NUOVA RESISTENZA: LETTURE CONDIVISE PER LA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Mauro Corona alla Feltrinelli
Mauro Corona alla Feltrinelli

PISTOIA. Era presente anche il noto alpinista e scrittore Mauro Corona, ieri pomeriggio, nella sala degli incontri al primo piano della libreria Feltrinelli di Via degli Orafi. L’occasione è stata la lettura condivisa di alcuni testi tratti dal nuovo libro di Erri De Luca “La parola contraria”, uscito due settimane fa in libreria, che in realtà costituisce la memoria difensiva già predisposta del processo che, oggi 28 gennaio 2015, lo vede imputato a Torino.

L’iniziativa, partecipata da un pubblico numeroso (rispetto alle standardizzate abitudini pistoiesi) ed eterogeneo per età, era promossa da lettori e amici dello scrittore, tra cui Silvia Baralli e Antonio Vermigli, in segno di solidarietà contro l’accusa di reato di opinione.

“La Tav – dichiarò De Luca all’Huffington Post e all’Ansa – va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”.

Mauro Corona ha usato parole forti e ricordato che la disobbedienza civile è una strada doverosa per l’affermazione di tanti diritti minimi che non sono più scontati. «Lo farei per tutti, non solo per Erri De Luca» ha detto a proposito della sua testimonianza di solidarietà.

Ecco un pezzo significativo del libro: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ho espresso la mia opinione e vogliono condannarmi per questo. Vittima per ora è l’articolo 21 della Costituzione italiana. Sono e resterò, anche se condannato, testimone di sabotaggio, cioè: di intralcio, di ostacolo, di impedimento della libertà di parola contraria”.

Letture condivise alla Feltrinelli
Letture condivise alla Feltrinelli

In Italia esiste una questione che si chiama giustizia, e non da oggi. La Magistratura necessita di essere riformata, non certo perché qualcuno crede nell’utopia della perfezione (anche i giudici sono esseri umani) ma semplicemente perché almeno possa essere portata ai livelli minimi degli altri paesi europei senza gli episodi di cui sono state e son piene le cronache.

Così, per curiosità, si dia un’occhiata al dossier “Operazione Hunter”, in cui i No Tav documentano con filmati e foto la violenza allucinante delle forze dell’ordine su manifestanti inermi. Come immaginabile la Procura di Torino, dove si celebra a tempo pieno quello che è ormai un maxi processo politico a tutti gli oppositori della Torino –Lione, non ha evidentemente ritenuto utile acquisire queste eloquenti testimonianze per individuare in maniera imparziale responsabilità e ruoli nei fatti del 2011, per cui, proprio ieri, sono state emesse le condanne di primo grado (vedi).

Vedi anche:

 Lorenzo Cristofani

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

 

dissensoIL TRAGICO, anche nella nostra splendente e avanzata provincia, è che tutti si mobilitino così alacremente quando le partite si giocano fuori-casa. Dinanzi alle vergogne di casa, invece, tutti diventano ciechi, sordi e muti.

A questo aggiungeteci che il frutto di una tale insopportazione del dissenso è nato e cresciuto sul terreno della contestazione sessantottina e rivoluzionaria.

Capirete una cosa semplice: che ogni rivoluzione, appena mette i piedi nelle pantofole, diventa restaurazione, oppressione, violenza. Di Stato e di status. Come conquiste non c’è male, compagni che volevate riformare il mondo!

Pensate al paradosso: dover essere costretti (di nuovo e in pochissimi, come De Luca) a iniziare una nuova resistenza perché – come diceva Levi – “Guerra è sempre”…

Edoardo Bianchini

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