NUOVO SITO, DEFAULT SANITÀ E BREDA CHE PARTE: OVVERO UN PD DA «C’HO UNA PAURA CHE CREPO!»

Marco Niccolai
Marco Niccolai

PISTOIA. “Abbiamo rinnovato il sito internet del partito: strumento importante, all’insegna di una collaborazione continua. Un sito-magazine, che punta sulla trasparenza e sulla conoscibilità”.

L’odierna conferenza stampa tenuta dal Pd pistoiese nella sede del Circolo Arci di Bonelle (eravamo in quattro, relatore compreso, si poteva restare in un bar del centro!) è iniziata sull’onda dell’entusiasmo di un rinnovamento grafico sul quale, il partito di Renzi – che di Renzi ne vorrebbe fare a meno ma che se lo facesse, scomparirebbe – pare puntare parecchio.

A rappresentare il gruppo c’era Marco Niccolai, segretario provinciale del Pd, che dopo aver tessuto le lodi di questa scommessa telematica, che riassumerà, in un unico portale, la vita di 62 circoli e 21 unioni comunali creando dunque un’invidiabile tessuto territoriale, è passato al punto due dell’ordine del giorno, ossia la Sanità, che lo riguarda ancora, visto che ci sarà anche lui.

Venerdì prossimo, infatti, 6 marzo, alle 21 e sempre lì, nella Casa del Popolo di Bonelle (c’è scritto sul volantino, eh: ditelo a quelli di Santomato) il Partito democratico promuoverà un incontro-dibattito su cosa accadrà all’assistenza sanitaria a Pistoia e in Toscana? alla presenza del sindaco Bertinelli e del segretario provinciale Marco Niccolai, appunto, con uno special guest d’eccezione, il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: triade che sarà moderata da Luciano Mazzieri, che del circolo di Bonelle è il segretario.

Interessantissimo, non c’è che dire, soprattutto alla luce dell’ospedale Sant’Jacopo e dei suoi tre gemelli pratese, lucchese e massese, figli di una stessa mamma, non ci sono dubbi, una signora però che sembra prestare maggiore attenzione all’impresa e al profitto che alla salute dei cittadini toscani – e lo sanno anche i gatti di vicolo Miracoli…

“Ma della Breda quando ne parliamo?”, abbiamo umilmente chiesto.

“Ora – ha risposto Niccolai –. La vendita al colosso nipponico Hitachi è stato un passaggio molto importante, soprattutto alla luce di anni e anni di incertezze, che sono quelle che hanno segnato e decretato l’indispensabilità della cessione. Detto questo, però, il Partito si impegna, con pari sforzi e impegni, su due fronti: la difesa occupazionale interna e dell’indotto e sul rilancio industriale”.

Abbiamo l’impressione e il timore, però, non solo alla luce delle dichiarazioni di Niccolai, ma anche dopo quelle fatte da Poletti e Moretti, che Hitachi – nel suo pieno diritto – se ne fotta e che l’impresa del Sol Levante abbia probabilmente già in mente un’idea sul rilancio che con molta probabilità terrà nella giusta considerazione Pistoia, la fabbrica di via Ciliegiole, le sue maestranze interne, l’indotto e la dirigenza: insomma tutto l’apparato, più o meno trombònico, del fu Pci oggi Pd (Partito Democristiano), anch’esso, sotto questo profilo, in procombente dismissione.

Sarebbe insomma più corretto, non solo deontologicamente, ma anche moralmente, che il Pd, di fronte alla resa dell’azienda mandata al macero con annessa regalìa al Mikado, fosse un po’ più realista e meno demagogo e si rivolgesse alla popolazione collegata alla fabbrica – i suoi amati operai fin qui presi per i fondelli –, dicendo che purtroppo il partito trema di paura, ma di quella vera, in termini più consoni alla realtà: tipo io, speriamo che me la cavo!

l.s. – e.b.

Sulla Breda e la sua svendita – avvenuta dopo interminabili promesse di assoluta conservazione in loco da parte di tutti i politici locali e di quelli dei non-Governi di questi ultimi anni, da Monti in giù – riteniamo estremamente utile riproporre il nostro intervento del 25 febbraio comparso in La Breda se ne va. Documenti:

 

LA BREDA SE NE VA. NUDO & CRUDO

 

Breda venduta. La Nazione, 25 febbraio 2015
Breda venduta. La Nazione, 25 febbraio 2015

STAMATTINA, mentre è tutto uno squillar di campane sulla vendita della Breda, noi, Bastiani contrari per antonomàsia, suoneremo – per tornare a una storica metafora – le nostre trombe.

E cominceremo da lontanissimo, dai tempi di Quarrata/news quando scrivevamo che la Breda sarebbe stata venduta (certo: allora dicevamo General Electric, perché allora c’era davvero l’opzione Usa; ed era più che concreta), ma tutti gli altri ci sparavano addosso dandoci degli emeriti imbecilli e sostenendo, col fervore della preghiera che s’alza in Duomo quando fuori c’è la peste, che quel mostro che ha sempre dato il pane a Pistoia (ma soprattutto al Pci etc. etc.) non sarebbe mai stato messo in mano allo straniero. Tutte le pie donne del Partito, i fedelissimi della fede democratica, suonavano e cantavano il Piave: Non passa lo straniero! Per chi non crede a quello che diciamo, c’è sempre Quarrata/news da spulciare: altro che ciance!

Oggi Bertinelli parla dalla sua turris eburnea e lo fa in video, come un Fidel quando non compariva di persona ma in ‘apparizione’. Forse, però, insieme al suo confamuloRossi, prima ortodosso e poi renziano, meglio farebbe a ricordare a tutti gli operai della Breda, quando in Breda, lui, Bertinelli, ci portò Rossi, Fassina, il Vescovo e non ricordo quanti altri signori in passerella, a predicare, come Paoli di Tarso, che mai e poi mai “sarebbe passato lo straniero”.

Peccato che le leggi del mercato (selvaggio) della globalizzazione, quelle stesse sostenute, oggi, a spada tratta da quel loro Partito [in]Democratico – e in specie, ora, dal Renzi democristiano, a cui stanno a cuore solo i quattrini: ma i suoi! –, tirino, come il famoso «pelo», più di una coppia di buoi in salita e verso l’affarismo senza limitismo e a totale spregio del popolo bue, al quale è stato detto – ingiustamente – di tutto e di più.

Dal «pelo» che tira in salita, ecco che ora i campioni della promessa (mancata) Bertinelli-Rossi, passano a un’altra metafora da favola esopico-fedriana: quella delle «mosche cocchiere», le mosche, appunto, che mentre un carro è in salita, si piazzano sulle chiappe dei cavalli (o meglio dei buoi, se pensiamo al famoso «pelo») e credono, o danno a credere, di essere lì loro a spingere sul culo di chi, davvero, si consuma i muscoli tirando.

Da Marchi Travagli rompipalle quali siamo nel nostro umile piccolo, pensate, ora, pistoiesi della Breda e non, a vedere, con la fantasia, un tiro di buoi come l’Hitachi in salita: due culatte di vitelli chianini da fare spavento per la loro ampiezza e il loro sviluppo muscolare, e invidia per la loro maestosa potenza. Poi cercate di immaginare due «nei», Bertinelli e Rossi, appoggiati uno di qua e uno di là su quei chiapponi poderosi.

Poi pensate ai signori sorridenti del Sol Levante dagli occhi a mandorla e al loro bisogno vitale di quattrini: una sete inesausta come ce l’ha Dracula di sangue. E immaginate, infine, quanto potranno contare, queste due povere mosche cocchiere nostrali, nel contrattare, come stanno dicendo, il tema del: «lasciateci cantare con questa Breda in mano» favorendo l’occupazione e l’indotto locale.

Nudo & crudo: è semplicemente una scena (tragica) da circo equestre. Hitachi farà quel che vuole: come fanno i padroni una volta odiati e oggi amati e baciopantofolati dal Pd.

E non azzardatevi a dire di no, se non volete ricoprirvi di ridicolo – a meno che non vogliate passare da stupidi.

Edoardo Bianchini

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