omicidio stradale. CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO DEL CONDUCENTE CHE TRAVOLSE AGRESTI

La Procura di Pistoia ha chiuso le indagini preliminari nel procedimento per la morte dell'anziano di Larciano ponendo in capo all'investitrice l'intera responsabilità
Pasquale Agresti

PISTOIA. Aveva tutto il tempo per accorgersi dell’anziano e incolpevole pedone che attraversava la strada e per rallentare, evitando di travolgerlo: purtroppo, non l’ha fatto. Alla luce di queste inequivocabili conclusioni a cui sono giunte le indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Pistoia titolare del procedimento penale per omicidio stradale, Dott.ssa Linda Gambassi, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’automobilista di 51 anni di Monsummano Terme che il 13 luglio 2017 ha investito a Montecatini Terme l’84enne Pasquale Agresti, originario di Sessa Cilento, nel Salernitano, ma residente da 45 anni a Larciano, causandone il decesso.

La tragedia si è consumata alle 22 lungo via Gentile. L’automobilista con una Renault Clio stava procedendo verso l’ingresso dell’autostrada, in direzione della rotatoria “Largo Salvo d’Acquisto”.

Quel tratto di viabilità — una strada urbana a unica carreggiata a doppio senso con due corsie separate da linea di mezzeria, e con limite dei 50 km/h — è rettilineo, pianeggiante e ben illuminato; quella sera il cielo è sereno e non piove: dunque, condizioni di guida ottimali.

Contemporaneamente, Pasquale Agresti, ascensorista in pensione, sta attraversando la carreggiata con direzione sinistra — destra rispetto al senso di marcia della vettura per andare a trovare un amico: non è sulle strisce, ma non sta violando le norme, non essendoci attraversamenti pedonali nel raggio di cento metri.

L’ingegner Stefano Solombrino, il consulente tecnico che il Pm ha incaricato della ricostruzione cinematica del sinistro, calcola in non meno di 6-7 secondi il tempo che il pedone ultraottantenne avrebbe impiegato per attraversare l’intera carreggiata, “e per tutto questo tempo la conducente della Renault lo ha avuto nel suo campo visivo” scrive nella perizia.

Eppure, come dichiarerà lei stessa agli agenti della Polizia di Montecatini, intervenuti per i rilievi, R. C. non si accorge minimamente dell’anziano e si ferma solo dopo aver avvertito “un forte rumore sul parabrezza che andava i frantumi…non avendo visto cosa avevo urtato”: sull’asfalto nessuna traccia di frenata.

Il luogo dell’incidente

Un impatto terribile: Agresti, che peraltro aveva quasi concluso l’attraversamento, è colpito sul fianco destro dalla parte anteriore destra dell’auto e sbalzato sul cofano, infrange il parabrezza e rovina per terra finendo esanime sulla banchina laterale destra.

Muore il 15 luglio, dopo un giorno e mezzo di agonia, all’ospedale di Careggi in seguito ai gravissimi traumi riportati, come confermato dalla perizia medico legale del CTU nominato dal Sostituto Procuratore per effettuare l’autopsia, la dott.ssa Carolina Pagnini, della Medicina legale di Firenze.

Sconvolti dalla perdita del proprio caro, i familiari, per fare chiarezza sull’incidente e ottenere giustizia, attraverso la consulente personale Avv. Simona Longo, si sono affidati a una società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che non sta solo collaborando con il penalista della famiglia e monitorando da vicino l’andamento del procedimento penale per omicidio stradale aperto dalla magistratura, ma ha anche già richiesto il risarcimento in sede civile alla compagnia di assicurazione della vettura.

Un iter che ora si confida possa essere rapido e privo di ostacoli, così come ci si augura per la giustizia penale, alla luce dei chiari risultati delle indagini preliminari, che confermano in pieno le tesi sostenute dalla parte civile, sgombrando oggi dubbio circa presunti concorsi di colpa da parte del pedone.

“Complessivamente — conclude infatti l’ingegner Solombrino — dalla dinamica del sinistro non si rilevano condotte a carico del signor Agresti contrarie al Codice della Strada; al contrario (…) esso si è verificato a causa della condotta di guida della conducente della Renault, risultata non prudente, né diligente né perita (…) e contraria a quanto prescritto dagli artt. 191 e 141 del Cds”: il primo impone ai conducenti, sulle strade sprovviste, come qui, di attraversamenti pedonali, di consentire ai pedoni che abbiano già iniziato l’attraversamento, impegnando la carreggiata, di raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza, tanto più in caso di anziani; il secondo fa loro obbligo di regolare la velocità a seconda della caratteristiche e delle condizioni della strada e del traffico e di essere sempre in grado di arrestarsi tempestivamente dinanzi a ogni ostacolo prevedibile.

Alla luce di queste accurate indagini e perizie, la dott.ssa Gambassi ha quindi trasmesso al Giudice per le indagini preliminari, oltre che all’indagata e alle parti offese, la richiesta di emissione del decreto che dispone il giudizio a carico di. R. C. per il reato di omicidio stradale, “perché – scrive nel provvedimento -, violando le norme sulla disciplina stradale, cagionava la morte di Agresti Pasquale: in particolare (…), per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme sulla disciplina stradale fissate dagli artt. 140, 141, 191 del d. lgs 285/92 (…), cagionava la collisione tra il parabrezza dell’autovettura e il corpo di Agresti, dalla quale derivava, in diretto rapporto causale e temporale, la sua morte”.

Tutte omissioni, precisa il Sostituto Procuratore, “incidenti e rilevanti rispetto al processo causale dell’evento letale, prevedibile ed evitabile, consistite nell’aver omesso di regolare la velocità del veicolo in modo da conservarne il controllo e da essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, quali l’arresto tempestivo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi ad ostacolo prevedibile, nonché nell’aver omesso di fermarsi e di prevenire ragionevoli situazioni di pericolo che potevano derivare da comportamenti del pedone considerata la sua età anziana, in presenza di attraversamento iniziato”.

Ora si attende da parte del Gip la fissazione dell’udienza penale.

[de rossi- studio 3A]

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