NUOVE EMERGENZE SANITARIE IN APICOLTURA

apiPISTOIA. Sabato prossimo 9 maggio la Azienda Usl 3 di Pistoia, in collaborazione con le associazioni di settore, ha organizzato e promosso un seminario dal titolo Nuove emergenze sanitarie in apicoltura.

L’evento che come detto è patrocinato da Toscanamiele, Azienda Usl 4, Arpat (associazione regionale produttori apistici toscani) e Aapt (associazione apicoltori delle provincie toscane), si terrà presso il polo Uniser di Pistoia rappresenta il secondo incontro di apicoltura sulla gestione di eventuali nuove emergenze sanitarie nel settore apistico.

L’apicoltura è realtà che ormai da anni si deve confrontare con vecchie e nuove problematiche e che gestisce un indotto importante e in crescita, senza dimenticare il ruolo biologico che le api svolgono per il mantenimento dell’ecosistema.

L’incontro rivolto non solo a tutti gli apicoltori, può essere interessante anche per la cittadinanza e si svolgerà dalle ore 9.30 alle ore 12.30 con il seguente programma: aggiornamenti normativi, riscontro di malattie sottoposte a denuncia, buone pratiche apistiche come prevenzione delle malattie.

Per maggiori informazioni rivolgersi a Azienda Usl 3 Pistoia, Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare Viale Matteotti 19, telefono 0573/353614-12 o tramite mail a m.grani@usl3.toscana.it.

“Abbiamo voluto organizzare queste due giornate di formazione/informazione – dichiara Stefano Cantini, direttore del dipartimento di prevenzione – perché riteniamo importante dare attenzione ed evidenza anche al settore dell’allevamento apistico, sensibilizzare gli operatori sulle nuove patologie emergenti, fare prevenzione mantenendo un livello informativo costante con gli apicoltori di tutti i livelli sia professionisti che hobbisti”.

Il settore appare in crescita dal punto di vista degli alveari censiti e sono 274 gli apicoltori registrati presso la nostra Asl 3, e di questi 7 sono gli apicoltori che detengono oltre 100 alveari.

Di questi 274, 80 fanno attività di produzione e vendita del prodotto mentre i restanti 196 producono per autoconsumo.

“Sul nostro territorio l’attenzione deve essere alta – continua Cantini – perché abbiamo un grande afflusso di nomadisti tanto che nel periodo estivo il numero degli apiari si triplica quasi (da 3000 a 7000) e con questi numeri quindi dobbiamo essere particolarmente attenti al settore ed all’insorgenza delle nuove patologie”.

“I nostri controlli sono volti ad assicurare sia la conservazione del patrimonio apistico – conclude Cantini – sia al controllo degli alimenti campionamenti di residui derivati dal Pnr (antibiotici, sostanze vietate, inquinanti) finalizzati alla tutela del consumatore di miele”.

[ponticelli – usl 3]

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