orate, misericordes! A PISTOIA IL CONSIGLIO NAZIONALE SI RIUNISCE DIMEZZATO E TRABALLANTE: GRANDI MANOVRE PER “METTERSI A PULITO”? MA PERCHÉ TANTA FRETTA?

Beati misericordes!

 

PISTOIA-FIRENZE. Senza la maggioranza, sotto appena il 50% (11 su 23, mancava il Correttore, vescovo Agostinelli?) si è tenuto il più urgente Consiglio Nazionale della Confederazione delle Misericordie della storia (la lettera di convocazione è disponibile nell’articolo linkato) che sembra avere ricevuto clamorose contestazioni da numerosi consiglieri.

Le nostre richieste di chiarimenti e intervista sono state respinte e in malo modo, cioè con l’espulsione a suon di mnacce che stavamo su suolo privato.

È questa, forse, la tanto decantata e misericordiosa trasparenza evangelica delle Misericordiæ d’Italia?

Nelle quali, peraltro, noi non abbiamo – fortunatamente – mai creduto a occhi chiusi fino da quando, nel 2013, iniziammo a scavare nel “pozzo oscuro” della Misericordia di Agliana, all’epoca tenuta per i “gemellini” dal presidentissimo Artioli che, potendo, ci manderebbe volentieri al patibolo, anche se (specie in questi ultimi tempi e grazie anche alle dichiarazioni pubbliche della presidentA avvocatA Ilaria Signori) quello che scrivevamo a proposito della gestione aglianese, torna a galla come il classico cadavere impacchettato e gettato nello stagno. Ma questa sarà un’altra storia su cui torneremo presto.

Qualche malpancista ci ha fatto leggere una lettera di protesta della consigliera Angela Caprio, semplicemente adirata, come lo è anche il consigliere Angelo Cuzzola (due “angeli”, distinti nel consiglio): entrambi si rifiutano di rilasciare interviste e aspettano di conoscere le “determinazioni” che saranno prese dalla santa inquisizione dei più misericordiosi colleghi consiglieri, chiusi a chiave e guardati a vista. Covid-19? Eppure non ci par proprio di averli visti indossare le famigerate mascherine imposte dallo s-governo di Giuseppe & Company.

L’Avv. Sanchini – smascherato – ci diffida minacciando di chiamare i carabinieri: ci tremavano le mutande!

Una ventina di minuti dopo che eravamo giunti alla sede di via Nazario Sauro 291 a Pistoia (c’era il nostro Alessandro Romiti, specializzato in Misericordiæ) , ecco che è uscito il notabile Avv. Paolo Sanchini (a proposito, ci risulta che lui non siede più nel board, per sopraggiunti limiti di età: dunque che ci faceva lì?) che ha intimato al nostro cronista quello che don Biancalani, poco distante da lì, intimò alla gente di Tvl-Don Luigione Bardelli: uscire immediatamente, perché il piazzale è un’area privata. Don Biancalani non voleva telecamere a riprendere le analisi del sangue agli immigrati clandestini.

Le Misericordiæ hanno una rilevanza pubblica e incassano soldi pubblici o no? Pertanto: a quale scopo il cordone sanitario intorno ad esse e agli affari loro, signori della corte e signori giurati? Qual è il motivo di tanta… segretezza?

Ci sembra di sentire il presidentissimo Corrado Artioli (sempre a Pistoia nel 2015) che, durante il processo penale contro Quarrata/news, raccontava alla giudice Floris come la “…Misericordia fosse della cittadinanza…” (e dunque era pubblica!), salvo poi dimenticarsi di aver tenuto fin troppo stretti i bilanci e sopratutto, di aver negato lo Statuto costitutivo ai postulanti associati: ma i soldi pubblici li pigliava eccome! È sempre la stessa musica: ubi sunt lilleri, ibi et Misericordiæ, «addóve stann’ eddinnàre, stanno pure ’emmisericòrdie!».

Sanchini dovrebbe rispondere alle domande dei giornalisti invece di strillare per allontanarli. E magari dovrebbe indossare la mascherina quando si avvicina a loro per minacciarli…

E a questo proposito, con la mia solita irriverenza (ma perché rispettare chi non rispetta noi, scusate? Non siamo mica noi i misericordes: sono loro!), mi viene di ricordare quel che diceva un amico burlone: «Se dio avesse voluto che non peccassino col sesso, perché non ha messo una bella  scarica da 25mila volts in ogni congiunzione carnale o fornicazione?».Ineccepibile ragionamento.

Allo stesso modo, la domanda oggettivamente più logica sulle Misericordiæ non può che essere questa: perché chi le presiede e le guida cerca di tenersele strette e alla gamba come si fa con i cani? Se invece di amministrarli, i quattrini delle Misericordiæ, ce li dovessero misericordiosamente mettere di tasca propria, quanti presidenti misericordes ci sarebbero in giro, secondo voi, 1, 2 tre o… anche zero?

Sia chiara una cosa: le Misericordiæ sono un ente privato e dunque faranno come vogliono dei loro soldi, ma non lo sono i contributi a fondo perduto che vengono loro erogati da Stato e Regioni: e per questo ci vogliamo ficcare il naso, visto che la legge ci autorizza in tale senso.

Lo capiscano, questo, una buona volta, sia Trucchi che Corsinovi e magari anche il disinvolto e speriamo, covidfree, avvocato Sanchini.

Prima della presentazione: cancelli aperti

Dopo la richiesta di intervista: cancelli chiusi

Una ridicolezza senza fine l’espulsione di Romiti (Emilio Fede direbbe «che figura di mmmerda!»), fatta da un giurista smascherato: ci ha impressionato consultare il curriculum stagionato di Sanchini, che però sembra doversi invitare a un aggiornamento (non segue la formazione continua?) sui valori costituzionali assicurati alla stampa, dall’articolo 21; valori che difendono la libertà d’informazione, la critica e la tutela delle opinioni. Una domanda, di grazia: ma quanti avvocati ci sono ad amministrare le Misericordiæ? Non vi sembrano un po’ tanti?

Sanchini ha da sempre patrocinato la Confederazione e sembra che da oggi, dopo la meritata pensione, la consulenza legale sia affidata alla figlia Costanza, reggente lo studio di via Richa a Firenze. E, questo proposito, quante consulenze vengono pagate ai Sanchini, ogni anno, dalla Confederazione Nazionale? Si potrebbe sapere? Lo chiediamo a chi tiene i conti? Ci sono anche i revisori contabili: loro dovrebbero saperlo.

«C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole» [G. Pascoli]

Alcuni governatori delle Misericordiæ si chiedono quali significative modifiche stanno per essere apportate allo Statuto approvato recentemente, e sopratutto quale sia la motivazione di tanta urgenza con tanti corposi argomenti, dai quali non sfugge la posizione della Misericordia di Benevento, al centro di un’epocale vertenza di lavoro che rischia di avere ripercussioni nazionali.

Altri governatori uncorrect si chiedono se ci saranno delle eventuali ricadute civili e penali per ipotetici illeciti nella gestione della migrazione: ovvero per la chiusura della “Confederazione Nazionale” stracotta o, anzi, ribollita, come si dice a Firenze.

Non c’è affatto dispiaciuto sapere che al board il dodicesimo invitato, risultato indispensabile per assicurare il numero legale, sarebbe stato proprio l’ex Vescovo di Prato Franco Agostinelli, quale presidente nazionale dei correttori morali (che però non sembrano affatto correggere le Misericordiæ, ma piuttosto voltarsi dall’altra parte alla don Tofani): stavolta l’ex vescovo di Prato c’era o no a invocare lo Spirito Santo sull’importante consesso? Sembra di no, ma lo sapremo presto sicuramente. 

Consiglio blindato e, sembra, senza Agostinelli: quindi senza numero legale?

Con Agostinelli, sempre il nostro Romiti ha iniziato nel 2013 a chiedere – faticosamente quanto inutilmente – dei colloqui per le “penose vicende” (come diceva Artioli) della Misericordia di Agliana e poi anche nel 2016 e 2017, finendo dall’Arcivescovo Cardinal Betori (quale Presidente della “Cet”, Conferenza Episcopale Toscana) ma anche lì inutilmente: la chiesa toscana, evidentemente, ha da fare cose più importanti che accostarsi umilmente e piamente  alla trasparenza e alla condivisione delle notizie (di tutte le notizie) con i fratelli e le sorelle della comunità. Forse anche Betori preferisce parlare con gli avvocati misericordes, certamente più duttili e più malleabili di quei rompicorbelli dei giornalisti (e poi quelli di Linea Libera…!).

Porte chiuse: reticenza e omertà?

Pistoia. Un consiglio nazionale forse viziato?

Alla faccia del bussate e vi sarà aperto, nessuno ci ha ascoltato, nemmeno il presidente della Cei Cardinale Gualtiero Bassetti (conferenza episcopale italiana): altro muro di gomma, ancora più massiccio per l’omertà, diffusa a ogni livello, che impedisce a chiunque di formulare delle domande di chiarimento; dimostrando così che la “Confederazione delle Misericordiæ” sa di essere too big to fail: questo spiega tanta sicumera e arroganza.

Ma qualche consigliere non regge più e iniziano a vedersi gli esiti delle intolleranze. Se Agostinelli mancava davvero all’importante consesso, allora il numero legale sarebbe mancato e dunque … puff. Gli è tutto sbagliato … Gli è tutto da rifare, come avrebbe detto il Ginone nazionale.

Neanche Betori ha voluto sentire parlare di Misericordiæ

Purificami, o Signore, sarò più bianco della neve… Alcuni malpancisti ci spiegano che i misericordes, stanno cercando di costituire una bad company per scaricare le perdite di bilancio e i fatti gravi di Isola Capo Rizzuto, per ripartire così puliti e candidi come agnellini: un’operazione di facciata, che permetterebbe, sopratutto al generalissimo Corsinovi, di rimettersi in sella, subentrando a Roberto Trucchi, politicamente “fuori”.

Viene da chiedersi se è vero che la gestione odierna è davvero viziata da irregolarità gestionali tali da essere adoperate per far chiudere con un fallimento guidato (e liberatorio) la Confederazione Nazionale, e così ripartire vergini, in sella alla Nuova Rete (anche il nome è suggestivo: ricorda un po’ Leoluca Orlando e un po’ il Circo Togni…).

Don Luigi avrà consigliato i misericordes per la miglior migrazione nella Nuova Rete?

Sembrerebbe un’operazione condotta con destrezza – che distingue i grandi Ceo opachi ma ben consigliati – che, sempre a Pistoia, trovano esempio in un dominus incontrastato, Luigi Egidio Bardelli, indisturbato e indisturbabile da sempre (perché forse ha una linea rossa con lassù…?).

Ecco che forse la sede scelta per l’adunanza, Pistoia, potrebbe non essere casuale: il consiglio nazionale, avrà forse convocato anche Manone per farsi dare qualche fritta sulla gestione più indolore del magico trasferimento della super-holding del volontariato?

Intanto buona domenica a tutte le Misericordiæ d’ItaGlia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Parlare è un dovere: anche quando siamo in regime come ora

La sede della Misericordia di Agliana

 

Se la Chiesa segue il suo Signore, esce da sé stessa, con coraggio e misericordia: non rimane chiusa nella propria autoreferenzialità [Papa Francesco]
Cosa che però non si riesce a vedere nelle Misericordiæ – a partire da quella santa e giusta di Agliana…


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