OSPEDALE PACINI, CHIUDE ANCHE LA CUCINA?

Ancora un potenziamento dell'Ospedale Pacini di San Marcello: questa volta chiuderà la cucina? E i Sindaci erano al corrente o dormivano ancora una volta?
Il tavolo degli 'incisori nel bronzo'
Il tavolo degli ‘incisori nel bronzo’

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Già dalla prima mattinata di ieri voci di un “nuovo potenziamento” di quello che ancora qualcuno si ostina a chiamare Ospedale Pacini, si sono fatte sempre più insistenti e preoccupate. Questa volta il reparto preso di mira dall’Asl e oggetto di razionalizzazione è la cucina.

Chiuderà, così sembra, il 24 febbraio prossimo, tra appena una settimana. Incerta la sorte che toccherà ai sette dipendenti che attualmente ci lavorano. I pasti per i degenti del Pacini sembra arriveranno da Pistoia. Logico domandarsi in quale condizione arriveranno e che tipo di qualità avranno.

L’incredulità e lo sconcerto per l’ennesimo colpo inferto alla struttura del Pacini ha presto lasciato spazio a moti di rabbia indirizzati a chi assiste impassibile senza far nulla, ma anzi plaudendo alle scelte operate e appoggiando con il lassismo la politica del massacro dei servizi, in barba ai dettami costituzionali che tutelano la Montagna.

Facebook è stato per molti la valvola di sfogo e i post sono andati avanti fino a tarda sera. Se le voci di chiusura saranno confermate sarà interessante vedere quale atteggiamento e posizione prenderanno i Sindaci, che verso la metà di dicembre si ritrovarono nella sala consiliare del Comune di San Marcello per “incidere nel bronzo” (come amava ripetere Marroni) i patti territoriali, il protocollo d’intesa stipulato tra Regione e Enti Locali con cui si è condonata l’operazione di ristrutturazione del Pacini.

Merita infatti ricordare che il reparto chirurgico con annessa ortopedia è stato smantellato a marzo, prima dell’accordo con i Sindaci avvenuto in conferenza dei Sindaci il 17 di giugno con la delibera nr. 2, dimenticata in un cassetto e pubblicata tardivamente sull’Albo Pretorio di Pistoia solo a novembre del 2013: e poi si parla di amministrazione trasparente e di coinvolgimento della popolazione nelle scelte!

Sarà interessante infatti sapere, alla luce proprio di quanto convenuto nei “Patti Territoriali”, se tale decisione relativa alla riorganizzazione dei presìdi distrettuali e/o territoriali, anche della Montagna, è stata preceduta dalla preventiva concertazione con i Comuni interessati.

Entrambe gravi le due opzioni: sapevano e hanno accettato oppure ancora una volta non sapevano.

Torni il Sindaco Cormio di San Marcello, quello della linea Maginot in difesa dell’Ospedale, a rassicurare la gente affermando, come ha fatto nel recente passato, che il suo compito è quello di porre la massima attenzione che il patto sia mantenuto e rispettato.

Non cerchi però di salvarsi in calcio d’angolo coprendosi con la sua mozione approvata in Consiglio Comunale il 26 aprile 2013, in cui testualmente chiedeva garanzie alla Regione Toscana per la permanenza dei servizi sanitari, adducendo che, in fondo, la cucina non è un servizio sanitario!

La gente è stufa di essere presa in giro.

 

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