ortoflorovivaismo. CARTELLE “PAZZE”, IL POTERE DEL COMUNE SENZA INDAGINE

Francesco Conforti, candidato a sindaco di Pescia della coalizione di centrodestra, prende ulteriore posizione sull'arrivo di cartelle pazze ad un’importante azienda del settore florovivaistico pesciatino. Dopo averla incontrata, Conforti si dichiara basito rispetto al comportamento del Comune, che non cerca un incontro e tenta piuttosto di sanare anticipazioni di cassa in modo non concordato, dato che le aziende andrebbero a pagare per un servizio non erogato
Francesco Conforti

PESCIA. Francesco Conforti ha deciso di approfondire ulteriormente la voce che circola in città circa l’arrivo di cartelle esattoriali “pazze” ad un’importante azienda florovivaistica di Pescia ed è andato a incontrare i suoi responsabili di persona. Per ragioni di privacy Conforti non svela i nomi, ma dichiara apertamente il suo stupore circa la mancata volontà da parte del Comune di una risoluzione bonaria della questione, visto che da quanto emerge l’azienda dovrebbe pagare per un servizio non erogato e del quale l’amministrazione PD non ha dato comunicazione per modi e costi.

«D’altronde l’escalation utilizzata dalla Giunta PD (Giurlani/Peria) dal 2013 in poi è stata palesemente quella di andare a modificare, quasi impercettibilmente nei termini, il regolamento comunale in materia di smaltimento rifiuti in agricoltura. Tutto questo, peraltro, senza averne dato precedente e chiara comunicazione o pubblicità alle aziende agricole e florovivaistiche, senza evidenza pubblica dei costi o, quantomeno, della curva dei costi di questi anni. Ciò dimostra quanto si volesse pretestuosamente andare a tassare il settore agricolo, soprattutto laddove non si producono rifiuti solidi urbani e dove semmai le aziende agricole stesse provvedono in autonomia a smaltire presso Cosea, in quanto non dotate di apposti mezzi o di un servizio che provveda ad una raccolta azienda per azienda.»

Conforti precisa poi: «Voglio inoltre sottolineare che le aziende del settore ortoflorovivaistico già provvedono, anche per i rifiuti speciali, a pagare cospicuamente le aziende addette allo smaltimento. Mi domando quindi cosa stanno pagando e cosa dovrebbero andare a pagare le aziende agricole, visto che il servizio non viene erogato. Mi chiedo inoltre come mai venga fuori solo adesso questo accertamento, che, se passasse, andrebbe a colpire tutto il settore indistintamente. Ribadisco quindi la mia totale disapprovazione verso questo tappare le falle di bilancio in modo non concordato.»

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