PARCHEGGIO DI SAN BARTOLOMEO, NUOVO RICORSO AL TAR

Veduta aerea di San Bartolomeo
Veduta aerea di San Bartolomeo

PISTOIA. Ritorniamo sul fu parcheggio di San Bartolomeo e offriamo ai lettori un’ulteriore dimostrazione del malfunzionamento del sistema-Paese, a partire dalla giustizia e dalla burocrazia.

L’architetto Suppressa ci invia gentilmente l’ultimo ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Toscana dall’avvocato Roberto Righi per conto della Napoletana Parcheggi (scarica e leggi Napoletana Parcheggi. Ricorso ottemperanza).

Quest’ultimo e lungo ricorso – si tratta di 39 pagine – ricostruisce i passaggi della saga e dimostra candidamente che un Tribunale Amministrativo e l’Agenzia del Demanio, due organi della macchina statale pagati con soldi pubblici per il loro funzionamento, che dovrebbe consistere nel dare servizi al cittadino, lavorano e hanno lavorato, tenendo occupate risorse umane, anch’esse pagate con soldi pubblici, nonostante alla base di questo ricorso ci sia un falso, da noi già ampiamente documentato.

Infatti nella cronistoria contenuta nel ricorso, dopo l’accenno alla comunicazione di improcedibilità dell’ipotesi di parcheggio effettuata dal Sindaco di Pistoia sulla base di un parere dell’Agenzia del Demanio, si legge: Con sentenza n. 1585/2013, la Sezione con riferimento a tale ultima domanda, dichiarava cessata la materia del contendere, avendo l’Agenzia del demanio-Direzione regionale Toscana e Umbria definitivamente escluso, con le note datate 23/4/2013, e depositate in giudizio dall’Avvocatura dello Stato, la demanialità dell’area in questione.

Per la precisione le cose sono andate così:

  • – il 24/11/2011 l’Agenzia del Demanio comunicava di ritenere la gora intestata al Demanio Pubblico dello Stato
  • – l’11/4/2013 la Napoletana Parcheggi proponeva ricorso al Tar Toscana contro il Demanio
  • – il 23/4/2013 lo stesso Demanio, esaminata la documentazione tecnica evidentemente contraffatta, firmata in fede dall’architetto Gianluca Iori, e comunicava “che la gora non risultava intestata al Demanio Pubblico” senza esperire alcuna indagine in proprio

I link di riferimento con i relativi documenti allegati sono:

In definitiva, nonostante Linee Future avesse più volte segnalato, tramite Pec, l’evidenza della perizia truccata al direttore della Filiale Toscana e Umbria dell’Agenzia del Demanio, dott. ing. Stefano Lombardi, il Tar della Toscana e l’Agenzia del Demanio, hanno invece proceduto, a norma di legge e alla luce del sole, come se tutto fosse in regola quando invece in regola c’è ben poco e, in tal senso, parlano le carte e non i giornalisti!

Pertanto invieremo per conoscenza questo articolo-denuncia anche al Ministero di Grazia e Giustizia, allo stesso Tar della Toscana, all’Agenzia del Demanio, alla Provincia e al Comune di Pistoia, oltre che pubblicarlo come ennesima dimostrazione di malaffare (possiamo esprimerci così o ne saremo crocifissi?) e di piccolo scandalo da “città di tutti e a misura d’uomo”.

Dettaglio della pianta del Cavaliere Martelli. La Gora di Gora e la Gora di Scornio, attraversato il retro di San Bartolomeo, si riuniscono
Dettaglio della pianta del Cav. Martelli. La Gora di Gora e la Gora di Scornio, attraversato San Bartolomeo, si riuniscono

Ma l’aspetto più clamoroso è che il Tar accetta come positiva, nel giudizio r.g. 526/2014, l’intera istruttoria, la stessa istruttoria comprensiva di tre conferenze dei servizi sostanzialmente prive di valore, il tutto dimostrabile dall’assenza di Publiacqua e dalle ciarle che venivano messe nere su bianco. Non ultima quella, firmata, avallata peraltro dallo stesso architetto Suppressa, in base alla quale “il terreno oggetto di intervento non appare interessato da fossi o canali esistenti”. A questo proposito rivedete qui, dove carta canta: Ed ecco il canalone di San Bartolomeo!; e il video in calce a questo link. Che s’ha da fare per farsi ascoltare? Dobbiamo forse vincere il Nobel per la scienza e l’Oscar per il cinema?

Insomma la Napoletana Parcheggi dovrebbe ringraziare il Comune per avergli impedito un ulteriore fallimento: scavare in San Bartolomeo vuol dire non solo intercettare la falda, ma anche e soprattutto scoperchiare il sistema fognario non a norma e d’occorrenza che serve parte del centro storico, come visibile nelle immagini del link precedente che Linee Future ha pubblicato in esclusiva, scattandole con l’ausilio di un esperto speleologo del comitato “No Parcheggio Sotterraneo”, nonché primo esploratore dei sotterranei pistoiesi.

Questo sistema fognario da sanare dovrebbe invece essere posto all’attenzione della città intera da parte di Publiacqua: ma nessuno ne parla, come nessuno parla della salatissima multa comminata dall’Unione Europea e che i pistoiesi devono pagare (già… chi paga? Gli utenti o i dirigenti dell’inadempiente Publiacqua?). Tale problematica, è ovvio, rientrerebbe negli strumenti urbanistici sovraordinati richiamati spesso pro domo sua dall’avv. Righi, che, benevolmente, definisce parere positivo condizionato la comunicazione inequivocabile del Genio Civile in cui si dice chiaramente che “San Bartolomeo è a rischio di allagamento”.

Per brevità dobbiamo terminare, ma leggendo i vari passaggi della novella dello stento di San Bartolomeo, contenuti nel ricorso, complesso per i non addetti, emergono numerose inadempienze, da parte di chi scalpitava per iniziare i lavori, nonostante che poi le procedure preliminari risultassero completate solo nel 2/10/2013, come giustamente ricorda l’Avv. Righi.

Il padre della relatività ristretta disse, dubitando dell’universo, che la stupidità umana era infinita. Noi, più modestamente, potremmo limitarci a dire, tanto per sdrammatizzare e mettere alla berlina una burocrazia arrogante e caprona: Welcome to Italy! Magari ampliando l’esclamazione con il celebre invito lanciato qualche anno fa da un noto politico nazionale, Please, visit our country, ma ormai rivolto agli ispettori dell’Onu…

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5 thoughts on “PARCHEGGIO DI SAN BARTOLOMEO, NUOVO RICORSO AL TAR

  1. L’ARCHITETTO ALESSANDRO SUPPRESSA RIBATTE
    ____________________

    Gentile Redazione,
    Lorenzo Cristofani, ancora una volta, riesce a riempire paginate sul nulla. È sempre lui che per mesi e mesi scriveva sul pericolo della falda nell’area di San Bartolomeo ma per lo meno in questo caso, dopo che il Genio Civile ha certificato che la portata della falda è pari a quella di una bottiglia di acqua minerale, ha smesso.
    Con la questione “gora” invece insiste. È nell’interesse di chi dovrà realizzare l’opera essere confortato dal fatto che nel sottosuolo non siano presenti presenze di manufatti storici in grado di compromettere l’opera. La legge viene incontro a questa esigenza imponendo di eseguire preventivamente un’indagine archeologica.
    La prima e sottolineo prima azione compiuta è stata quella di coinvolgere la Soprintendenza Archeologica per eseguire, sotto la sua supervisione, attraverso la nomina di un archeologo di sua fiducia, i saggi.
    L’archeologo ha seguito passo dopo passo tutte le opere di scavo richieste dalla Soprintendenza e in particolare lungo il tracciato indicato sulle mappe e non solo. Successivamente ha redatto una sua relazione dettagliata consegnata alla Soprintendenza Archeologica la quale ha certificato che nessun ritrovamento è presente nell’area inviando il nulla osta di approvazione.
    La relazione archeologica con tutta la documentazione è allegata al progetto depositato in Comune ma capisco che sia faticoso leggerla…meglio lavorare di fantasia.
    A Cristofani posso comunque procurare una pala e dato che il terreno è già stato smosso dalle nostre ricerche può svolgere con calma le proprie ulteriori ricerche e in caso di farci sapere con due righe.
    Cordiali saluti
    Arch. Alessandro Suppressa

  2. Premetto ed ammetto che su tanti particolari di carattere tecnico mi dichiaro ignorante e quindi tengo un profilo basso. Però, conosco e stimo Lorenzo, e non posso credere assolutamente che sia il tipo da “riempire paginate sul nulla”. Per cui aspetto che risponda lui, come si deve, alle osservazioni dell’arch Suppressa. Di mio, posso aggiungere solo una domanda retorica: “Ma allora, tutti quelli che, soprattutto dall’interno del comitato antiparcheggio si sono battuti contro la costruzione di tale obbrobrio, proprio in quel luogo, erano tutti visionari?” E poi, si può anche credere a tante cose, ma che ora il Genio Civile, proprio per quel luogo, parli di falda come una bottiglia di acqua minerale, questa proprio no, è troppo grossa.
    Piero Giovannelli

  3. L’arch. Suppressa è già stato clamorosamente smentito dal Genio Civile (1/10/2013 Deposito n.848 – Piano recupero comparto San Bartolomeo http://linealibera.info/wp-content/uploads/2014/04/2013-10-01-Parere-GC-San-Bartolomeo.pdf ):

    -“permane una sostanziale difficoltà nel ricostruire un modello idrogeologico del tutto coerente con i dati acquisiti che consenta di definire completamente la circolazione delle acque sotterranee probabilmente anche per la naturale complessità del sottosuolo indagato …”
    -“si prescrive di verificare sul campo l’attendibilità delle letture, procedendo anche ad un monitoraggio prolungato di tali piezometri …”
    -“tenuto conto del livello preliminare di progettazione in oggetto, si rimanda alla successiva fase di progettazione, prescrivendolo, il superamento delle incertezze presenti nel modello idrogeologico e la definizione operativa delle azioni progettuali delle azioni progettuali necessarie al superamento …”

    Qui ci fermiamo, invitando il nostro simpatico e affezionato lettore Suppressa a leggere questi elaborati con l’ausilio di un geologo o comunque con il supporto di un esperto del settore.
    Segnaliamo inoltre che Linee Future ha documentato (http://www.linealibera.info/le-gore-di-pistoia-parte-quarta/) l’utilizzo della forza motrice della gora di Scornio fino al 1963. Questa testata ha riprodotto la documentazione custodita in Archivio di Stato, da cui emergono anche inediti spaccati della storia cittadina nonché aspetti folcloristici collegati alla gora – ed al bottaccio – retrostante San Bartolomeo (allagamenti del terreno in oggetto, allagamento di scantinati, controversie tra vicini per l’ostruzione di fognature etc).

  4. Gentile Sig. Piero
    non è questione di essere visionari ma di essere in buona fede; posso comprendere che uno possa essere contrario a questo tipo di opere perchè vuole che tutti i cittadini usino bus, biciclette e non l’auto privata. Posizione legittima ma tutte le città d’arte (ad Siena, Assisi, Parma, Lucca Perugia, Bolzano, Bressanone etc) hanno da decenni questo tipo di strutture all’interno dei centri storici e sono proprio queste città che hanno contemporaneamente sviluppato altre offerte di mobilità e sono nei primi posti nelle classifiche sulla qualità della vita e nel rispetto dell’ambiente. Per chi ha potuto visitare molte città europee solita musica:strade e piazze libere e parcheggi interrati. Nei contesti storici non ci sono situazioni tranquille ma la qualità del progetto e delle soluzioni sono la risposta: nella vicina Lucca, a pochi metri dalle mura dietro l’abside della chiesa di San Francesco hanno realizzato un parcheggio interrato (pieno) e un bel giardino superficiale utilizzato dai cittadini. Tutta l’area ha risentito benevolmente di questo intervento tanto che da zona depressa è diventata una tra le più richieste dal pur debole mercato immobiliare.
    A Pistoia, nonostante questa previsione sia tutt’oggi prevista nel piano del Centro Storico (Cervellati voleva liberare le piazze e prevedeva parcheggi sotterranei) e il piano della Mobilità vigenti, nonostante sia stato redatto un progetto di qualità e con un elevato grado di approfondimento tanto da ricevere l’approvazione in sede di conferenze di servizio (anche quella recentissima promossa dal Sindaco Bertinelli ha riconfermato tutti i pareri favorevoli) è ostacolata senza alcuna motivazione di ordine tecnico ma per incapacità del Comune di governare i processi di mutamento della città. Prima la questione della falda (dimostrato con studi e sondaggi non con chiacchere) che la falda ha una portata modestissima, poi la questione del demanio che con approfondimenti è stata ampiamente chiarita,poi la questione della gora che ci deve essere per forza nonostante la Soprintendenza archeologica abbia certificato (a seguito di saggi eseguiti nell’area) che non sono presenti ritrovamenti. Questi sono i fatti veri certificati anche dalla sentenza del TAR che ha annullato la delibera del Comune (fatto di non secondaria importanza) e che a breve dovrà ripronunciarsi, tutto il resto è…………..lascio a Lei trovare il termine giusto.
    Grazie per l’attenzione. Arch Alessandro Suppressa

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