PATRIMONIO MONUMENTALE, STIMOLI E RIFLESSIONI – 10

Allestimento di fronte al Tribunale.
Allestimento di fronte al Tribunale

PISTOIA. Appoggiati al passamano in ferro del Tribunale, in piazza del Duomo, quattro inaspettati e piacevoli pannelli illustrativi hanno catturato l’attenzione dei tanti curiosi del mercato del sabato.

Un titolo ironico, “Quanto è bella la città”, e poi una serie di immagini dei principali luoghi cittadini inspiegabilmente dimenticati, abbandonati e in degrado.

Un vero atto di accusa nei confronti della società pistoiese nel suo complesso, dalla politica alla stampa, fino alle fondazioni e gli ordini professionali, ma anche una strana e prolifica occasione per far riflettere i passanti e suscitare qualche reazione.

Panelli sugli spazi abbandonati
Panelli sugli spazi urbani abbandonati

Si è trattato di un allestimento estemporaneo, organizzato da Antonio Ginetti, che, sotto il sole cocente di mezzogiorno, ha lungamente intrattenuto chi si soffermava per avere notizie sugli spazi raffigurati.

«Ma davvero si trovano a Pistoia?» si meravigliano increduli alcuni ragazzi. «Peccato che ora i soldi non ci sono» commentano sconsolati alcuni signori sulla cinquantina.

«Invece ci sono, eccome se ci sono» sospira Antonio Ginetti. «Tutti quelli che vengono rubati dalla casta politico-mafiosa: episodi di cui sono piene le cronache. Per le opere inutili e dannose come il Tav Torino-Lione i soldi in qualche modo saltano fuori; al limite si chiude qualche ospedale o si evita di fare le opere utili, come quelle contro le alluvioni. Oppure si taglia dappertutto e il patrimonio, anche artistico e culturale, va a rotoli».

I pannelli raccontano interessanti vicende, come per l’oratorio di sant’Ansano, in piazza San Lorenzo: “nel 1977 viene occupato da decine di giovani. Sgomberato perché secondo gli amministratori l’occupazione pregiudica il mantenimento degli affreschi. Pensate che la chiesa sia stata recuperata e gli affreschi siano entrati nel circuito turistico? Ma certo che no! Sono trascorsi 40 anni e la chiesetta è in totale rovina e gli affreschi seppelliti sotto uno spesso strato di cacca di piccione”.

Passanti incuriositi
Passanti incuriositi

Storia simile per l’ex convento delle crocifissine: “nel 1992 viene occupato e per alcuni anni vi si svolgono le attività del centro sociale l’Incopatibile. Anche nel 1992 i politicanti di destra e di sinistra” proferirono “le stesse parole di oggi: Siamo pronti a dialogare con tutti sul tema degli spazi pubblici, ma l’occupazione non è un’azione rispettosa e noi faremo tutti gli atti necessari per tutelare la legalità (la Giunta); mi sentirei di dire che sono con loro anche se sono per la legalità (la sinistra); pur non negando la carenza endemica di spazi pubblici per le attività culturali, non è possibile bypassare le procedure, quindi invitiamo il Sindaco a ripristinare la legalità (l’opposizione).

Sono passati più di 20 anni e magari vi viene da pensare che quest’immobile sia stato ristrutturato e adibito a sede delle tante associazioni che tanto piacciono ai politicanti, che con la loro presenza, magari solo precaria, si sciacquano la bocca. L’ex convento delle crocifissine è tuttora abbandonato e in pessime condizioni” .

Quanto è bella la città
Quanto è bella la città

C’è poi un pannello con le immagini dell’ex macello di via dell’Annona, recentemente occupato e subito divenuto oggetto di botta e risposta, polemiche incrociate e precisazioni, (assemblea Macello Okkupato, collettivo Slebest, Marco Fantozzi, FdI-An).

Parliamo con Oscar Inglese, un ventenne che anticipa una serie di iniziative in via di realizzazione per settembre proprio all’ex macello, organizzate insieme ad altri coetanei e non.

Al netto dei facili giudizi di maniera sulla situazione dell’immobile di via dell’Annona, bisogna ricordare la fondamentale sentenza (vedi) dello scorso anno che non solo aveva assolto, in linea con la più recente e condivisa giurisprudenza, gli occupanti della palazzina in via Pacinotti dell’ex Breda est, lo Slebest, ma aveva riconosciuto le migliorie realizzate dagli occupanti nell’ottica della restituzione alla comunità del bene. Un precedente che potrebbe valere anche per l’ex macello.

Una notizia web del Tirreno - 23 giugno 2015
Una notizia web del Tirreno – 23 giugno 2015

«La politica si deve svegliare e capire che bisogna tirare fuori delle idee» tira dritto un distinto signore.

«È il momento che chi ha i soldi, come le fondazioni, li faccia fruttare» sussurra un uomo distinto e visibilmente altolocato.

Prosegue graffiante: «I fratelli Carrara hanno buttato non si sa quanti milioni in quell’abbriccico di via San Biagio, così pure la Fondazione Caripit. Qualcuno deve spiegare a questi enti che hanno una responsabilità verso il territorio: bene costruirsi edifici maestosi col loro nome, ma in una città siamo tutti sulla stessa barca, paradossalmente, anche se divisi e sconosciuti a noi stessi siamo una squadra. Si vince con l’altruismo e la condivisione. Serve uno scatto d’orgoglio».

In effetti pare proprio il caso che, a partire dalle istituzioni, si inizi tutti a analizzare seriamente il complesso tema del patrimonio monumentale, tra restauro, riuso e abbandono…

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