PASQUA. E NON QUELLA DI BERLUSCONI

Christòs anèsti! Resurrexit!
Christòs anèsti! Resurrexit!

PISTOIA. Scusate, seguaci dell’Islam, “cattolici adulti”, piddini e frattaglie varie se ci permettiamo di festeggiare la Pasqua: confidiamo nella vostra grande disponibilità culturale e morale.

La vostra superiorità morale, ben propagandata fin dai tempi del Papà della sig.ra Bianca Berlinguer, e resa forte e superba dai Primo Greganti, dalle Coop rosse, dai finanziamenti “leciti” dell’Unione Sovietica e dall’incesto naturale e transgender di democristiani e comunisti che oggi si chiamano “piddini”, è per noi garanzia di libero esercizio del nostro pensiero e delle nostre azioni.

Grazie, perché voi permettete e consentite a noi barbari, culturalmente “minimi”, ma tollerati, di poter rendere omaggio ai nostri idoli e alle nostre borghesi credenze.

Grazie, soprattutto, perché avete “normalizzato” la nostra esistenza e, dopo averci liberato dalla dittatura fascista, ci avete regalato uno stato sovrano, rispettato all’estero e dalla Merkel, e funzionante, all’interno, in tutti i suoi essenziali servizi: dalla sanità all’istruzione, dalla viabilità alle poste.

Grazie di consentirci l’illusione che tutto andrà ancora meglio e di farci credere che meglio di così non potrebbe andare.

Ne siamo talmente convinti, che rivoteremo il rosso Rossi e anche il Bomba-Renzi.

Il primo, il rosso Rossi, ci fa dire dal suo diacono Abati che San Marcello non ha mai avuto un prontosoccorso e che l’elicottero vola anche con la neve e con la nebbia; non solo, ma giustamente ci dice, in quel di Bonelle, che il furto di 240 milioni di euro nell’Asl di Massa è venuto alla luce perché lui, allora, era assessore alla sanità. Ovviamente questi soldi, anche se non lo dice, li hanno rubati i fascisti… Non potrebbe che essere così.

Grazie anche di averci dato un Sindaco-filosofo che riesce ad abbinare la sua ardita interpretazione delle cose (che i suoi stupidi detrattori chiamano logorrea) alla concreta “politica del fare”, che può bene sintetizzarsi nell’ardita opera della pista ciclabile che lievemente scorre lungo il viale Arcadia per raggiungere quella “schifezza” diroccata che, mi sembra, chiamano fortezza di Santa Barbara.

Se qualcuno si permette di dire che quella “roba lì” (la pista ciclabile) è uno schifo, è chiaro che ancora qualche residuo di forza reazionaria persiste in Pistoia e va eliminato: e lo sarà, attraverso i Dialoghi sull’Uomo e i cavalli zoppi di Piazza Duomo quando arriveranno le feriae di Samuele dette anche “Ferramuele” che i borghesi un tempo chiamavano Ferragosto perché incapaci, allora come adesso, di adeguarsi al tempo nuovo.

Un tempo moderno nel quale Mattarella è Presidente di una Repubblica eletto da un Parlamento che non rappresenta il popolo così come il suo Presidente del Consiglio: nominati da un democratico indiscutibile che si laureò a Budapest, non eletti; ma tant’è.

Un tempo moderno in cui i politici corrotti sono giustamente la norma e non l’eccezione, e in cui è giusto sia così per consentire, se mai dovessero essere appesi per i piedi e a testa in giù, di riversare dalle loro tasche un po’ di denari sulla folla plaudente per il cambio di padrone…

Lasciateci festeggiare la nostra Pasqua, anche se teologi e esperti di cose di Chiesa ci avvertono che anche l’attuale Papa è un abusivo e che il legittimo Papa è ancora Benedetto XVI.

Lasciateci credere che Gesù, figlio di Dio, morì, fu sepolto e dopo tre giorni resuscitò.

Sto parlando di cose serie, non di Berlusconi.

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