PASSA LA BANDA. DUECENTO ANNI DI STORIA DELLA “BORGOGNONI” A PISTOIA

PassaLaBandaPISTOIA. È stato presentato lo scorso dicembre, nella sala Gatteschi della Biblioteca Forteguerriana, il volume edito da Settegiorni Editore sui primi duecento anni dalla banda Borgognoni.

Si ritiene infatti ragionevole far risalire l’origine dell’allora Corpo Musicale di Porta al Borgo al 1813 mentre il primo servizio, termine ancora oggi legato alle attività della banda, di cui si conserva memoria risale al passaggio del Papa Pio VII nel 1815. Quantunque vista da molti come un fenomeno lontano dalla modernità, la banda, per dirla con le parole di Claudio Rosati, presidente della Borgognoni, è il frutto, alla fine del ’700, di un’ innovazione rivoluzionaria: la musica che esce dai salotti e dai teatri per andare nella strada e nelle piazze che dalla Rivoluzione Francese diventano il palcoscenico della vita pubblica.

Il volume raccoglie i testi che Filippo Civinini e Tersilio Boccaccini scrissero in occasione del primo centenario, in cui viene sottolineato che la vitalità del corpo musicale si deve al fatto che “non fu mai inquinato dalla politica”, anche se la sensibilità risorgimentale rimase sempre una costante. Frai ricordi memorabili della storia bandistica si annovera il ricevimento solenne presso il Granduca alla Villa del Poggio a Caiano, quando il gruppo vi si recò in ringraziamento della concessione data a Pistoia per la realizzazione della Via Leopolda, l’attuale Bolognese. E ancora la partecipazione al ringraziamento tributato da tutte le città toscane a Leopoldo II Canapone, il 12 settembre 1847 a Firenze, per la concessione della Guardia Civica, un avvenimento unico, che pacificò le storiche rivalità tra toscani e divenne preludio per i moti del ’48. I componenti della banda pistoiese, alterando la composizione dell’uniforme, sfilarono con le tonalità cromatiche del tricolore.

Un’accurata descrizione dei vari cambiamenti sociali che, dagli anni Cinquanta, hanno portato agli attuali ruolo e fisionomia della Borgognoni è affidata invece a Luigi Pavesi, inossidabile memoria storica, animatore e musicista della banda. Oggi la Borgognoni ha recuperato la dimensione dilettantistica e associativa delle origini che nel tempo aveva perduto per cedere il passo, con la denominazione di Società Filarmonica, alla tipica banda padronale. In altre parole la banda avvia un percorso di apertura alla città, offrendo i propri servizi, creando legami umani e formando gruppi spontanei autogestiti per le esigenze più diverse. Se ne può avere una più precisa idea consultando direttamente (qui) il sito. La banda invade gli spazi cittadini e diventa una costante nelle ricorrenze laiche e religiose, a patire dal veglione natalizio; anima con il gruppo di ballo e di musica leggera i Centri d’Incontro, fino ai pomeriggi musicali per gli anziani sul Parterre. Dà anche vita al “Ballo in Piazza”, iniziativa per cui piazza dello Spirito Santo diventa, nelle sere estive –idea ancora attuale e da rilanciare –, una vera e propria balera a cielo aperto. Si creano insomma le condizioni per inserire queste importanti attività in un quadro di collaborazione e progettualità con l’amministrazione comunale: proprio quello che avviene col sindaco Lido Scarpetti, nel ‘95, e da allora la collaborazione non cesserà. In definitiva dopo decenni di esperienza il principale motivo di soddisfazione dei componenti della banda è rappresentato dall’aver ricostruito un microcosmo dove tutti, anziani e non, si sentono protagonisti e portatori di profondi valori popolari, mantenendo, in una società che invece rende asociali ed emargina, l’orgoglio di essere se stessi.

Il libro offre inoltre una preziosa rassegna iconografica, la stessa che è stata esposta a dicembre nelle Sale Affrescate del Palazzo comunale, e che meriterebbe forse una vetrina maggiormente fruibile e degna del suo valore, di diplomi, foto e riconoscimenti riesumati dall’ archivio bandistico. La banda ha sede in Piazza San Francesco numero 9, a fianco del Panthon, sull’ elegante Parterre abbellito dai tigli che domina l’ogiva della piazza. Si arriva anche da una curiosa e angusta scaletta da Via del Molinuzzo.

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