normalizzati al babà • 2. LA DOTTORESSA AVETA CONTROLLA DAVVERO LA GIUNTA? SEMBRA CHE QUESTA IPOTESI NON SIA DEL TUTTO PEREGRINA…

Volevano farci chiudere il giornale a ogni costo, i riformatori aglianesi di destra. E lo hanno anche chiesto in un paio di occasioni, finché non gli è stato raccomandato di non rompere… È forse per questo che l’Agnellone è furibondo e fa cianchetta, in Comune, ai cittadini di Agliana? Come sta realmente la faccenda? Se non ci chiudono, che farà il bilioso? Ci prenderà a criccate sul capo? Non sarebbe la prima volta, a quanto pare…


Questa giunta ha problemi interni ed esterni. E a questo punto ha già perso il Comune: se si capisce bene, altrimenti è lo stesso così. Vorrà dire che il Ciottoli torna a far trapéli a tempo pieno…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SE NON CHIUDONO IL GIORNALE,

L’AGNELLÓN SE N’HA A MALE:

QUANDO MENO CI S’ASPETTA,

VA A FINÌR CI FA CIANCHETTA.

È BILIOSO IL CIOTTOLÌK:

CI SBATACCHIA IN TESTA UN CRICK!

 


AGLIANA. Torniamo alla delibera di giunta del ridicolo, la 36/21, quella sulle “querele bavaglio” firmate da Pedrito e Agnellone: il segretario generale dice che sarebbe una delle parti “offese”, insieme a “funzionari e dipendenti”.Eppure nessuno degli altri, Aveta in primis, si è esposto querelando.

Se ne sono sono dimenticati tutti? Come mai hanno mandato avanti alle querele i due prodi Anselmi Luca Pedrito Benesperi e Agnellon/Panetton/Trapélo che, evidentemente, incapaci di ricordare, hanno firmato una serie di ridicole querele che rischiano e fanno rischiare grosso…

La Chiaroni chiude l’ufficio nei sabati di agosto e propone le querele al giornale che deuncia il misfatto

Stralcio della delibera 36 della quale almeno un paio di assessori si sarebbero pentiti, con tanto di scuse via uòzzap
Fabrizio Baroncelli si lamenta e chiede danni di immagine al giornale che denuncia gli inciuci. Una volta Topolino ci amava alla follia…

Anche il capogruppo di maggioranza Fabrizio Baroncelli, evidentemente colpito dalla “sindrome smemorina” pare ipnotizzato dalla protervia e supponenza di tali giuristi e – saluto al Duce – si è associato al trio Pedrito/Fatina-dai-capelli-rosa/Agnellone, reclamando dei risarcimenti per danni di immagine del Comune.

L’ottimo consigliere di opposizione (oggi risciacquato con Perlana) parla di rivendicazioni, ma non ci sa spiegare per quali espressioni dovremmo risarcire il Comune, dimenticandosi di parlare dei danni che l’aliquota di FdI ha causato agli elettori di centro destra e, fatto non secondario, all’immagine della maggioranza del consiglio comunale in quota alla Lega per Salvini.

[Di questa foto è responsabile il direttore: la cianchetta o la criccata va a lui e non al Romiti]

Interessante sarà leggere i “pareri favorevoli” alla deliberazione espressi nientepopodimeno che dall’autorevole dirigente Giuseppina Chiaroni (quella con il guano su ldavanzale della finestra, rimosso grazie alla nostra denuncia) e dalla Tiziana Bellini (quella che ritarda la consegna dei bilanci solo al Comune di Agrùmia, ma non a quello di Montale).

Chi di querela ferisce, di querela perisce: anche se passa sulle strisce

Ma davvero la giunta aglianese non sa compiere atti dignitosi in una autonomia politica genuina e coerentemente ispirata dalle esigenze di cambiamento del territorio? Perché subisce delle così chiare, piccose e ipnotizzanti rivendicazioni del sindaco entrato in simbiosi con la segretaria generale e l’assessor Trapélo, firmando atti che fanno la gioia della nomenklatura rossa?

ll Sen. La Pietra e Sonia Pira festeggiarono la vittoria del centrodestra ad Agliana, ma inagurarono la politica dell’inciucio. Sarà l’ultima festa, perché alla prossima il Pd gli farà la festa…

Perché le querele consociate? O non è il sindaco che detiene la rappresentanza legale del Comune? Non basta lui per tutti?

E gli altri funzionari e dipendenti che si dicono turbati dalle critiche giornalistiche (che hanno causato loro) perché non hanno querelato? Perché non si sono costituiti parte civile nel processo? Forse perché si rendono conto che ci sono dei precedenti storici che dimostrano la ridicola e temeraria iniziativa della lite: si pensi alle critiche mosse ai numerosi politici delle amministrazioni Magnanensi, Ciampolini, Mangoni con dei capi lista di articolo qual è stato Rino Fragai, la Lucia Salaris o la Fata smemorina (la precedente segretaria Donatella D’Amico). Questa lunga serie di politicanti ha sopportato consapevolmente le critiche che erano dovute per le evidenti incapacità o scorrettezze.

Ma allora, cari assessori “normalizzati”, la dignità e il rispetto per i partiti che rappresentate nella coalizione li avete gettati alle ortiche tutti insieme, sotto la supervisione del duo Pira/La Pietra?

Nessuna resipiscenza a parte il messaggio di scuse inoltratoci recentemente da un/una deliberante pentito/a per l’emersione dell’inciucio 36/2021? E le avvocate Augustin e Meoni davvero non avevano contezza di queste manipolazioni dei loro due supponenti e arroganti amministratori e li hanno così superficialmente consigliati alla lite?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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