“NUOVO” CEPPO, PD: ECCO PERCHÈ NON SIAMO CONVINTI E ABBIAMO DETTO NO

Demolizioni all’ex Ceppo

PISTOIA. La lunga discussione in Consiglio Comunale di lunedì scorso sul nuovo accordo sull’ex Ceppo ha purtroppo confermato tutte le preoccupazioni che il Pd aveva espresso nei giorni precedenti in un documento approvato in modo unanime dall’Assemblea comunale del nostro Partito.

Il più rilevante passaggio urbanistico della storia recente della città, che potrebbe davvero cambiarne il volto nel profondo, viene gestito a rimessa e senza alcuna garanzia sul futuro da un’amministrazione totalmente incapace di progetti: in nessuno degli interventi della maggioranza, che si parlasse della parte storica o del viale Matteotti o delle Ville Sbertoli, è emersa una minima idea di cosa si voglia fare.

Innanzi tutto, resta un mistero la sostenibilità economica del nuovo accordo: nessuna base numerica è stata fornita. Ad oggi di sicuro c’è soltanto che il Comune ha rinunciato a quasi 7 milioni di euro di fondi europei PIU.

Si sa che il padiglione Nuove degenze verrà abbattuto, ma c’è totale incertezza — per non dire confusione — su cosa sarà di quello spazio: verrà lasciato così o ci verrà costruito qualcos’altro? Nel dibattito consiliare abbiamo sentito consiglieri della maggioranza plaudire ad una demolizione senza ricostruzione: è questa la posizione della Giunta?

Noi avevamo proposto un emendamento che escludesse la destinazione ad uso commerciale ma la maggioranza di centrodestra lo ha respinto: si vuol forse realizzare un altro centro commerciale a due passi dal centro storico? È così che si vuol rilanciare il commercio in città?

Ci è stato detto che lo spostamento delle funzioni sanitarie dal padiglione Nuove Degenze nella parte storica del Ceppo e nel padiglione Cassa di Risparmio comporterà benefici ai cittadini, anche in termini di accesso. A noi sembra che allontanare quelle funzioni dal viale Matteotti comporterà soltanto maggiori disagi per un utenza che — sarebbe bene tenerlo presente -—non riguarda soltanto i residenti nel centro storico ma l’intera città (anzi, potenzialmente l’intera provincia).

L’area dell’ex ospedale Ceppo

E neanche è vero che solo così si possono riportare funzioni pubbliche in centro: noi avevamo proposto, accogliendo un’idea degli avvocati, di collocare nel padiglione Cassa di Risparmio la nuova sede del tribunale, scelta che avrebbe migliorato la funzionalità del servizio giustizia e al contempo liberato immobili di grande pregio come Palazzo Pretorio e Palazzo S. Mercuriale, che sarebbero tornati nella piena disponibilità del Comune. Tutto vanificato.

Non parliamo poi delle Ville Sbertoli, che, in assenza di qualunque direttiva da parte del Comune, saranno totalmente alla mercé di chi deciderà di acquistare, senza che la città possa minimamente partecipare alla loro destinazione. 

A coloro che speravano in una “rigenerazione” dell’area del Ceppo, un sonoro schiaffo è arrivato lunedì sera: svendite di immobili di pregio, destinazioni commerciali, totale incertezza sulle funzioni pubbliche extra-sanitarie. Insomma, Pistoia può accantonare qualunque sogno di progresso.

Purtroppo, ancora una volta quando si parla di scelte urbanistiche, Tomasi e Capecchi giocano una gara al ribasso con il futuro della città, che si trova così senza un minimo piano di sviluppo. Noi continueremo ad opporci ai metodi e alle scelte di questa maggioranza, che rischiano di condannare Pistoia a rimanere ferma e ripiegata su se stessa.

Maurizio Bozzaotre, segretario Pd Pistoia

Walter Tripi, capogruppo Pd in Consiglio comunale

 

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