NON SOLO VIVAISMO, AMBIENTE E PROSPETTIVE

Daniele Vannelli

PISTOIA. Molto è stato fatto e molti altri traguardi dovranno essere raggiunti dagli imprenditori del verde.

Occorre tempo, ma la strada intrapresa per un vivaismo sostenibile è quella giusta.

Riconosciamo l’impegno con il quale le imprese vivaistiche stanno portando avanti politiche di tutela e salvaguardia nei confronti della salute pubblica e dell’ambiente anche sotto l’aspetto degli investimenti e le modifiche strutturali delle proprie aziende legate a nuove tecniche di produzione, a nuovi sistemi e strumenti per la realizzazione di impianti di vasetteria volti a limitare anche l’utilizzo di agrofarmaci e diserbanti sul quale il settore ha sempre cercato di intervenire anche in collaborazione con Asl e Arpat.

Auspico fortemente che questo percorso doveroso, pur impegnativo e oneroso, talvolta lungo anche a causa della burocrazia, sia sempre più percorribile e che ogni minimo, ma importante investimento concreto incida fortemente sulle buone pratiche adottate da tutto il comparto vivaistico pistoiese esaltandone, quindi anche quei comportamenti virtuosi che possono fare la differenza sempre, incentivando maggiormente quel rapporto sempre più sereno,costruttivo,sinergico e di confronto con la collettività.

Sarebbe interessante e auspicabile valutare l’ipotesi di effettuare una verifica approfondita sullo stato di salute delle falde acquifere superficiali e profonde presenti in particolar modo sotto le aree in cui sono state realizzate in tempi remoti vecchie discariche, e farlo attraverso carotaggi.

Cosa comporta ad oggi per la nostra salute e l’ambiente stesso,l’aver permesso, in tempi remoti la realizzazione e l’utilizzo di siti per lo smaltimento di rifiuti?

Florovivaismo

Se anche la Regione intervenisse mettendo a disposizione risorse adeguate e mirate affinché tutti gli attori tenuti ad effettuare tali rilievi possano operare nell’interesse della collettività intraprendendo un nuovo ed ulteriore percorso di verifica e raccolta dati indispensabili per individuare e approfondire le cause di tali fattori inquinanti, credo che avremo un quadro ancora più completo, magari inserendo all’interno delle analisi altri principi attivi provenienti da altri elementi e fattori potenzialmente inquinanti, e non rifacendosi solo e soltanto esclusivamente a principi attivi comuni presenti su prodotti utilizzati nel mondo del vivaismo, e che comunque possono essere seriamente dannosi per la salute.

Questo per chiedersi cosa sta avvenendo ai rifiuti presenti sotto il nostro territorio?

È iniziata la fase della loro decomposizione o è già avvenuta?

Cosa comporta e comporterà in futuro alle nostre falde e alla nostra salute questo processo?

Un’analisi che porta sicuramente a riflettere su molte realtà territoriali. Approfondire questo tema credo rappresenti un altro punto di partenza veramente importante e può ampliare il raggio d’azione per un’analisi a 360 gradi e mai avvenuta nel passato.

Rivolgo poi,il mio pensiero anche alle nuove generazioni che si apprestano a intraprendere questo percorso imprenditoriale, con passione e coraggio perché rappresentano un fondamentale anello di congiunzione tra il passato ed il futuro di un comparto che necessità sempre più di conoscenza, formazione, professionalità e continuità nel portare avanti i progetti e gli impegni sui quali il comparto florovivaistico oggi sta lavorando, ed ecco perché sostengo che il ruolo degli istituti di credito è sempre più fondamentale per permettere di portare avanti un ricambio generazionale e politiche ambientali innovative.

Fare impresa deve essere possibile per affrontare le sfide del presente e del futuro e per garantire crescita e stabilità al settore vivaistico stesso e sempre più volto ad intraprendere percorsi di produzione sostenibile.

Daniele Vannelli, consigliere comunale Fdi Pistoia

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