«NON CARTE NÉ NUMERI, MA UNA SANITÀ DA ESSERI UMANI»

Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

FIRENZE. Il 20 febbraio scorso Valerio Bobini, Presidente del Crest, emergenze sanitarie Toscana, ha scritto la lettera che segue al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin:

Cara Ministro Lorenzin,
chi le scrive è una rete di comitati e movimenti civici nata in Toscana in difesa della sanità pubblica, in modo particolare nelle aree marginali, nelle zone periferiche, montane ed insulari della nostra regione.

Ciò che è presente sui vari territori è spesso molto diverso da quello che sta scritto sulla carta ed i numeri, non equamente distribuiti, falsano la realtà. Vorremmo sottoporre alla sua attenzione il nostro punto di vista, che non è lo stesso delle statistiche e dei numeri rassicuranti che ci vengono puntualmente sottoposti.

Speriamo voglia leggere i documenti che le alleghiamo, rinfrancati da una sua intervista rilasciata in trasmissione televisiva del 18 febbraio che abbiamo seguito con interesse.

Da oltre due anni stiamo chiedendo alla Regione Toscana un dialogo e maggiore attenzione per le aree marginali della regione, ma gli esiti sono purtroppo di chiusura totale.

Abbiamo inviato un documento al presidente Enrico Rossi in data 15 luglio 2014 (che alleghiamo) e lo scorso 9 dicembre abbiamo incontrato l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni chiedendogli un monitoraggio dei Patti territoriali che la Regione Toscana, le Asl e le Conferenze dei Sindaci hanno stipulato nonché il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza in modo particolare nelle aree marginali della Toscana che sono state duramente colpite dalla riorganizzazione della rete ospedaliera in atto.

Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro rispetto alle nostre preoccupazioni. La situazione resta invariata ed in molte aree critica soprattutto per quanto riguarda la rete dell’ emergenza urgenza.

Crest: per una sanità uguale per tutti
Crest: per una sanità uguale per tutti

La Regione Toscana ha scelto di costruire 4 nuovi ospedali ad intensità di cura tagliando drasticamente i posti letto, ma non si è preoccupata di organizzare l’assistenza territoriale, l’altra parte della riforma, che possa assistere i pazienti dopo la fase acuta. Le carenze di posti letto (in n. inferiore alla soglia del decreto Balduzzi) sono talmente gravi che negli ospedali di Prato, Pistoia, Pescia e Lucca ed in molti altri ospedali il mese scorso gli interventi di chirurgia programmata sono stati sospesi perché i posti letto nei reparti di chirurgia breve dovevano essere utilizzati per ricoverare i malati delle medicine. Per fare un esempio in provincia di Pistoia i posti letto sono 2,33 ogni 1.000 abitanti ed in provincia di Lucca 2,6. Non siamo a conoscenza del numero di posti letto per la neonatologia, né della loro distribuzione sul territorio (dato non di poco conto).

Lo scorso 5 novembre il nostro Comitato ha chiesto al Consiglio Regionale al momento dell’approvazione del Piano Socio Sanitario Integrato di tutelare in modo più stringente alcuni aspetti dell’assistenza ospedaliera e territoriale approvando degli emendamenti specifici per le aree disagiate e periferiche:

  • – Il rispetto della golden hour, l’efficienza della rete dell’emergenza-urgenza nei territori periferici, montani, rurali e all’isola d’Elba e arcipelago toscano; il trasporto assistito che non deve lasciare il territorio senza il medico per l’emergenza; l’elisoccorso che non deve sostituirsi alla catena dell’emergenza su strada perché l’elicottero non può volare in condizioni atmosferiche avverse o di notte.
  • – Posti letto equamente distribuiti su tutto il territorio provinciale.
  • – Assistenza pediatrica assicurata sette giorni su sette su tutto il territorio regionale.
  • – Studiare un modello che permetta la nascita nelle aree disagiate, senza dover rischiare di partorire in ambulanza o al pronto soccorso.
  • – Casa della Salute: risorse che non devono sostituirsi a reparti o servizi ospedalieri.
  • – Il rispetto del turn-over e la mobilità e “messa in rete” dei professionisti in modo da garantire qualità ed esperienza nei servizi erogati.
  • – Un organico sufficiente a garantire il buon funzionamento delle nostre strutture e quindi investimento su personale, formazione e tecnologie.
Il logo del Crest
Il logo del Crest

Inutile dirle che quegli emendamenti non sono stati presi in considerazione (alleghiamo il nostro comunicato stampa).

Nella sua intervista sulla Rai lei ha detto che l’emergenza deve essere garantita a tutti.

Secondo lei può un territorio montano e disagiato come la Montagna Pistoiese avere un Punto di Primo Soccorso presso l’ex ospedale (ridotto ad ambulatori) e non più un Pronto Soccorso? Può la Lunigiana fare la stessa fine? Può l’ospedale all’isola d’ Elba dove risiedono 30.000 persone (che triplicano in estate per i turisti), non avere la rianimazione, considerato che l’elisoccorso non vola di notte e con il maltempo?

Nella sua intervista lei ha dichiarato che non vuole più vedere amministratori che le chiedono di mantenere punti nascita sotto i 500 parti l’anno perché è pericoloso. Noi le chiediamo di riflettere su un altro aspetto: è più sicuro lasciare le partorienti in balia del nulla? Perché questo accade dopo la chiusura dei punti nascita nelle zone marginali come l’Alta Val di Cecina (Pi), la Lunigiana (Ms), la Montagna Pistoiese, la Valle del Reno (Bo)… In questo modo si mettono a rischio anche le situazioni che se adeguatamente assistite non lo sarebbero. Negli ultimi anni abbiamo visto donne partorire in ambulanza, al pronto soccorso o a casa e non per libera scelta. Siamo tornati indietro di cinquant’anni nell’assistenza alla gravidanza e al parto se si risiede in montagna !

In Toscana esistono bambini di serie A, per i quali la catena dell’emergenza urgenza è efficiente e veloce, che hanno un reparto pediatrico vicino con un pediatra sempre a disposizione e bambini di serie B che nella migliore delle ipotesi si devono accontentare di una consulenza pediatrica in ospedale perché il reparto non c’è più, oppure devono correre in un altro ospedale ad oltre un’ora da casa perché nei notturni e nei festivi il pediatra non è neanche reperibile nell’ospedale più vicino.

È questa la garanzia del percorso nascita e della rete dell’urgenza che fa la differenza fra vivere e morire? Anche il Garante per i Diritti dell’ Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Toscana dott.ssa Sestini è intervenuta più volte a questo proposito ma, come i cittadini, è rimasta inascoltata dalla politica.

Valerio Bobini
Valerio Bobini

La Regione Toscana, a fine legislatura, sta approvando un’ulteriore riforma del sistema sanitario con l’accorpamento delle Asl e la creazione di tre aree vaste. Questa riforma incontra forti perplessità da parte degli addetti ai lavori, dell’intersindacale medica e preoccupa molto noi cittadini perché la verticalizzazione del processo decisionale non porterà che all’allontanamento dai bisogni dei territori. Eppure, nonostante le critiche ed i dubbi, si continua frettolosamente su questa strada senza concertazione e dialogo.

Intanto, è notizia di cronaca che ieri per un signore colpito da ischemia non ci sia stato un posto letto disponibile in tutta la provincia di Pistoia e sia stato rimandato a casa dopo essere stato stabilizzato (http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2015/02/19/news/san-marcello-colpito-da-ischemia-ma-c-e-posto-in-versilia-1.10897709?&ref=fbftipi). Qualche giorno fa un paziente ricoverato all’ospedale di Portoferraio è morto dopo il trasporto in elicottero all’ospedale di Piombino nel tentativo di salvarlo con un ricovero in terapia intensiva che all’isola d’Elba non c’è (http://www.quinewselba.it/rianimazione-piena-ovunque-non-e-morto-in-volo.htm).

Tutto questo le sembra degno di un paese civile?

Le chiediamo, Ministro, di intervenire e di farsi carico della situazione che stiamo denunciando con questo nostro appello. Il diritto alla salute, l’equità e l’universalità del nostro sistema sanitario non possono piegarsi alla spending review e l’accesso alle cure e addirittura all’emergenza non devono dipendere dal luogo di nascita, di residenza e dalle condizioni socio economiche dei cittadini.

Restiamo fiduciosi in attesa di un suo riscontro.

Nell’augurarle buon lavoro le inviamo i nostri migliori saluti.

Il Presidente del Crest
Valerio Bobini

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