oasi e social valley. LE FURBERIE DELLA “GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA”

«La filantropia che nasce dalla bontà dei sostenitori, cioè di coloro stessi che producono profitto per “altri”, non può produrre interessata partecipazione dei “recepenti”»
La Nazione

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Gli antichi romani, nella retorica specialmente, ne facevano grande uso per ingraziarsi gli ascoltatori: si chiamava captatio benevolentiae.

“La formula è usata nel linguaggio comune in riferimento a colui che, con raggiri e simulate dichiarazioni di affetto, tenta di accattivarsi le simpatie di un’altra persona, al fine di conseguire un determinato vantaggio”.

Dunque, per il territorio interessato all’Oasi che fa parte del più complesso Social Valley (che adesso vorrebbe comprendere anche parte del versante emiliano ) si sono dichiarati nettamente contrari sia il candidato a Sindaco di San Marcello, Carlo Vivarelli, sia la lista civica di Venusia Ducci, ovvero “Futuro Civico – Uniti per San Marcello Piteglio” nella quale sono presenti anche Direzione Italia, Lega, Fdi, Fi, a titolo personale confluiti in questa lista attraverso alcuni suoi esponenti, iscritti, rappresentanti. Il Pd del Comune di Limestre, cioè San Marcello-Piteglio (Cap unico 51028, al momento la più rilevante novità!) è invece – e ti pareva strano! – favorevole.

Anche i due candidati Sindaci di Abetone-Cutigliano, Petrucci e Braccesi, sono sulla posizione “montanino-scettica”.

Eliminiamo un altro motivo di confusione: una cosa e l’Oasi, altra è la Social Valley, ma entrambe, senza troppo girare intorno al nocciolo, si potrebbero chiamare Kme, cioè Manes.

Manes, come ricorderete, è il rappresentante del terzo settore, nominato dal bomba-Renzi che, avendo vinto la competizione farlocca delle primarie, ha in mano il Pd e i destini di questa miserevole Repubblica. Salvo sorprese che sarebbero graditissime…

Orbene, questo raggruppamento che chiameremo Kme per brevità, se ne strafotte delle competizioni amministrative in atto e – e qui torniamo alla captatio benevolentiae –continua nel suo progetto (Oasi-Social) che prescinde da quelle che saranno le risultanze elettorali, per proporre, indirizzare e suggerire.

Dall’articolo di La Nazione allegato potrete accorgervi come si cerchi di intervenire su un problema, quello sanitario, dopo anni di silenzio e di neutralità.

Stiamo parlando del Piot, quell’acefala struttura che erroneamente alcuni chiamano pronto soccorso è che è solo il punto di transito e di smistamento delle necessità sanitarie degli abitanti, privati dell’Ospedale e delle sue funzioni. Il resto sono chiacchiere.

Social Valley

Bene, il signor Orlandini, coordinatore del Progetto Dynamo e presidente del Comitato Social Valley, propugna non un pronto soccorso, la qual cosa presupporrebbe per legge l’esistenza di un’ offerta sanitaria ben specifica, ma un Piot con magari un ortopedico.

In più ci dice per la loro caritatevole ma non disinteressata opera: “per i bambini che ospitiamo, viste le gravi patologie, abbiamo degli specialisti interni che collaborano coi medici del punto di primo soccorso. Il problema è (udite bene – n.d.r.) che, essendoci solo un medico in servizio al Pps, capita che spesso questo debba uscire con l’ambulanza. C’è insomma anche una questione di dimensione di organico”.

Prendiamo queste riflessioni del signor Orlandini come sincero riconoscimento della inadeguatezza del servizio che il Pps offre e come invito a migliorare l’esistente; non solo per i suoi bambini, aggiungiamo noi, ma per una popolazione stanziale, che evidentemente al Dynamo non interessa, perché, con tutto il rispetto, i primi a dover pretendere un adeguato servizio di tutela sanitaria sono proprio i residenti.

Diciamo questo perché non ci risultano posizioni ufficiali del Dynamo fin dall’inizio della vexata quaestio dell’Ospedale Pacini di San Marcello che comitati di cittadini da anni e, purtroppo, senza risultato, stanno ponendo alla pubblica attenzione.

Dove era la Dynamo quando l’ospedale veniva smantellato? E i bisogni dei bambini, allora, non sono i bisogni di oggi? Dunque, è pura propaganda o postumo riconoscimento di aver lasciato allo sbando una popolazione senza supporto alcuno, allora, e con interessato coinvolgimento, adesso?

Se ci sono documenti ufficiali che possano smentire quanto andiamo scrivendo, benvenuti.

Noi faremmo volentieri ammissione di scarsa attenzione e accoglieremmo a braccia aperte un nuovo sostenitore dei diritti di tutti e non solo dei bambini.

Altrimenti questa propaganda in campagna elettorale sa di muffa e di obiettivi diversi e di ben altro significato.

Non ci sfugge, e sempre a molti di più non sfugge, che l’ombrello che le amministrazioni sinistre e di sinistra hanno offerto a questa struttura si interseca con il più vasto concetto di “business” capitalistico.

Non è particolarmente simpatico a chi scrive il “Pampero argentino” Bergoglio-Francesco, ma non possiamo non prendere atto della denuncia della deriva antiumana del capitalismo in questa èra di “globalizzazione dell’indifferenza” che, dice il Pontefice, “conosce la filantropia, ma non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle briciole”.

Appunto, la filantropia che nasce dalla bontà dei sostenitori, cioè di coloro stessi che producono profitto per “altri”, non può produrre interessata partecipazione dei “recepenti”; peggio ancora se furbescamente si cerca di introdursi in un dibattito elettorale che non necessita di giudici terzi e interessati.

Per il momento basta ed avanza. Ma non è finita qui.

[Felice De Matteis]

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One thought on “oasi e social valley. LE FURBERIE DELLA “GLOBALIZZAZIONE DELL’INDIFFERENZA”

  1. Il rappresentante della Lega Nord ci comunica che nella lista “Futuro Civico – Uniti per San Marcello Piteglio” il suddetto partito non è presente con alcun rappresentante ufficiale.
    Ne prendiamo atto.
    Felice De Matteis

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