paci, fondazione & città. “THE REMAINS OF THE DAY”

Da cittadino pistoiese a (ormai) pari cittadino. Le responsabilità dell’ente e del Presidente nella devastazione del patrimonio storico cittadino sotto tutela
Il Prof. Ivano Paci, Presidente della Fondazione Caripit
Il Prof. Ivano Paci, ex Presidente della Fondazione Caripit

PISTOIA. Il 22 aprile 2016, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il palazzo De’ Rossi, si è svolto un incontro pubblico per “spiegare i motivi di una durata «anomala» della carica del presidente” e illustrare i risultati raggiunti.

In sostanza il professor Ivano Paci, primo e unico presidente dal lontano 1992, anno di nascita dell’istituzione, ha inteso rendicontare il proprio mandato, in relazione alla missione patrimoniale (conservare il valore del patrimonio) e territoriale (intervenire con progetti nei vari settori di competenza) della Fondazione.

Paci ha lasciato un ente dal valore contabile di 357,9 milioni di €, 556,1 valore di mercato, che ha investito 178,9 milioni di €, tra il 1992 ed il 2015, in beni artistici, attività culturali, edilizia popolare, formazione, beneficenza e altro ancora.

Dopo un’analisi del prospetto riassuntivo di interventi e attività finanziate, sine ira et studio, come si usa dire, cioè serenamente e senza pregiudizi, ritengo doveroso avanzare alcune brevi considerazioni al presidente che per 24 anni ha guidato la Fondazione e a cui mi rivolgerò direttamente.

Nessuna pretesa di valutazione indiscutibile, perché qualunque giudizio dovrebbe tener conto di numerose variabili o distinguo, e risulterebbe estremamente complesso: meglio poche battute e puntualmente circostanziate, da cittadino pistoiese a (ormai) pari cittadino.

Nuova sede Maic
Nuova sede Maic, il soggetto delegittimato dal Tribunale di Roma

In premessa mi trovo a eccepire di fronte al finanziamento di 2,3 milioni di € per la nuova sede della cosiddetta Fondazione Maic di Via San Biagio.

Si trattava di una realtà ritenuta illegittima dal Tribunale civile di Roma per ben due volte, prima con un’ordinanza (Ordinanza Trib. Roma-Luigi Bardelli) e, successivamente, con una sentenza, ugualmente calpestata (Bardelli – Sentenza Roma) non solo dal patron, ma un po’ da tutte le autorità cittadine – Agenzia delle Entrate in primis. Un simile soggetto destinatario di denaro non è certo il massimo per una istituzione che vorrebbe presentarsi intonsa e vergine, e che dichiara di ispirarsi al criterio di “imparzialità”.

Vengo ora ai punti salienti, non menzionati nel rendiconto di fine mandato: il palazzo Sozzifanti/Buontalenti o del Monte Pio e il giardino di Via Abbi Pazienza dell’ex canonica della chiesa di San Biagino.

Lapide sul palazzo Sozzifanti/Buontalenti o Monte Pio
Lapide sul palazzo Sozzifanti/Buontalenti o Monte Pio

Il palazzo del Monte Pio reca una lapide con la scritta: Questo palazzo, che fu di Niccolò Sozzifanti, l’erede Carlo Lodovico di Borbone donava al Comune di Pistoia l’anno 1863 perché vi si accogliessero istituti di pubblica beneficenza e nel 1914 il Consiglio del Popolo, adempiendo la volontà del donatore, volle concesso al Monte di Pietà perché le sue secolari benemerenze accrescesse con nuovi frutti di soccorrevole carità cittadina.

Confluito dal Monte Pio nella Cassa di Risparmio e da questa nella Fondazione, l’edificio è stato alienato.

Se è vero che il tema dell’utilizzo del patrimonio monumentale è difficile e non a caso irrisolto (il palazzo Amati e quello Rossi Cassigoli, ad esempio, sono tuttora vuoti), la perdita del palazzo Buontalenti (di cui comunque la sua Fondazione, egregio Paci, riacquistò stranamente piano terra e primo piano nel 2011) costituisce una sconfitta nei confronti della storia e dei nostri antenati, che ce lo avevano affidato, e una castrazione irreversibile per la comunità locale.

Giardino Sozzifanti-Buontalenti
Giardino Sozzifanti-Buontalenti

In secondo luogo è oltremodo irresponsabile, per una fondazione operante per statuto anche nel campo della tutela del patrimonio artistico e architettonico, rendersi complice della manomissione di un palazzo posto sotto il vincolo della Soprintendenza.

Sì, il palazzo Buontalenti è stato devastato nella sua integrità funzionale, evidentemente a norma di legge, subendo la trasformazione del cortile interno da giardino, con terra, prato e ippocastano, a parcheggio auto piastrellato.

Ovviamente un tale scempio alla cultura e ai vincoli architettonici è avvenuto in concorso con altri enti (Comune e Soprintendenza), ma vedere la Fondazione deputata alla tutela  del patrimonio agire proprio contro il patrimonio rimane un oltraggio, permettete, indelebile.

La vicenda del giardino di Via abbi Pazienza trovò invece risalto sulle pagine di Quarrata/news (vedi: qui1, qui2 e qui3): l’avvocato Ermanno Bujani, replicava all’amico del sottoscritto e collega (anche se ha preferito non entrare nell’albo professionale dei giornalisti pubblicisti) Felice De Matteis, scrivendo di aver venduto due posti auto del garage ricavato in sostituzione di uno spazio verde (contenente emergenze architettoniche e non solo) proprio alla Fondazione di cui era Consigliere Generale.

Il Bujani argomentava di non aver partecipato alla votazione relativa all’acquisto dei posti auto in oggetto, per evitare conflitti d’interessi, addirittura spiegando che la vendita era avvenuta “a sua insaputa”! Come si vede, lo scajolismo è anche un fenomeno pistoiese…

Posti auto Sozzifanti-Buontalenti
Posti auto Sozzifanti-Buontalenti

La vicenda ha tutto l’aspetto della proverbiale storia dei furbetti del quartierino, tipica di ogni provincia italiana, ma rimane inammissibile che la Fondazione si sia ulteriormente prestata a deturpare il patrimonio artistico e cittadino.

Specifico infatti che sia l’ex giardino di Vai Abbi Pazienza, “distrutto”, come si legge nel libro Paradisi Incantati – di cui curiosamente lei, caro Paci, ha scritto una prefazione –, sia l’ex giardino del palazzo Sozzifanti, figurano ancora, negli strumenti urbanistici del Comune di Pistoia, in particolare nel Piano Cervellati, come “giardini storici esistenti o da ripristinare”. Dunque, complimenti davvero!

Ciò non toglie che possa apprezzare il benemerito Giardino Volante, intuizione tanto semplice quanto azzeccata per una Pistoia così ottusa e preoccupata di portarsi dietro l’automobile persino per andare al gabinetto.

Giardino di Via abbi Pazienza, distrutto ma ancora sotto tutela nelpiano Cervellati
Giardino di Via Abbi Pazienza, distrutto ma ancora sotto tutela nel Piano Cervellati

A volte poi basta un sindaco consapevole che la diffusione e la fruizione del verde urbano è alla base della qualità della vita di una città moderna e attrattiva, nonché valore culturale in senso lato, che le altre istituzioni si accodano e arrivano riconoscimenti prestigiosi di livello nazionale.

Posso infine comprendere alcuni “rammarichi”, elencati nella relazione, quali «chiesa e piazza San Lorenzo, evoluzione Uniser, Smart Energy (scuola di alta formazione nel campo dell’energia)», aggiungendo l’occasione perduta di non aver creato un qualcosa di simile alla Fondazione Brescia Musei: un ente con dentro Comune, Camera di Commercio e Fondazione (a Brescia per l’appunto la Fondazione Credito Agrario Bresciano) in grado di ottimizzare l’offerta culturale dei musei e del patrimonio culturale e artistico in generale.

Non a caso quando lei ha fatto riferimento alle “istituzioni elettive interpreti delle esigenze del territorio” e scritto testualmente “qualche delusione”, non ho avuto difficoltà a cogliere un diretto riferimento alla precedente amministrazione comunale pistoiese: una lunga parentesi culturalmente debole, le cui zavorre gravano e graveranno ancora a lungo sul nostro futuro…

[Lorenzo Cristofani]


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One thought on “paci, fondazione & città. “THE REMAINS OF THE DAY”

  1. Buona sera Lorenzo… sì… ma alla fine perché… l’icarico del Sig Paci ha avuto questa durata “anomala”?… Forse per gli stessi motivi che riguardano banche e fondazioni un po’ in tutta Italia?…
    Massimo Scalas

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