ospedale san jacopo. E SE VENISSE UN TERREMOTO?

In caso di sisma il nuovo ospedale di Enrico Rossi potrebbe rischiare la “subsidenza” o, in parole povere, l’inabissamento nel fango
Daniele Rovai
Daniele Rovai

PISTOIA. Una falda acquifera ad appena un metro e mezzo dal suolo. Un terreno argilloso a rischio di liquefazione. Queste le caratteristiche dell’area detta “Ex Campo Volo”, area dove è stato costruito il nuovo ospedale di Pistoia, il San Jacopo.

Dei tre siti esaminati dalla task force voluta, nel 2002, dal Comune di Pistoia – l’area “Pallavicini”, l’area “Dano” e, appunto, l’area “Ex campo Volo” – sarebbe stata proprio quest’ultima a non avere nessun requisito per la costruzione di una “infrastruttura ad alta vulnerabilità” come l’ospedale.

Le parole sono del geologo Roberto Giannini, uno dei tre esperti nominati dal Comune di Pistoia per scegliere il sito dove costruire la struttura.

Ma all'Asl dicono che è un'eccellenza...
Ma all’Asl dicono che è un’eccellenza…

Perché Giannini scriveva di non costruire in quel campo? Cosa vuol dire terreno a rischio “liquefazione”? Vuol dire che si tratta di terreni sabbiosi e argillosi, con forte presenza di acqua che in caso di terremoto potrebbe far sprofondare l’ospedale di pochi centimetri o di mezzo metro.

Terremoto? Pistoia è costruita in “zona 2” (zona 1, basso rischio sismico – zona 4 alto rischio sismico – Firenze è in zona 3) e “risente della sua posizione alle pendici dell’Appennino, individuato come una delle aree più a rischio della Toscana”, come ha detto il dottor Mauro Chessa, intervistato dal Tirreno il 10 settembre, sulle conseguenze per il centro storico di Pistoia in caso di sisma.

Siamo certi che l’ospedale è stato costruito secondo tutte le più recenti normative sismiche e che le sue fondamenta sono state progettate, e realizzate, per resistere alla “liquefazione” del terreno che lo sorregge.

Quindi siamo anche certi che sia un luogo sicuro, come ci confermerà Asl con i suoi comunicati-velina.

È comunque interessante leggere la relazione tecnica della “task force” che alleghiamo a questo articolo.

[Daniele Rovai]

Vedi: relazione-ospedale-san-jacopo

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Prima o poi camminerà sulle acque...?
Prima o poi camminerà sulle acque…?

EPPUR SI MUOVE!

 

LE OSSERVAZIONI avanzate da Daniele Rovai sono – come nella Bibbia – un “niente di nuovo sotto il sole”.

Da Quarrata/news a Linee Future sono ormai anni che ripetiamo questo ritornello.

E non per nulla è stato proprio Linee Future, con Felice De Matteis, a battezzare il San Jacopo con il nome di “gommone”.

Se è vero che Aristotele sosteneva che i nomi sono conseguenza delle cose, una ragione ci sarà pure. O no?

e.b.

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One thought on “ospedale san jacopo. E SE VENISSE UN TERREMOTO?

  1. non importa che venga il terremoto…quando piove, per più di un’ora, la strada di accesso alle Cappelle del Commiato si riempe d’acqua e viene chiusa…con la gioia degli uccelli acquatici, tipo gli aironi cenerini.

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