nuove prospettive. L’ORDINE DEI MEDICI ASSUME A RIBASSO?

Un caso di “prostituzione professionale” verificatosi a Pistoia con il tacito avallo dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e della Fnsi, il sindacato che non ha rilevato alcuna incongruenza
Il dottor Beppino Montalti,  Presidente  dell’Ordine dei Medici di Pistoia, con il dottor Bagnoni

ROMA-PISTOIA. La pubblicazione di un bando per la designazione di un “addetto stampa” da parte dell’Ordine dei Medici di Pistoia, aveva suscitato delle perplessità per la davvero insolita formulazione dei requisiti richiesti, a nostro parere, come  anticostituzionali, antisindacali e comunque offensivi per la dignità della figura dei giornalisti aspiranti interessati.

Una categoria – quella dei giornalisti – con le “toppe al culo”, vessati da diverbi con gli editori, coalizzati in spietate cordate finanziarie.

Il candidato doveva infatti proporre il “valore” del compenso che riteneva giusto, risultando esso un parametro decisivo nella composizione della graduatoria di definizione del concorso e quindi tendente chiaramente al ribasso: una offesa alla dignità di qualunque professionista.

Sia ben chiaro, noi abbiamo atteso pazientemente che qualcuno, dall’Ordine dei Giornalisti, la Fondazione dei Giornalisti – un nuovo organismo di natura privatistica ed eticamente distinto, dove si fa tanto parlare di tutela della professione e rivendicazione dei diritti dei giornalisti, ma che però ci sembra pensare ad altre faccende – e anche dalla Fnsi (il sindacato federativo della stampa italiana) giungesse qualche nota di rettifica e rassicurazione, magari con qualche opportuno emendamento allo strampalato bando che ha fatto bella figura sul sito istituzionale dell’Ordine dei Medici di Pistoia per mesi.

Il bando è stato esperito e il posto è andato assegnato, ma sul sito istituzionale non appare nessuna notizia in soddisfazione ai risultati che hanno dato seguito alla graduatoria dei candidati in odor di “prostituzione professionale”. Vorremmo sapere qual è il compenso riconosciuto al responsabile dell’ufficio comuniazione. A questo giro dov’è finita la trasparenza?

Un Ordine dei Medici, quello di Pistoia, che è stato precursore – grazie all’inceneritore di Montale – di una esemplare e attenta formazione degli associati in materia ambientale, ma che ci sembra davvero carente sul piano del rispetto deontologico della dignità delle altre professioni e specificamente dei giornalisti, guadagnandosi, in questa faccenda, un primato nazionale di demerito.

Mauro Banchini si è associato alle nostre osservazioni per l’atto di prostituzione

L’unica nota di conforto al nostro “grido di sdegno” è pervenuta dal Collega Mauro Banchini, con un post che è apparso sulla sua pagina facebook e che riportiamo, non certo per una forma di autoreferenza, ma per raddoppiare lo sconcerto che ci ha colpiti: tra i requisiti del bando, ci sono i titoli e – questo è un fattore non secondario – l’importo preventivato per le attività del postulante responsabile dell’ufficio di comunicazione, ovvero la sua remunerazione minima.

Mauro Banchini, commentò così la questione:

Pure io sono rimasto colpito davanti a questo bando. Non ho capito perchè l’Ordine pistoiese dei medici, organismo di diritto pubblico, cui do volentieri atto di aver iniziato una procedura per avvalersi di un giornalista iscritto all’Ordine giornalisti, non abbia indicato, nel bando, la cifra che intende corrispondere ma chieda ai candidati di indicare, ognuno di loro, un preventivo o (sic) anche più di uno.

Le perplessità del collega Romiti meriterebbero, dall’Ordine pistoiese dei medici, e certo così sarà, un pubblico cenno di risposta con l’assicurazione che è esclusa ogni forma di … “gara al ribasso”.

Michele Taddei, dello studio associato che si occupa di uffici stampa, è un ribassista?

Idem dall’Ordine toscano dei giornalisti che, su questo specifico bando, ha espresso il suo plauso: plauso certo condivisibile davanti a un posto di lavoro che (sia pure solo per un anno) comunque si crea in un contesto di così tanti colleghi giornalisti disoccupati o sottoccupati; plauso che però lo stesso Ordine certo ha valutato avendo precise assicurazioni che nei criteri di scelta sarà tassativamente escluso quello di affidare l’incarico a chi … si offre per meno denaro.

Post interessante, anche per il sindacato giornalisti, quello diffuso da Romiti.

Ordunque, ora la questione si dovrebbe davvero spostare a Roma, sul tavolo dell’Ordine Nazionale Giornalisti e, d’ufficio, essere discussa in seno alla Fnsi, al fine di evitare il ripetersi di altre iniziative pubblicistiche di bandi “prostituzione” in tutta Italia. O no?

PS – Ma il Dottor Beppino Montalti, Presidente dell’Ordine dei Medici di Pistoia, provvederà a pubblicare i risultati delle graduatorie o su questo incombe qualche riserva o – comprensibile – reticenza?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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