubblico locale e per una sanità degna di questo nome». Sulla stessa linea anche il vicesindaco di Oulx, il comune più alto della Valsusa, Paolo Terzolo.

Ci siamo intrattenuti anche col sindaco di Venaus Nilo Durbiano, parlando della questione dei territori montani e del fallimento del modello delle grandi città s.p.a., «non perché piccolo è bello» ma perché si tratta di presidi territoriali e sociali forse in grado di far rinascere quel benessere negato dai presenti e futuri scenari globali. Lo stesso sindaco verrà prossimamente dalle nostre parti a fare rete con i movimenti montani che si occupano delle medesime problematiche.

Il corteo ha percorso Via Cernaia e, all’altezza della caserma dei carabinieri, lo storico leader dei No Tav Alberto Perino e Nilo Durbiano si sono soffermati in modo da scoraggiare eventuali e ingenui gesti di inutile vandalismo da parte di qualche giovane esagitato in coda al corteo. Verso le forze dell’ordine, all’interno del Movimento, perseguitato giudiziariamente, alligna un comprensibile senso risentimento: i casi di ingiusta violenza verso manifestanti pacifici sono davvero numerosi e comunque si dia un’occhiata all’operazione Hunter (per cui tanti agenti onesti dovrebbero prendere le distanze da certi colleghi), qui, per farsi un’idea. La manifestazione era nata anche e soprattutto come risposta ai 140 anni inflitti, in primo grado, a 47 attivisti per i fatti del 2011: sentenze inaccettabili e specchio di un processo condotto da una procura tutto fuorché imparziale e terza – argomentano i legali dei No Tav – come invece dovrebbe avvenire in un paese civile in cui si pagano le tasse per avere i servizi.

I Sindaci Francesca Vernetto di Mattie, e Chiara Borgis di Bruzolo
I Sindaci Francesca Vernetto di Mattie e Chiara Borgis di Bruzolo

Infine i manifestanti sono entrati in piazza Castello, ed da un palco appositamente allestito ha preso la parola il sindaco di Susa – l’antica e prestigiosa capitale delle Alpi Cozie – Sandro Plano, del Partito Democratico. Quello stesso Pd che ha mantenuto i Senatori a vita, che chiude pronto soccorsi, uffici postali e ospedali mantenendo però le lobby del gioco d’azzardo, delle pensioni d’oro, dei super stipendi pubblici e massacrando il ceto medio con tasse di ogni tipo. Sandro Plano rappresenta per così dire l’eccezione alla regola; viene stimato in maniera trasversale come amministratore capace e credibile e per primo ha parlato, di fronte a diecimila –ad occhio e croce – manifestanti accorsi non solo dal Piemonte.

È stato letto dapprima il testo di una delibera approvata dai comuni valsusini, che verrà inviata a tutti i sindaci italiani, in cui si chiede al governo nazionale di abbandonare definitivamente le politiche dello spreco a beneficio dei problemi veri dei comuni. Seguiremo le reazioni palazzo di Giano in relazione a questa interessante sollecitazione, visto che Pistoia, come gli altri, non ha ad esempio nemmeno qualche migliaio di euro per sistemare una colonna, da mesi appunto transennata, in Piazza Mazzini o il monumento di Linneo a Capostrada.

Corteo No Tav all’inizio di Via Cernaia, Torino
Corteo No Tav all’inizio di Via Cernaia, Torino

In un secondo momento è stata data lettura di una lettera che gli amministratori valsusini hanno indirizzato al neo Presidente della Repubblica Matterella, richiedendo un confronto in cui accademici, esperti ed economisti ribadiranno ulteriormente che la Torino Lione è un progetto, solamente preliminare[*], economicamente insostenibile e tale da essere velocemente abbandonato.

I sindaci valsusini hanno invitato in definitiva colleghi e cittadini alla responsabilità, al buon senso, a ripensare il concetto di sviluppo, in cui l’economia è a servizio di tutti e non di pochi. Riuscirà a diffondersi una simile ragionevolezza istituzionale? Linee Future terrà alta l’attenzione su questo tema.

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[*] – Prendiamo ad esempio l’italiano medio, quello disinformato, che se ne frega dell’incendio in cima alla strada dove abita salvo poi lagnarsi quando le fiamme arrivano all’uscio, e che spara a casaccio parole come riformismo senza la benché minima cognizione. Ecco, nella mente dell’italiano medio mancano tutti dati oggettivi per entrare nel merito del Tav Torino Lione, un’idea senza un progetto esecutivo e senza finanziatori.
A Chiomonte si trova il cosiddetto tunnel geognostico, un carotaggio propedeutico a studiare le rocce ed elaborare così il progetto di una parte dell’opera spacciata come irreversibile, cioè il tunnel di base (57 km). In altre parole quello che viene dipinto come cantiere dell’opera, che di conseguenza viene fatta passare come irreversibile, non è altro che un grosso carotaggio per analizzare la fattibilità del tunnel ferroviario!

Vedi anche: Sindaci Valsusa: ‘Il 21 in piazza contro il Tav, prima bisogni delle famiglie’ (video-intervista ai sindaci valsusini)

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