partito comunista. FOIBE, CHIEDIAMO L’IMMEDIATA RIMOZIONE DELLA TARGA

Il “cippo” di piazza Garibaldi

PISTOIA. Il cerchio è chiuso. Dallo scorso 10 Febbraio anche Pistoia ha la sua targhetta dedicata ai cosiddetti massacri delle foibe e all’esodo che ne sarebbe conseguito, una iniziativa condotta da Fratelli d’Italia in primis e vivamente caldeggiata dai gruppuscoli dell’estrema destra pistoiese, peraltro presenti alla commemorazione a fianco del sindaco.

La giornata del ricordo, istituita in maniera bipartisan nel 2004, si inserisce all’interno di un processo di revisionismo storico che tende ad equiparare la Resistenza Italiana al Fascismo (i famosi “ragazzi di Salò” come li ha definiti Luciano Violante).

Col 10 Febbraio anche la destra ha il suo “25 Aprile”, passando da carnefice a vittima in un disgustoso clima di pacificazione nazionale.

Come Partito Comunista non rimaniamo in silenzio al pari dell’ambigua “sinistra” pistoiese, impegnata a riflettere sul clamoroso autogol confezionato da Cudir e ISRPt e servito su un piatto d’argento al sindaco Tomasi, e chiediamo l’immediata rimozione del suddetto cippo commemorativo, palese sfregio al movimento Partigiano tutto, e teniamo a fare alcune precisazioni di carattere storico e politico.

  •  La “questione foibe” viene totalmente estraniata rispetto al contesto politico e storico in cui è emersa, mentre andrebbe inquadrata all’interno dell’occupazione italiana e tedesca dei Balcani: qui il fascismo fu più duro e violento che in qualsiasi altra parte d’Italia, con la creazione di campi di concentramento per le popolazioni slave, con l’italianizzazione forzata del territorio, l’obbligo di utilizzo della sola lingua italiana, le condanne a morte dei tribunali speciali, gli stupri di massa.
  • Il monumento dedicato ai partigiani italiani scomparsi in Jugoslavia posto nel quartiere delle Fornaci

    Negli ultimi anni i numeri sui “massacri delle foibe” vengono sparati in base alla convenienza politica, si va dai canonici 10mila fino ad arrivare ai 30mila citati dal signor Sgueglia pochi giorni fa, senza però portare fonti e documenti attendibili.

Un gruppo di storici friulani tra i quali le docenti Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi riunitisi attorno al comitato “Resistenza Storica”, hanno condotto per anni ricerche sulle foibe, studiando i documenti sia di parte italiana che slava, e ad emergere è che ad essere “infoibate” furono poche decine di persone, per lo più collaborazionisti del Fascismo e del Nazismo oltre a singoli e deprecabili casi di vendette personali in alcun modo attribuibili al movimento di liberazione; a ciò va aggiunto che le foibe erano già state utilizzate qualche decennio prima durante la Prima Guerra Mondiale proprio come luogo di “sepoltura veloce” durante le battaglie, nonché dagli stessi fascisti (è il caso della Banda Collotti, una squadra di repressione fascista operante proprio nel Friuli).

  • Altro punto sul quale viene portato avanti un violento attacco al movimento di liberazione jugoslavo, sarebbe il sedicente tentativo di “pulizia etnica” che i partigiani di Tito avrebbero condotto contro la popolazione Italiana residente in Istria. Peccato che all’interno dell’Esercito di Liberazione Jugoslavo, guidato proprio dal maresciallo Tito, fossero inquadrati oltre 20mila partigiani Italiani che hanno combattuto fianco a fianco dei compagni Jugoslavi, tra cui la Divisione Partigiana Garibaldi cui è dedicato un monumento proprio a Pistoia nel quartiere delle Fornaci.

 Rigettiamo dunque con forza le mistificazioni della destra, tese a screditare e criminalizzare l’unico paese europeo capace di liberarsi da solo dall’occupazione nazifascista, la Jugoslavia appunto, e quindi di riflesso anche la Resistenza Italiana ed in particolar modo il ruolo dei Partigiani Comunisti.

Per questo nella mattinata di oggi sabato 17 Febbraio, una delegazione del Partito Comunista ha reso omaggio ai partigiani italiani che hanno combattuto in Jugoslavia presso il monumento loro dedicato delle Fornaci.

 NOI RICORDIAMO TUTTO.

[roberto bardi— partito comunista pistoia]

 

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