papaveri e papere. E NAPALM51 COLPISCE ANCORA!

Il concorso Alia, le lamentazioni di Eleanna Ciampolini, le pie donne al sepolcro e il delirio del direttore. Una storia da Alice nel Paese delle Meraviglie

AGLIANA. Manca solo Nilla Pizzi: i papaveri e le papere ci sono già. E per fare onore a Napalm51 di Crozza, come starnazzano forte e chiaro in quel pollaio ad alta (?) tecnologia che è Facebook!

Da quando i preti hanno chiuso bottega e al suo posto hanno aperto il sindacato o il partito, tutto ciò che prima era vita pettegola di parrocchia, si è trasformato in feisbuculana dementia, aggressività verbale, indignazione senza limiti e confini, in infinite lacrimevoli frignate o, meglio ancora, in fregnate.

Chi è personaggio pubblico, deve aspettarsi sempre il peggio; deve inarcare la groppa e prendere le bastonate che gli piovono addosso, proprio come l’asino che, da millenni, ne busca per facilitare la vita del proprio animalesco padrone: su Andreina Giovannetti di San Michele non abbiamo scritto niente e non scriveremo mai nulla, perché o non esiste o è una «qualunque persona» del popolo, non una première dame politique, un decennale assessore e un quinquennale Sindaco, peraltro disarcionato di colpo da Giacomo Mangoni – a significare che, in fondo, non era poi così tanto amata e apprezzata dai suoi aficionados pianigiani.

Eleanna Ciampolini, invece, se l’è presa a morte. Ma ha imparato a odiare: ed è già un risultato; ha appreso uno stato d’animo finora del tutto ignoto a lei, grazie al fatto che Alessandro Romiti ha fatto delle osservazioni sulla di lei augusta persona, sacra e inviolabile come la Madonna di Medjugorje.

Napalm51 [da Dplay]
È davvero una piddìna, non v’è dubbio. Perché loro – sempre a braccia aperte e pronti ad accettare il dialogo e il confronto (forse solo allo specchio, con sé stessi, come il saggio Onan della Bibbia) – bramano e abbracciano la diversità alla stessa maniera di Berlusconi quando dice di essere molto liberale e ben disposto ad accettare che gli altri la pensino come lui.

Che ganzi, questi Poltrone&Divani! Anche se hanno un pelo sullo stomaco fitto come quello di King Kong (vedi ad esempio Rino [nau]Fragai, capitano dei sette mari della politica, oggi letteralmente svanito nel nulla), alla fine sono delicati quanto il famoso culetto d’oro di una vecchia réclame di pannolini per neonati.

Eleanna Ciampolini scrive: Non ho mai odiato o provato rancore per alcuna persona. Chiaramente ci sono persone a me care, altre indifferenti, persone a me simpatiche altre meno, persone che stimo e altre no, ma mai ho mancato di rispetto a qualcuno né tanto meno ho tentato di infangare un avversario politico. Purtroppo per l’ennesima volta invece sono oggetto di insinuazioni moralmente gravi da parte di un omuncolo maschilista che sembra che l’unica cosa che sappia fare è mettere in moto la macchina del fango.

Eleanna Ciampolini

Caro sig Nessuno io posso tranquillamente guardarmi allo specchio, dormire sogni tranquilli [n.d.r. – si dormono sonni tranquilli, non sogni] e girare a testa alta per le strade. Dubito che lei possa fare altrettanto.
Mi spiace solo che mi ha fatto provare un sentimento di odio che mai avrei voluto sentire e che dovrò essere maleducata e quindi quando la incontrerò anche se mi rivolgerà parola io non le risponderò ma girerò il culo e la ignorerò. Per me lei da oggi non esiste.

La macchina del fango è straordinaria; è uno stereotipo renzoboschiano e, a seguire, anche pentastellato. Così sembra di vedere la famosa scena in Quo Vadis, ma potrei sbagliare, in cui Peter Ustinov, nella parte di Nerone, chiama il suo fido Tigellino e gli ordina di portargli il lacrimatorio per raccogliere le sue calde goccioline oculari affinché non vadano perdute.

E sùbito si apre la passerella dell’avanspettacolo, con Totò che apre la via alle soubrettes.

Corsini Margheri Luca chiosa: Vorrei tanto sapere perché la Signora Eleanna Ciampolini non dovrebbe partecipare al concorso di assunzione dell’Alia, visto e considerato che è una privata cittadina, il curriculum vitae di Eleanna Ciampolini, come d’altronde lei riconosce, è di tutto rispetto, quindi persona competente in materia, usare i mezzi di informazione per insinuare il dubbio, e volontariamente infangare la signora Eleanna, è decisamente una vigliaccata pazzesca, unica colpa, sarebbe che è troppo preparata e competente, ma per piacere, scriva romanzi di fantascienza, sicuramente sarebbe più credibile.

Sarebbe forse meglio che questo commentatore – peraltro corretto, dobbiamo riconoscerlo – rileggesse attentamente parola per parola l’articolo di cui parla, un testo in cui non è scritto da nessuna parte che l’ex-sindaco non deve partecipare al concorso. E non è poca cosa.

Carlo Massimo Biancalani commenta: Da quando in qua c’è una norma che prescrive che un ex amministratore comunale non può partecipare a un concorso pubblico?

E anche in questo caso vale la considerazione già suggerita a Luca Corsini Margheri.

Marzia Dolfi è dura in tutti i sensi. Scrive: Neanche la trasparenza appaga gli umori.
Che beceri e strumentali si manifestano facendo cattiva informazione.
Non mi risulta che la signora Ciampolini sia interdetta da pubblici uffici, di quelli di partecipate o di gestori di pubblici servizi.
Non capisco poi perché la radiografia non sia stata fatta a tutti e 35 i candidati.

Dal suo angolo di sinistra, quindi filoeuropeista, questa interventista non farebbe male a leggere ogni giorno qualche sentenza della Cedu, la Corte Europea dei Diritti Umani: secondo la quale è un dovere dei giornalisti rompere, chiedere, domandare e perfino «insinuare» fastidiosamente. Comunque, al prossimo concorso Alia, per farla felice, le faremo la radiografia di tutti i candidati, così avrà da leggere da qui al 2023.

Claudio Tiezzi si esprime così: Articoli di questo genere sono lo specchio della povertà intellettuale di chi li scrive e della politica odierna. Più che rabbia provo pena!

Ed è libero di fare e sentire ciò che vuole, con nostra piena e incondizionata approvazione, perché lo facciamo tranquillamente anche noi.

Marcello MC Cantini è un oppositore/sostenitore della ex-sindaco: Non sono assolutamente dalla parte politica di Eleanna Ciampolini ma trovo questo tipo di articoli veramente di bassa lega, e il sig. Romiti ultimanente con i suoi pesudoarticoli assieme al delirante direttore Bianchini rischia di dannneggiare la destra sia ad Agliana che a Montale… in bocca al lupo per il colloquio Eleanna.

La perspicacia di questo commentatore di destra è dimostrata nei fatti: fa gli auguri alla Ciampolini per un colloquio che c’è già stato, parla di pseudoarticoli di Romiti «assieme al delirante direttore Bianchini».

Che ridere. Evidentemente Marcello MC Cantini è un esperto strizzacervelli: fedele seguace del dott. Augusto Iossa Fasano, psichiatra democratico, e a costi davvero stracciati, che risulta noto e di moda ad Agliana?

Quanto al «delirante direttore Bianchini» cioè io-moi-je-Ich-I, devo dire che nella storia hanno delirato in molti: da Ulisse, che fece aprire le porte di Troia; allo stesso Dio degli Ebrei, che ammazzò più di 40mila israeliti nel deserto; a Gesù, che ribaltava i banchini dei cambiavalute al tempio (non saranno mica stati i bisnonni di quelli del Monte dei Paschi di Siena o di Banca Etruria, per caso…?): come si vede il mio delirio di direttore è davvero in buona compagnia. Alda Merini diceva che a fare del male non sono i matti, ma i sani di mente…

Ma poi? Sul rovinare le destre di Agliana e Montale che dire? Signor Cantini, da quando siamo gli «animali da tiro» delle destre? Da quando facciamo campagna elettorale per un partito? Né con Dio né con Satana, dicevano una volta; e quindi: ma che vuoi da noi? Noi siamo qui per scrivere ciò che pensiamo noi, non quello che volete che noi scriviamo.

Luciano Giovampaoli è il dio della sintesi: Tanto un ve li do i soldi.

Ma noi «un ti si son miha ma’ hièsti i quattrini»!

Valentini Roberto è pudìco (con l’accento sulla «ì» e non come dice la gente pùdico): Ma vi rendete conto di quanto siete…….. Non mi viene il termine.
Dopo che uno ha fatto il sindaco, secondo voi, che deve fare? Suicidarsi per nostro diletto?
Fate pena! Proprio vero: Quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto!

Credo che il Valentini ne sia un nobilissimo, insindacabile esempio.

Marzia Dolfi riinterviene e rincara la dose con pillole di saggezza degne di un vecchio filosofo: Fregatene, se puoi e se ci riesci.
Ho letto quella paginata di insulti e francamente ho pensato che l’indifferenza è la migliore reazione.
Non conosco la persona ma ho visto e disprezzato la mancanza, diciamo così, di stile. Ma poi mi chiedo a che pro?

¡Tú sí que vales, Marzia! Ci fai, per favore, un elenco degli insulti scritti nel pezzo di Romiti? Ne bastano anche due o tre, guarda. Siamo modesti, ci contentiamo di poco!

Alberta Bresci o, se non erro, più giustamente Regina Alberta Bresci (la Regina si è persa per strada?) verga: Solidarietà a te, a prescindere (non ho letto il pezzo)! Sul fare la signora o lasciarti andare ad un più plebeo vaffa…scegli quello che più ti par liberatorio!

La Bresci parla per suo conto o anche a nome della Cgil? Ed è spettacolare che proprio lei, dirigente (o ex?) di Flc-Cgil di Pistoia, conceda la sua Solidarność «a prescindere», con una bella parentesi in cui dichiara papale papale «non ho letto il pezzo»: un top da vera serietà sindacale!

Regina Alberta Bresci

Non è la prima volta che i compagni della Cgil cercano di far passare contratti, accordi e regolamenti (e penso a quello di polizia municipale associata di Agliana-Montale) senza nemmeno averli letti.

Ma il meglio, anche sotto un altro profilo, è che Flc-Cgil rappresentava, quando la Bresci è stata eletta e confermata (26 febbraio 2014), la scuola nelle sue varie articolazioni: gli Ata (gli impiegati e i custodi), i docenti di ogni ordine e grado e, insieme, i dirigenti scolastici, cioè i batteri e la penicillina insieme, tutto un minestrone: quei presidi che scassano la minchia a chi insegna davvero e che blandiscono i lavativi e i somari, purché sindacalizzati a dover – anche se, al momento dello scontro fra docenti e presidi, di solito più spesso il sindacato sembra aver preso le parti di chi comandava. E qui mi taccio, che è meglio.

Michela Buongiovanni, mi ricorda, infine, un titolo di Italo Calvino, Ultimo viene il corvo. Minacciosamente scrive: Dimmelo a me……ci penso io.

Qui l’unica risposta possibile è quella già data, a suo tempo, a Mario Vanni – il postino membro del gruppo dei cosiddetti compagni di merende, durante il processo Pacciani – dal pubblico ministero dottor Paolo Canessa: «Ci tremano a tutti le mutande!».

Non, je ne suis pas Catherine Deneuve: je suis le directeur délirant. Au revoir! A bientôt !

Edoardo Bianchini
direttore@linealinbera.info
Diritto di critica


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