partecipate. IL CONSIGLIO COMUNALE CHIAMATO AD APPROVARE L’USCITA DA FIL

Per il sindaco Lorenzini è una scelta dolorosa, imposta dalla legge sulla razionalizzazione delle partecipate ed invita Provincia e Regione a farsi carico di una società indispensabile per la formazione e riqualificazione professionale
La sede della Fil Prato

MONTEMURLO. Il consiglio comunale di Montemurlo nella seduta di giovedì prossimo sarà chiamato ad approvare la ricognizione straordinaria delle partecipazioni possedute dall’amministrazione comunale. Tra le misure da adottare in questo settore, la giunta proporrà al consiglio l’alienazione della propria partecipazione detenuta nella Fil.

In linea con quanto previsto dal “Testo Unico in materia di società partecipate dalla pubblica amministrazione”, la così detta legge Madia, la partecipazione in Fil, anche se con una quota minoritaria pari allo 0,82%, è considerata non strategica, poiché “la società svolge attività di produzione di servizi non strettamente necessari per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”.

«Ci dispiace molto dover procedere all’alienazione delle nostre quote, se pur minime, in Fil — dice il sindaco Mauro Lorenzini — ma questa scelta si inserisce in una logica di razionalizzazione delle partecipate che ci impone la legge Madia.

Mauro Lorenzini, Sindaco di Montemurlo

Purtroppo Fil nel tempo ha perso le caratteristiche per le quali era nata, un punto di riferimento sul territorio per la formazione professionale e per il ricollocamento sul mercato del lavoro di chi aveva perso la propria occupazione. Dalla Fil sono passati centinaia di giovani che, dopo aver lasciato il percorso di studi, hanno trovato l’opportunità di ottenere una qualifica professionale per trovare un’occupazione.

La Fil è stata l’ancora di salvezza per chi aveva perso il lavoro e qui ha trovato un sostegno all’orientamento e una nuova chance di riqualificazione professionale per ripartire. Credo che sul settore della formazione – lavoro siamo tornati indietro, invece, che fare passi avanti verso la crescita professionale e il sostegno verso chi deve entrare o si deve ricollocare nel mondo del lavoro.

La Fil non si può ridurre a un posto dove si va per mettere un timbro che certifichi la disoccupazione. È doveroso che la Provincia o la Regione, a cui spetterà la responsabilità sul settore, si facciano carico del futuro della Fil e diano risposte concrete alle necessità dei giovani, di chi cerca lavoro, di chi vuole riqualificarsi, anche nell’ottica di un rilancio delle potenzialità del distretto tessile pratese.

Il comune, anche se non sarà più socio della Fil si farà promotore delle istanze del lavoro e della formazione a sostegno della società, che è sempre stata un punto di riferimento sul territorio».

[masi — comune di montemurlo] 

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