olocausto. IL PANTHEON E LA LAPIDE PER LE VITTIME OMOSESSUALI

«Capita che, durante una perlustrazione della parte alta di Piazza San Francesco, quella che gli esperti chiamano Pantheon, si trovi una lapide scura in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo»
Mussolini e Hitler, giugno 1940
Mussolini e Hitler, giugno 1940

PISTOIA. Ogni 27 gennaio, chi più e chi meno, commemoriamo le vittime dell’Olocausto. E, come tutti sappiamo, la ferocia del nazismo hitleriano non si scatenò  solo sugli ebrei.

Molte altre categorie di persone finirono nel mirino dei nazisti, come gli handicappati e le persone di colore. Anche gli omosessuali subirono persecuzioni atroci da parte della Germania di Hitler, e difatti il 27 gennaio vengono commemorati pure loro.

Si tratta di una ricorrenza che riguarda tutte (e sottolineiamo tutte) le vittime del nazismo, ponendo ovviamente sullo stesso piano le varie categorie di persone sterminate durante quel buio periodo del secolo scorso. Non vengono fatte distinzioni, nonostante l’ineguagliabile numero di ebrei uccisi, poiché la prima considerazione da fare di fronte al ricordo di una dittatura spietata di stampo razzista è, per l’appunto, dare lo stesso identico peso alle diverse vittime della medesima.

Ma capita che, durante una perlustrazione della parte alta di Piazza San Francesco, quella che gli esperti chiamano Pantheon e che Francesco Tolomei descriveva nella sua guida del 1821 come “un ampio edifizio destinato ad eternare con statue, depositi e iscrizioni la memoria degli Uomini Illustri Pistoiesi, seguitando il bel disegno del Cav. Cosimo Rossi”, si trovi una lapide scura in ricordo delle vittime omosessuali del nazifascismo.

A colpo d’occhio pare che tale pietra faccia riferimento all’Olocausto, mischiando però nazismo con fascismo e facendo finta di non sapere che tale strage venne ideata e portata a compimento esclusivamente da Hitler. Poiché le leggi razziali italiane furono ben altra, seppure orrenda, cosa.

Ma se effettivamente l’amministrazione comunale intendeva ricordare alcune vittime dell’Olocausto, e se soprattutto nel Giorno della Memoria ricordiamo indistintamente tutti quei morti, com’è possibile che una lapide posta nel centro della città commemori solo ed unicamente le vittime omosessuali?

Certo, che strano: sembra che tra tutte le vittime mietute da un regime razzista, solo quelle omosessuali meritino una lapide in loro ricordo.

[Lorenzo Zuppini]

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