PASTORALE DELLA FAMIGLIA, MA MANCAVANO I PRETI

Maria e Angelo Zampini,  una famiglia numerosa
Maria e Angelo Zampini, una famiglia numerosa

MONTALE. Don Paolo Firindelli ha aperto i lavori ricordando che “Sinodo” vuol dire appunto, percorso comune: ma sembra che, nonostante l’esortazione alla partecipazione all’assemblea vicariale, i primi a mancare siano stati proprio loro, i padroni di casa, cioè i sacerdoti.

Solo tre, infatti, erano presenti dei numerosi attesi. L’argomento, si sa, non è affatto glamour, trattandosi del sinodo sulla “Famiglia tradizionale (?)” voluto da Papa Francesco e in previsione nel prossimo 15 ottobre.

La serie di 46 domande avrebbe certamente meritato più tempo per svolgere le complesse risposte utili a sollecitare la Chiesa ad armonizzarsi a una nuova moderna società, congestionata dai social network e dalle distrazioni indotte dalla globalizzazione e quindici giorni di tempo assegnati dal Vaticano per la discussione sono davvero scarsi, proprio considerando l’universalità della Chiesa.

Visti i pochi interventi, i lavori sono stati rapidamente conclusi, dopo un’ora, da don Enzo Benesperi (il terzo sacerdote presente era don Pietro di Montemurlo), riscontrando che i contributi sono stati pochi e niente affatto affini al tanto poliedrico tema.

Presente, in mezzo al pubblico, Emanuele Giacomelli, un fedele di Stazione conosciuto come fervente testimone prolife che ha ricordato che la ridefinizione di “famiglia” (intesa in senso biblico e non solo delle altre nascenti, quali sono quelle omoaffettive che intende comunque accogliere) non potrà prescindere dall’estinzione della piaga dell’aborto: il primato del rispetto delle “leggi dello Stato”, porta alla giustificazione di questa drammatica rinuncia all’uomo e, dunque, alla famiglia.

Emanuele Giacomelli
Emanuele Giacomelli

Giacomelli avrebbe voluto parlare di accoglienza di figli e anziani, ricordando che più di un Santo riteneva attuabile la Pace nel mondo solo dopo aver sgominato ogni peccato; e dunque ammonisce che chi lo approva (parando il sacco), è come se peccasse di persona.

Inutili sono le preghiere di chi lo tollera: non andrà subito in Paradiso! Dio non guarda chi si “avvolge pittorescamente nella bandiera della Pace”, ma chi si prodiga per realizzarla fattivamente con tutta la vita. Sta scritto infatti: “Chi perderà la vita per causa mia la troverà”.

Tra i presenti, i coniugi montalesi Zampini, che con i loro sei figli sarebbero davvero un’autentica testimonianza la designazione dei lineamenta del prossimo sinodo e che si sono chiesti “Perché non coinvolgono le famiglie numerose a rappresentare le loro difficili esperienze? Noi, con le nostre rocambolesche vicissitudini, avremmo sicuramente permesso delle riflessioni portate dalla quotidianità di una famiglia numerosa. Coloro che si aprono con le loro domande a delle risposte solo richiamate alle inevitabili e suggestive argomentazioni filosofiche, sarebbero sicuramente più soddisfatti da qualche schizzo di m… e sangue”.

Un altro dei presenti ha osservato – non senza qualche polemica trasversale verso il clero – che la scarsa partecipazione di preti e fedeli non sarebbe stata tale se l’argomento proposto fosse stata la “mafia” (quella nazionale, ovviamente: non quella locale), la legalità, le benedizioni nelle scuole o, forse, le criticità culturali indotte dagli effetti globalizzanti dell’Expo.

Ma così è…

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One thought on “PASTORALE DELLA FAMIGLIA, MA MANCAVANO I PRETI

  1. Il mio amico e collega Romiti, si è dimenticato qualcosa, due affermazioni di due preti presenti.
    La Misericordia, una virtù tenuta in gran conto dalla nuova linea del vaticano, ho fatto notare, a Don Enzo Benesperi:
    “ Perché si mettono “in cattiva luce” alcuni Cardinali, si trascurano alcuni Papi, nominati con la guida dello Spirito santo e si preferiscono altri … questo è buono …”
    La risposta è stata articolata, ma una frase mi ha colpito, la definizione di Papa Francesco:
    “ Furbetto”.
    Andate a vedere la definizione dell’accademia della “ Crusca “
    Il tema era impegnativo:
    “ La descrizione della realtà della Famiglia presente nella Relatio Synodi”
    Ben sei pagine, 46 domande e alcune premesse, con domande da far tremare i polsi anche per chi possiede una cultura teologica, immaginatevi dover rispondere …
    Normalmente, registro ciò che ascolto, per due motivi: Far conoscere nel modo più esatto le parole dei vari relatori, secondo, il mio udito è ridotto dell’80% causa malattia.
    Nella sala, non veniva usato l’amplificatore, parlava don Paolo Firindelli, stavo porgendo il registratore verso la fonte dei suoni(don Paolo) lo stesso indicava di “ NON “voler essere registrato. Giustificavo l’uso (doppio) del mezzo moderno usato.
    Con grande “ Misericordia” mi suggeriva di mettermi un cartello al petto, per indicare la mia disabilità, ho solo 80 anni …
    Non aggiungo altro …
    Pier

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