ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA, TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Giuseppe Maffei
Giuseppe Maffei

PISTOIA. Si svolgerà oggi 4 ottobre a Montecatini Terme – Grand Hotel Croce di Malta – il congresso regionale “Tradizione e innovazione in ortopedia e traumatologia”, organizzato e promosso dalla unità operativa aziendale di ortopedia e traumatologia della Ausl3 diretta dal professor Giuseppe Maffei.

Sono attesi oltre centocinquanta specialisti di questa importante disciplina provenienti oltre che dalla Toscana anche dalle regioni centrali d’Italia, per gli argomenti specifici che saranno presentati ed affrontati: dalla traumatologia alle protesi di anca, spalla e ginocchio che vengono impiantate per curare importanti patologie. Saranno presenti le équipe chirurgiche della Ausl3 e il direttore sanitario Lucia Turco.

Il convegno, come suggerisce il titolo, intende mettere a confronto gli ormai consolidati e tradizionali interventi ortopedici con le tecniche più innovative, anche sperimentali, che anche i centri ortopedici degli ospedali di Pistoia e Pescia stanno ormai adottando con successo.

Oltre al primario professor Maffei che illustrerà gli interventi chirurgici all’anca che vengono eseguiti oggi negli ospedali della Ausl3, è particolarmente attesa dai colleghi la relazione del dottor Sandro Nicoletti, specialista chirurgo pistoiese, che spiegherà con quali particolari e avanzate tecniche egli esegue le protesi di spalla.

A due anni dalla riorganizzazione delle unità operative di ortopedia e traumatologia degli ospedali di Pescia e Pistoia della Ausl3, sembra essere positivo il bilancio dell’attività.

È anche grazie a questo nuovo assetto organizzativo che gli specialisti ortopedici riescono a far fronte agli interventi operatori urgenti in incremento costante: sono già saliti a 361 solo nei primi sei mesi di questo anno.

“Al primo posto – spiega il primario – svettano le fratture di anca e femore. Ne sono già state eseguite una cinquantina. Si tratta per lo più di pazienti anziani: l’intervento, in questi casi, deve essere precoce per avviare subito il percorso riabilitativo. Altrettanto numerose sono poi le rotture degli arti inferiori: da gennaio a giugno una settantina di pazienti sono stati operati per questa problematica, principalmente dovuta agli incidenti. Infine le sostituzioni delle articolazioni maggiori, come ad esempio quella del ginocchio, molto delicata ed impegnativa. Di queste ne sono state già eseguite cinquantaquattro”.

L’urgenza, ovvio, che richieda un impegno straordinario da parte degli specialisti e del personale delle sale operatorie con ricadute sulle liste d’attesa ordinarie. “È ormai nota la difficoltà nel reperire nuovi ortopedici, ma ora anche questa criticità sarà superata con l’arrivo, a breve, di nuovi colleghi” – fa sapere Maffei, che con nuovo personale sarà possibile, ancor meglio, affrontare la mole di richieste che da un anno a questa parte sta tendenzialmente crescendo e la ragione è nel fatto che le due unità di ortopedia, attualmente, sono in grado di eseguire tutte le tipologie di interventi, dispongono di dispositivi protesici di ultima generazione ed hanno affinato le tecniche operatorie.

Protesi al titanio rivestite con ceramica vengono utilizzate per gli interventi di anca, e per il ginocchio sono state introdotte recenti tecnologie; in particolare gli “spaziatori” molto più sottili, costituiscono una innovazione fondamentale per il pieno recupero dell’articolazione.

Oggi nei due ospedali della Ausl3 viene trattata tutta la traumatologia, le patologie degenerative e anche le fratture più complicate come quelle al bacino.

Ottima preparazione e manualità di alto livello si riscontra, in particolare, negli interventi dell’arto superiore, con giovani ed esperti specialisti in spalla, gomito e mano.

Per quanto riguarda il piede tutto il settore ha ereditato, dai precedenti professionisti, le più moderne tecniche nell’affrontare le patologie di questa parte del corpo.

“La disponibilità di nuove tecnologie, compreso l’utilizzo di sale operatorie all’avanguardia, insieme ad un rinnovato rapporto con i pazienti ed i loro familiari – conclude Maffei – sta facendo conseguire ai due reparti di ortopedia significativi risultati, compresa la diminuzione delle cosiddette fughe”.

[scritto da daniela ponticelli, venerdì 3 ottobre 2014]

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