pasionarie. L’ASSENTEISTA CANDIDATO PIACE ALLA NESTI

Vannuccini, fu-assessore assenteista che vorrebbe fare il Sindaco, riscuote il plauso di Angela Nesti, Presidente del Comitato dei genitori, da oggi meno apartitico di prima

Angela Nesti [da Fb]
AGLIANA. Nelle perturbazioni di questi giorni, clamorosa è stata la sconfessione del Vannuccini dalla funzione di (fu) assessore: in un anno ha mancato l’esame e l’approvazione in giunta di ben 100 delibere su 107; ma non meglio ha fatto l’assessora codarda Valentina Noligni, che è stata presente solo a 13 su 107: 94 quelle “forate”.

Ciònonostante, i due super-assenteisti, ex assessori, entrambi con tanto di faccia come il lato B, intendono richiedere il voto ai cittadini, per l’elezione a Sindaco del primo, nascondendo la polvere sotto il tappeto e facendo passare gli errori come virtù; spacciando le menzogne come verità, i buchi d’assenza, come impegno e dedizione al pubblico servizio: insomma il mondo alla rovescia.

Il Sindaco della trasparenza, da vero patetico, si propone con lo slogan “Insieme si cresce”, mentre ha sempre fatto il vuoto pneumatico alle riunioni di giunta nel disinteresse completo nei confronti delle faccende della comunità che lo pagava pure: altro che Bene Comune, meglio dire disinteresse sistemico!

Siamo di fronte a un disservizio generale e a una inefficienza strutturata e tollerata dall’intera Giunta, complice delle assenze.

Di questa notizia, abbiamo dato ampia raccolta di documenti e pubblicato anche il “Libro dei morti”: guardatevi i frontespizi delle delibere delle riunioni, certificate dalla segretaria generale, la Fata Smemorina D’Amico. Come piace dire a noi: carta canta!

Il post partitico della Presidente “apartitica”

Ma tutto questo non ha fatto tentennare gli aficionados del candidato “manipolabile”, tra i quali brilla la fervente Angela Nesti, presidente del comitato (una volta apartitico) dei genitori dell’Istituto “B. Sestini” che infatti, detesta le fotografie, soprattutto se fatte in una pubblica e democratica riunione dei demokrats.

Madame Angela si fa avanti, lancia in resta, plaudendo al Vannuccini e afferma orgogliosa che: “… a casa mia no, al momento nessuno è riuscito a metterci il bavaglio.”

Brava Angela, noi, siamo della stessa pasta: dunque vai a chiedere conto all’apprezzato Assessore fantasma Massimo Vannuccini perchè ti spieghi come fa fatto a mancare 100 atti di delibera su 107 (!), praticamente oltre il 90%.

Ma soprattutto chiedigli come fa a proporsi come Sindaco, visto il disimpegno assenteistico tenuto come assessore per un intero anno. Non prova un giustificato senso di vergogna a passeggiare tra la gente di Agliana?

E lei si è schierata in proprio o ha parlato per l’intero comitato dei genitori dell’Istituto, con tanto di emoticon sdolcinanti in occhietti a cuoricino?

Anche tre emoticon, sdolcinati

Lo stile non è acqua: sarà questo articolo oggetto di replica del candidato e della sua elettrice o cadrà nel silenzio piombato alla quale sono abituati i piddìni a 48 ore dal ballottaggio?

Loro si sa: la trasparenza la praticano (con l’assenza ripetuta ai tavoli di riunione della Giunta) e non la applicano ai documenti dell’amministrazione, che sono tutti fuoriposto o mancanti anche e proprio su quell’informatica che il Vannuccini profugo-migrante avrebbe dovuto curare, ma di cui si è dimenticato (pur non scordando di riscuotere la sua indennità da assessore).

E i genitori dell’Istituto comprensivo si sentono meglio rappresentati e garantiti per la manifesta partigianeria della Nesti? Ma la democrazia non è fondata anche sulla terzietà e indipendenza dei delegati?

Ci risponderanno a queste domande?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


ecclesiazùse. QUANDO LE DONNE VANNO IN PARLAMENTO… 

«Con Vannuccini alla guida di Agliana, o fortunati lettori/elettori, il meglio vi sarà distribuito, a tutti, per legge e a gratis: e il meglio lo deciderà lui»

 

ECCLESIAZÙSE. La commedia narra di un gruppo di donne, con a capo Prassagora, che decidono di tentare di convincere gli uomini a dar loro il controllo di Atene, perché in grado di governare meglio di loro, che stanno invece portando la città alla rovina. Le donne, camuffate da uomini, si insinuano nell’assemblea e votano il provvedimento, convincendo alcuni uomini a votare a favore, poiché era l’unica cosa che non fosse ancora stata provata. Una volta al potere, le donne deliberano che tutti i possedimenti e il denaro vengano messi in comune per essere amministrati saggiamente dalle donne. Questo vale anche per i rapporti sessuali: le donne potranno andare a letto e fare figli con chiunque loro vogliano. Tuttavia, siccome questo potrebbe favorire le persone fisicamente belle, si decide anche che ogni uomo, prima di andare con una donna bella, sia tenuto ad andare con quelle brutte, e viceversa. Queste delibere però creano una situazione assurda e paradossale: verso la fine della commedia, un giovane confuso e spaventato si ritrova conteso fra tre ripugnanti megere che litigano per assicurarsi i suoi favori. La commedia si chiude infine con un grande banchetto a cui partecipa tutta la cittadinanza.
[Da Wikipedia]

 

ARISTOFANE, che ignoro se la signora Nesti sappia chi sia, con questa commedia prendeva per il culo le donne in politica a causa di certi spunti estrosi che, paradossalmente, risultavano dei mostri fra il ridicolo e il disastroso.

Leggete bene di cosa parla la commedia di Aristofane: le donne vogliono che tutti abbiano tutto in comune, compreso il «pisello»; quindi una distribuzione di beni (e di pèni), che rientra direttamente nell’ottica dell’uguaglianza democratica, cioè da Pd di Zinga-Bonafè.

Con Vannuccini alla guida di Agliana, o fortunati lettori/elettori, il meglio vi sarà distribuito, a tutti, per legge e a gratis: e il meglio lo deciderà lui, il Vannuccini deizzato dall’Angela, quello che non solo ha cercato di disarcionare il suo Sindaco della dignità, Giacomo Mangoni, con un bello sgambetto, ma che ha fatto più forche alle giunte di quante ne avessi fatte io, in prima liceo, gasandomi di aver gabbato l’allora preside Arles Santoro, uno Stalin del Liceo Forteguerri, anche se lui era un democristiano spaccato.

Tranquilli. Arriva il… difensore del popolo

Ecco, tornando a noi, Vannuccini mi ricorda, molto da vicino, l’amministratore del condominio in cui abitai (che sventura!) per una decina di anni quando, per errore, mi trasferii a Pistoia in via Ernesto Rossi 3, zona Scornio.

In quel palazzo degli Zuccherini, con tanta gente con la puzzetta sotto il naso, tanti discorsi e pochissima farina (perlopiù avariata), amministrava quel personaggio assai particolare che fu poi definito «il Corvo di Pistoia», perché sputtanò in anonimo la moglie che lo aveva – se non ricordo male – incornato ben bene; e lo fece mettendo manifestini in formato A4 sui cristalli delle auto in sosta in piazza Mazzini. Furbo, no?

Un mese dopo che abitavo fra la crème de la crème, ci staccarono la luce e rimanemmo al buio sulle scale e nei servizi comuni. Da buon essere anarchico ma pratico, raccattai un po’ di soldi dalla gente con la puzzetta sotto il naso, e feci riallacciare la corrente come ha fatto di fresco anche l’elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski.

Ma il bello venne dopo: quando questi nobili della crème, radunati in assemblea condominiale, pur sapendo che il Corvo gli aveva grattato i soldi della luce, gli ridettero altri quattrini e lo riconfermarono amministratore con un bel sorriso e una pacca sulle spalle.

Mi pare proprio che Madame Angela sia come loro: smeleggiata, di fatto, da un assenteista (si può dire anche vagabondo?) come Vannuccini, lei, educatissima, si presenta, ringrazia, s’inchina e applaude.

Brava Angela! È così che fanno… le ecclesiazùse.

PS – Alessandro Romiti sei un rompiballe.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di ridere


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