paradossi del pd. «SE BECCO IL CORONAVIRUS, VOGLIO ESSERE CURATO A SAN MARCELLO»

E poi dicono che gli italiani non sono creativi e non conoscono le eccellenze! A Pistoia c’era perfino una prefetta con l’allucione fuori del sandalo in pieno inverno…

Si disse potenziamento, si legge nozze coi fichi secchi. Le grandi verità della sanità toscana stromboviolinate dagli uffici stampa&propaganda di Roberto Abati e Paolo Morello Marchese

 

di FELICE DE MATTEIS
_____________________________

DUNQUE, sono circa quaranta giorni che il cosiddetto coronavirus ci sta infettando tutti, compresi i dementi della politica nazionale.

L’unico che, per ora, la sta sfangando è il rosso-Rossi, il distruttore della sanità toscana da ben venti anni: prima dieci anni come assessore alla sanità (!) e poi altri dieci come presidente della regione.

Sorge il sospetto che si sia comperato l’immunità con i 428 milioni di euro che furono rubati all’Asl di Massa che la ineffabile magistratura italica dichiara essere stati sottratti –cioè rubati – ma non sembra abbia disposto ulteriori accertamenti per scoprire il ladro o i ladri. Risulta che anche molti magistrati siano siano stati infettati e, volendo proprio essere stronzi, dovremmo dire che anche nel Male c’è del Bene!

Comunque noi toscani siamo avvantaggiati perché evidentemente abbiamo anticorpi sufficienti e bastevoli per contenere il malefico fenomeno.

Così come gli “occhi a mandorla” ci hanno regalato il virus, nello stesso modo i 20.000 cinesi che popolano Prato ci dicono che noi siamo fondamentalmente immuni perché nella loro comunità, almeno fino ad oggi, non si è verificato alcun caso di contagio.

Dovremmo farci dire da loro come si fa; cioè, vivere ammassati in capannoni, mangiare le “prelibatezze” che loro mangiano, dormire ammassati e magari senza permesso di soggiorno: potrebbe essere un sano e naturale vaccino, ma noi non ci abbiamo ancora pensato.

Molti di questi nostri amici sono tornati dal loro capodanno cinese, si sono rintanati nella loro enclave, salvo una quarantina smistati sulla nostra Montagna, e vivono senza dare segni di sofferenza.

Regione Toscana, Ordine di Rossi. Corona, non toccare il Granduca!

Ripeto: quasi 20.000 cinesi a Prato e dintorni e neppure un infestato. Sarà mica che qualcuno non ce la racconta giusta? È mai possibile?

Il rosso-Rossi e la sua armata Brancaleone potrebbero andare a rinnovellare la sana amicizia dimostrata quando ancora il casino non era scoppiato (e chi sollevava leciti timori era tacciato di fascioleghismo), recarsi nel loro habitat, prendersi un aperitivo e un involtino primavera, con contorno di bachi e simili prelibatezze, poi mettersi in quarantena e vedere come va…

Se la sentiranno i nostri eroi di sacrificarsi per il bene comune?

Non mi si venga a dire che faccio della inopportuna e stupida polemica perché quanto sopra scritto è la pura verità: è acclarato che il virus proviene dalla Cina, è acclarato che abbiamo la più alta concentrazione abitativa in quel di Prato ed è acclarato che neppure un cinese è positivo. Fino ad oggi. È lecito nutrire qualche dubbio, o no?

Semmai dovesse capitare a me, desidero essere curato all’ospedale di San Marcello che, mi auguro, verrà prontamente riabilitato in qualche reparto subitamente riconvertito – e non ci vuole molto – per la terapia intensiva. Perché se tanto mi dà tanto, questo progetto va previsto ed elaborato alla svelta.

Altrimenti andatevene a Prato, fra i cinesi. Lì sarete al sicuro. O, no?

Felice De Matteis
[redazione@linealibera.info]
Delitto di cronaca, critica e satira

Zingraretti c’ha il corona,
ma il Granduca non ce l’ha.
Prega l’un da sesta a nona,
l’altro balla il cha cha cha!

State accorti, bei toscani:
sù, lavàtevi le mani
per accoglier, lieti, il Giani!

Se il partito non s’incaglia,
gli ospedali ancor più taglia…


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email