non si pensava, non si credeva. E IL GIORNO DOPO AVER DETTO CHE NON SAPEVA NIENTE, PEDRITO INIZIA LA VIRATA SUL “GIORNALE DI PISTOIA”  

Ci vorrà del fegato a sostenere che la sparizione di una chiave sia un furto aggravato. Ci vorrà poi della fantasia per iniziare a spendere centinaia di migliaia di euro per tracciare telefoni, computer e quant’altro per un anno: per scoprire che le cose, a Agliana, non solo non andavano, ma non erano mai andate fin dal giorno in cui Andrea Alessandro Nesti risultò vincitore del concorso per comandante dei vigili. Un concorso, parola di Consiglio di Stato, azzerato alla radice


In Toscana si dice: «Parere, sembrare e credere è il patrimonio dei bischeri»

 

Secondo Fantozzi era una «cagata pazzesca»

 

UN PM INIZIA a raccontare una storia con presunte indagini alle quali sembra che manchi il corpo del reato, e subito si scatena la fine del mondo.

L’epigastràlgico sindaco di Agliana, Luca Pedrito Benesperi, che ci odia perché sa che sappiamo perfettamente ciò che sa anche lui – che cioè tutto quello che dice è una mozzarella di bufala d’Agrùmia –, peggiore del re tentenna, un giorno dice nessuno sapeva nulla e il giorno dopo, al Giornale di Pistoia, inizia a cambiare le carte in tavola.

Sarà una goduria-cane quando, fra le tremila pagine di intercettazioni del nulla e sul nulla (tutte, ovviamente a carico del contribuente italiano), scapperà fuori che lui, il Barbanera di Agrùmia, sapeva; e che il Ciottoli (il picchiatore delle cui aggressioni il Giornale di Pistoia non fa parola né sa una pippa) sapeva. E sapeva anche, e benissimo, la signora Paola Aveta, presunta vittima di veleni – ma per ora lasciamo perdere.

Sarà una lussuriosa goduria perché se leggete l’articolo che vedete qua sopra, dalle parole di Benesperi ricavate (ammesso che uno sappia ragionare) tutti gli elementi della reale verità, ben lontana, crediamo, dalle stime degli inquirenti.

Ci vorrà del fegato, intanto, a sostenere che la sparizione di una chiave sia un furto aggravato. Ci vorrà poi della fantasia per iniziare a spendere centinaia di migliaia di euro per tracciare telefoni, computer e quant’altro per un anno: per scoprire che le cose, a Agliana, non solo non andavano, ma non erano mai andate fin dal giorno in cui Andrea Alessandro Nesti risultò vincitore del concorso per comandante dei vigili. Un concorso, parola di Consiglio di Stato, azzerato alla radice.

I malumori all’interno del comando erano noti da tempo – scrivono al Giornale di Pistoia –, ma né Pedrito né il suo assessore-picchiatore Ciottoli si aspettavano che fossero tanto gravi.

Sonia Pira esclamerebbe bugggìa! con tre o quattro G. Poi il sindaco sofferente di epigastralgìe dichiara testualmente: «Che non ci fosse un clima idilliaco lo sapevamo, è così dai primi anni duemila». Attenzione alla forma: è così dai primi anni duemila. Occhio, perché gli unici a non saperlo sono i due marescialli (di Quarrata e Montale) e i sostituti titolari dell’inchiesta.

Quindi si torna alla casella uno del giro dell’Oca. Se è vero che la prima digestione inizia in bocca, secondo quanto dice la scuola medica salernitana, gli anni duemila sono il regno del non-comandante Andrea Alessandro Nesti, Vpo (vice procuratore onorario) caro alla procura di Pistoia.

Da lì scappa fuori la nomina di vicecomandante per Sonia Caramelli, preferita o favorita dal Nesti rispetto a chi aveva più anzianità di servizio, sia pure in congedo per maternità. E da lì la fuga, a gambe levate, di 4 agenti 4 dal regime nestiano.

Ridicolo, poi, Pedrito quando si preoccupa della violazione del segreto di ufficio da parte della comandante agli arresti. Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può dare il cattivo esempio… citazione dall’anarchico e simpaticissimo Fabrizio De André.

A Agliana ne abbiamo viste di tutti i colori

Con questo siamo al bue che dà di cornuto all’asino. Un bue Benesperi che, da consigliere di minoranza, aveva dato le sue chiavi d’accesso al sistema informatico del Comune a Alessandro Romiti. Ma quello se l’è scordato.

La stessa cosa, geni del giornalismo locale, dovrebbe preoccuparvi nel venire a sapere tutto delle puttanatae vigilorum il giorno stesso degli arresti e con una disposizione di legge – se non sbaglio – che impone il silenzio istruttorio per 30 giorni da quando parte l’operazione.

Il sindaco dovrebbe tremare di se stesso e, ancor più, di chi, dalla procura stessa (e non da altre parti) ha seminato coriandoli di segreti d’ufficio come se fosse carnevale. Come si fa ad avere fiducia nelle «autorità costituite»?

Eppure il Benesperi è laureato in legge. Ma certe cose, come le mastico io, dovrebbe masticarle anche lui e forse meglio. Per cui mi chiedo: come si è potuto laureare in legge? È forse vero che il Liceo Forteguerri dell’entusiasta professor Emiliano Gelli sul Tirreno, produce miracoli?

Intanto vediamo se stasera fra tutti riescono a far dimettere il picchiatore d’istituto, l’Agnellone di dio che toglie le castagne dal fuoco a Pedrito e alla Aveta…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Riusciranno i nostri eroi a far rimuovere l’assessore Ciottolìk che picchiava i giornalisti?


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