PADULE DI FUCECCHIO, INTERROGAZIONE SEL E RISPOSTA DEL MINISTRO

L’On. Marisa Nicchi (Sel) ha scritto al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha confermato l’impossibilità di accogliere le proposte di nuova perimetrazione del Padule

Presidio per il centro Rdp del padule, 20/12/2012 [foto D. Giacomelli]
Presidio per il centro Rdp del padule, 20/12/2012
[foto D. Giacomelli]
ROMA. L’On. Marisa Nicchi (Sel) ha scritto al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ha confermato l’impossibilità di accogliere le proposte di nuova perimetrazione del Padule:

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

in Toscana è presente la palude interna più vasta d’Italia: il Padule di Fucecchio. Situato fra le province di Pistoia e Firenze, esso interessa 6 diversi comuni (due dell’area fiorentina e quattro dell’area pistoiese), ma, per ragioni storiche, concorre a definire l’identità culturale di un territorio assai più vasto che comprende l’intera Valdinievole e un segmento importante del Valdarno;

il Padule è caratterizzato da una grande estensione territoriale, una notevole diversificazione ambientale, una collocazione geografica di cerniera fra le regioni climatiche continentali e quelle mediterranee;

in ragione della sua rilevanza naturalistica e ambientale il Padule di Fucecchio è stato inserito fra le aree natura 2000 sulla base delle direttive europee «Habitat» e «Uccelli». In esso ricadono infatti due Sic e due Zps contermini strettamente connessi sotto il profilo ecologico, denominati rispettivamente «Padule di Fucecchio» (codice IT5130007, 2081 ettari) e «Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone» (codice IT5140010, 418 ettari);

l’intera area, ovvero la superficie delle due aree natura 2000 di cui sopra, è stata inserita nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale, sulla base della convenzione di Ramsar;

a fronte di questi riconoscimenti appare troppo limitata la superficie interessata da aree protette (complessivamente pari a soli 230 ettari), con una tendenza negli ultimi anni addirittura negativa, che ha visto la cancellazione di ampliamenti già previsti negli strumenti di pianificazione di province e regione;

ruolo rilevante nella tutela del Padule di Fucecchio è svolto, da oltre venti anni, dal Centro di ricerca, promozione e documentazione del Padule di Fucecchio Onlus, il cui consiglio di amministrazione è costituito da membri della provincia di Pistoia, dei comuni aderenti e di associazioni;

Padule di Fucecchio (foto Francesca Negrini)
Padule di Fucecchio (foto Francesca Negrini)

il Centro rappresenta un’esperienza di gestione pubblica di un patrimonio pubblico che ha funzionato bene sia dal lato economico (con amministratori, compreso il presidente, a costo zero), sia sul lato dei risultati conseguiti: uno staff di persone costituito da due dipendenti, vari collaboratori esterni (guide ambientali, professionisti esperti in varie discipline e altri) e da un nutrito gruppo di volontari;

il Crdp ha ottenuto importanti riconoscimenti scientifici per i risultati ottenuti. Gli uccelli presenti nell’area sono aumentati notevolmente quanto al numero e si sono aggiunte nuove specie che venti anni fa avevano abbandonato l’area; il Crpd ha inoltre gestito due riserve naturali una delle quali («Le Morette») di proprietà della provincia di Pistoia. Nel 2013 è stato anche inaugurato un nuovo centro visite dell’area protetta, una struttura all’avanguardia, che in pochi mesi ha visto l’affluenza di oltre cinquemila visitatori, e dove si sono susseguite mostre, conferenze e ed altre attività didattiche, scientifiche e culturali;

attualmente si sono verificati dei fatti che fanno temere per il futuro del Centro e per la tutela dell’area: la provincia di Pistoia ha ridotto la superficie dell’oasi di protezione «Brugnana-Ramone-Chiusi», comunicando altresì che per il 2015 non contribuirà più al finanziamento del Centro. I comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Lamporecchio hanno rotto, ciascuno per proprio conto, il rapporto associativo con il Crpd;

per garantire un futuro al Crpd, nel maggio 2014, è stato promosso un appello dai ricercatori che hanno svolto attività di ricerca e/o di consulenza scientifica in ambito botanico, zoologico e ambientale nel Padule di Fucecchio. La morte del centro potrebbe provocare l’entrata in campo di soggetti portatori d’interessi privati, rispetto ai quali non v’è garanzia alcuna del perseguimento del bene comune –:

se non ritenga di assumere ogni iniziativa di competenza in sede europea al fine di ampliare, sulla base di criteri tecnici, l’estensione delle aree protette SIC e ZPS (che attualmente interessano appena il 10 per cento dell’area). (4-07362)

Piante di sarello nel Padule di Fucecchio
Piante di sarello nel Padule di Fucecchio

RISPOSTA. — In relazione a quanto segnalato con la interrogazione parlamentare in esame, per quanto attiene alle possibili iniziative da assumere in sede europea per l’ampliamento delle aree protette Sic-Siti di importanza comunitaria e Zps-Zone di protezione speciale ubicate nel Padule di Fucecchio, la più estesa palude interna italiana, ubicata in Toscana sul confine tra le province di Pistoia e Firenze, si fornisce di seguito una sintesi dei rapporti intercorsi tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la regione Toscana in merito ad una possibile riperimetrazione del sito di importanza comunitaria IT5130007/zona di protezione speciale IT5130003 «Padule di Fucecchio».

Più in particolare, si riferisce che con delibera del Consiglio regionale n. 1 del 28 gennaio 2014 la regione Toscana aveva approvato una proposta di riperimetrazione del predetto sito, successivamente inoltrata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per l’avvio del pertinente iter procedurale volto ad attuare, a livello comunitario, la modifica proposta.

In merito alle modifiche che si volevano introdurre nella preesistente perimetrazione, veniva specificato che «sono state escluse, come richiesto dalla Provincia di Pistoia, alcune aree e sono state designate, quali Sic-Zps, ulteriori aree meritevoli di tutela non comprese nell’attuale perimetrazione del sito, rendendo, ai fini anche di una migliore gestione della porzione di sito in essa compreso, maggiormente coerenti gli attuali confini con quelli dell’area contigua dell’omonima riserva principale».

Il Ministero, per quanto di competenza, non ritenendo accoglibile la proposta, forniva riscontro in tal senso con note del 23 e 24 aprile 2014.

La nuova perimetrazione, infatti, risultava non conforme alle indicazioni pervenute dalla Commissione europea, la quale ha invitato l’Italia a non apportare per il momento modifiche agli attuali perimetri dei Siti appartenenti alla Rete Natura 2000, soprattutto in caso di riduzione delle superfici. Questo in ragione del fatto, che il nostro Paese è in grave ritardo nella designazione delle zone speciali di conservazione (Zsc), motivo per il quale è stata anche avviata la procedura Eu Pilot 4999/13/Envi. Le eventuali modifiche da apportare dai confini di un sito di importanza comunitaria implicano un processo di valutazione e approvazione a livello comunitario che nel suo complesso ritarderebbe di ulteriori due anni la designazione dell’area in questione come zona speciale di conservazione.

Riserva Naturale del Padule di Fucecchio
Riserva Naturale del Padule di Fucecchio

Alla luce della riferita posizione ministeriale, con la Risoluzione n. 264 del 29 luglio 2014, tuttavia, il consiglio regionale della Toscana, non ritenendo di adeguarsi alle conclusioni del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha invitato la giunta regionale a intraprendere un confronto con i competenti uffici ministeriali per verificare la possibilità di proporre nuovamente la modifica del perimetro del sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale «Padule di Fucecchio». Insieme a tale sito, si faceva riferimento anche al sito di importanza comunitaria IT51A0023 «Isola del Giglio», anch’esso oggetto di una proposta di riduzione del perimetro non accolta dal Ministero per le medesime e riferite ragioni.

Il 2 ottobre 2014 si è svolto un incontro in videoconferenza tra i rispettivi, uffici: la direzione generale per la protezione della natura e del mare, per il Ministero, e la direzione politiche ambientali – settore tutela e valorizzazione delle risorse ambientali per la regione.

Nel corso della riunione il Ministero ha confermato l’impossibilità di accogliere le proposte di nuova perimetrazione dei siti «Padule di Fucecchio» e «Isola del Giglio», considerata la necessità e l’urgenza di procedere alla «promozione» dei siti di importanza comunitaria in zone di protezione speciale, senza alcuna alterazione delle pertinenti estensioni territoriali. Ciò al fine di attenersi agli impegni assunti con la Commissione europea che, se non rispettati, condurranno alla apertura di una procedura di infrazione, dal momento, come sopra riferito, che è già in corso la procedura EU Pilot 4999/13/Envi per mancata designazione delle zone speciali di conservazione.

Inoltre, si è discusso circa la possibilità di proporre la nuova perimetrazione non appena completato il passaggio da siti di importanza comunitaria a zone speciali di conservazione, anche se nel limite dei soli ampliamenti.

Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: Gian Luca Galletti.

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