ODOR DI FUSIONE? RIECCOLI IN FILA

Alla parola ‘fusione’ si svegliano tutti
Alla parola ‘fusione’ si svegliano tutti

MONTAGNA. Nonostante la bocciatura da parte del Consiglio regionale della richiesta di dar vita al Comunone/Dynamone che – nell’idea di alcuni supporters in partenza guidati dall’intrepido direttore del Dynamo Camp – avrebbe dovuto raggruppare i quattro Comuni della Montagna (Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello pistoiese ) sta ritornando ora a galla questa sorta di bislacca operazione diretta ora dal cutiglianese Giuliano Tonarelli noto per far collezione di presidenze.

Infatti è Governatore della Misericordia di Cutigliano; già past-president ed ora in posizioni di piena visibilità nel Lions Club Montagna Pistoiese ora presiede il Tennis Club di Cutigliano; è tra i maggiori responsabili del Circolo Parrocchiale di Cutigliano; è presidente del Comitato per il Comune unico della Montagna pistoiese e, fino a poco tempo fa, presidente dell’Associazione Albergatori Montagna pistoiese. È anche noto per la consistente presenza su Facebook, Twitter, Linkedin e compagnia varia con scritti altalenanti dall’entusiasmo più vivo al pessimismo più catastrofico.

Questa ossessiva ricerca alla notorietà non l’ha portato, finora, a raggiungere quanto si riproponeva ed – in primis – l’agognato Comunone/Dynamone nei confronti del quale tuttora si spende con una ostinazione incomprensibile ai suoi compaesani. Tanto più stupefacente in quanto attivata dal figlio di un personaggio del calibro di Sergio Tonarelli, imprenditore d’assalto, che a unanime giudizio dei montanari partorì l’idea della valorizzazione della Doganaccia.

Il progetto avveniristico (ci fu chi disse che se questo sogno veniva realizzato “avrebbe mangiato un gatto vivo”) fu validamente supportato dal Senatore Giorgio Braccesi, Sindaco di Cutigliano prima del figlio Massimo e dell’attuale nipote Tommaso – e sfociò nella realizzazione delle funivie Cutigliano-Doganaccia e Doganaccia-Croce Arcana, due strutture che aprirono al territorio cutiglianese le porte del cosiddetto turismo bianco. Inutile dire che il compianto Senatore Giorgio Braccesi il giorno del viaggio inaugurale della funivia rammentò la promessa fatta da chi avrebbe “mangiato il gatto vivo” e lo invitò a banchettare.

Una vocazione confermata dal successivo insediamento, sul versante dell’opposta vallata, della stazione sciistica di Pian di Novello impostata su un avveniristico (per quei tempi) albergo a 4 stelle dotato di 150 posti letto e una piscina coperta. Il ventennio 1960-1980 portò Cutigliano al punto di massimo splendore tra un fiorire di villette e seconde case e la realizzazione di quel grande polo di attrazione turistica all’insegna del “Rondò Priscilla”, ora malamente finito dopo la sciagurata vendita a un privato da parte dell’amministrazione comunale retta prima da Graziano Nesti e, poi, da Marina Lauri.

Questi richiami servono per porre in una corretta cornice il cosidetto “strappo” in questi giorni attivato dai sindaci di Abetone, Giampiero Danti, e di Cutigliano, Tommaso Braccesi, con l’obbiettivo di unificarsi in Comune Unico operazione del resto da molti mesi avvenuta per i Comuni lucchesi di Fabbriche di Vallico (Sindaco Oreste Giurlani, Presidente dell’Uncem regionale) e quello di Vergemoli.

Uno strappo fondato sui desideri degli abitanti di Abetone e di Cutigliano, attestato e ratificato dai voti che trasversalmente e copiosamente hanno riversato sugli attuali primi cittadini punendo nel contempo i salti in avanti di Carluccio Ceccarelli e di Claudio Gaggini rispettivamente ex Sindaci di Cutigliano e di Piteglio.

In quest’ottica va collocata la scelta Danti-Braccesi ancorché criticata dal Sindaco di Piteglio, Luca Marmo, e da Maria Silvia Cormio, sindaco di San Marcello i quali – riaffermando le loro ferme convinzioni sul comune a quattro (quello definito Comunone/Dynamone) – dimostrano di non aver ancora capito che gli abetonesi ed i cutiglianesi non vogliono assolutamente unirsi in matrimonio con chi, dominante in Comunità Montana, ha colpevolmente determinato lo sfascio dell’Alta Montagna pistoiese sancito dall’avvenuto scioglimento da parte della Regione Toscana.

IN SOLDONI:

  • – il ritorno a quando (anno di grazia 1936) Abetone era in gran parte una frazione di Cutigliano è quanto vogliono gli elettori di questi due Comuni il cui orientamento è stato palesato dai voti raccolti dai due sindaci ora in carica;
  • – il buon Giuliano Tonarelli e gli altri fondatori e componenti il Comitato per il Comune Unico, che con la loro ostinazione dimostrano di non aver capito la lezione, sono stati “trombati” nelle recenti amministrative. Tra essi anche l’incolpevole Geremia Tonarelli, nipote di Giuliano e da lui, forse, accreditato. Carluccio Ceccarelli da quel furbone che è, non ha ripresentato la sua candidatura lasciando nella pania i suoi “amici di cordata” e sostenendo di abbandonare la politica (contraddicendosi pochi giorni fa col partecipare a una riunione che mira alla ricomposizione di quel centro-destra pressoché scomparso nei due comuni montani);
  • – il sogno del Comunone/Dynamone (portato avanti, in origine, da Roberto Orlandini (uomo di fiducia dell’imprenditore Vincenzo Manes e da lui posto alla direzione del Dynamo Camp) sembra non riuscire più e a far breccia tra la gente di montagna stanti le voci di ulteriori licenziamenti dei lavoratori che operano a Campotizzoro (e con essi anche quelli degli altri stabilimenti ex Smi in essere sul territorio toscano e nel resto d’Italia);
  • – gli ideatori del Comunone Dynamone: Gianfranco Venturi, Adamo Bugelli, Valerio Sichi, Albarosa Nesti, Moreno Seghi ed altri dirigenti del fu Pci-Pds-Pd sanmarcellino annaspano per rimanere a galla e molti di loro sono da considerarsi politicamente “rottamati” al pari del consigliere regionale Aldo Morelli.

FINALINO:

  • – resterà in piedi l’ineffabile consigliere regionale Antonio Gambetta Vianna, di assai scarso peso politico e conosciuto, novello Girella, per il saltabeccare da una formazione politica all’altra; e soprattutto sarà lui a risolvere i dubbi e le difficoltà di Giuliano Tonarelli e dei sostenitori del Comunone/Dynamone?

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