obesità. IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER IL CENTRO DI CHIRURGIA BARIATRICA DEL “SAN JACOPO” ACCREDITATO DALLA SICOB

Attivato a fine anni Novanta ha reso possibile circa mille interventi
L’ospedale San Jacopo a Pistoia

PISTOIA. Il 2017 lascerà un segno nella storia del Centro di chirurgia bariatrica dell’ospedale “San Jacopo” di Pistoia dell’AUSL Toscana centro, grazie all’accreditamento conferito dalla SICOB, la Società Italiana Chirurgia dell’Obesità e metabolica, che riunisce tutti i centri di chirurgia bariatrica a livello nazionale.

Già Centro Affiliato dal 2016, la struttura – che fa parte della rete chirurgica obesità dell’AUSL Toscana Centro – ha conquistato questo importante riconoscimento per avere centrato tutti i criteri richiesti dalla SICOB.

Il riconoscimento certifica non solo la presenza di dotazioni strumentali e cliniche, ma attesta anche la validità degli interventi effettuati nonché i risultati.

Nel Centro pistoiese (attivo ormai da fine anni novanta per merito del dottor Patrizio Palandri) ad oggi sono stati effettuati circa 1000 interventi di chirurgia bariatrica di varia tipologia.

I pazienti vengono seguiti (prima, durante, e dopo gli interventi) da un’équipe multi disciplinare comprendente dietiste (Gianna Fabbri e Raffaella Malagoli, quest’ultima oggi in pensione), psicologa (Cristiana Barni), anestesisti (Riccardo Tanini, Alessandra Salvestrini, Pasquale Reina, specializzati nel trattamento dei pazienti obesi) e dall’équipe chirurgica di cui è responsabile il dottor Giuseppe Iannuzzi.

Negli anni si è rivelata, inoltre, preziosa l’attività di affiancamento dell’Associazione per la Cura dell’obesità “A. Genovesi” con sede a Monsummano, che ha costantemente sollecitato le istituzioni affinché questa chirurgia si sviluppasse nell’ospedale pistoiese, dimostrandosi essere anche un ottimo supporto per i pazienti in quanto costituita da ex pazienti, che hanno affrontato tutto il percorso dell’obesità: dai disagi sociali al post-operatorio con incertezze e dubbi fino a un nuovo modo di vivere la risoluzione dell’obesità. Il Centro pistoiese è stato punto di riferimento non solo per i pazienti del territorio, ma anche per quelli di fuori regione per interventi di riduzione dello stomaco, di by-bass gastrico o di altro genere.

La struttura pistoiese esercita la sua attività nell’ambito della rete chirurgica obesità il cui centro di riferimento per tutta l’azienda sanitaria è l’ospedale “Santa Maria Nuova” dove ha sede il Centro multidisciplinare per la Terapia dell’Obesità diretto dal dottor Marcello Lucchese e dove si effettuano gli interventi chirurgici per pazienti affetti da obesità grave e da complicanze patologiche correlate.

Il diabete è una patologia che nei paesi industrializzati si calcola riguardi circa il 20% della popolazione: tale sarebbe, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’incidenza (in costante aumento) di quanti hanno un peso patologico e che ha indotto la stessa OMS a definire l’obesità una “epidemia globale”.

Le cifre in Italia parlano di 6 milioni di persone adulte affette da obesità e il numero di interventi chirurgici per obesità grave è intorno ai 12-13000 per anno. Gli obesi in Toscana sono circa 350 mila e ben 1,2 milioni gli individui in eccesso di peso.

L’obesità grave il più delle volte è associata a malattie debilitanti e pericolose, con un forte impatto anche sulla qualità di vita del paziente e di chi gli sta accanto.

Il diabete più che un problema estetico (che non va sottovaluto come certe implicazioni psicologiche) rappresenta un serio rischio per la salute con complicazioni sul piano sociale e lavorativo: difficoltà respiratorie, insufficienza venosa cronica e vene varicose, difficoltà di deambulazione, mal di schiena, dolori articolari, astenia, malattie cutanee.

Inoltre, questi pazienti sono esposti ad altre malattie quali il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, epatopatie, ipercolesterolemia, sindrome delle apnee notturne, ipertrigliceridemia, dislipidemie, sindrome dell’ovaio policistico della donna e soprattutto alcune forme di tumore. Il cuore è costretto a un eccesso di lavoro e l’insufficienza cardiaca, l’infarto e l’ictus sono in agguato.

La soluzione chirurgica è quella che viene presa in considerazione dopo una accurata valutazione del paziente da parte di un’équipe multidisciplinare (endocrinologi, dietisti, pneumologi, cardiologi, psichiatri e anestesisti) che propone il percorso più appropriato.

[cruciata – al area vasta centro]

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