PATRIMONIO MONUMENTALE, STIMOLI E RIFLESSIONI – 12

Tommaso Montanari e Lucia Gai
Tomaso Montanari e Lucia Gai

PISTOIA. «Ci hanno tacciato per anni di essere dei giacobini» ha detto Lucia Gai, aprendo l’intervento di Tomaso Montanari e ringraziando, a nome dell’associazione Pistoia città di tutti, padre Alessandro Cortesi per la concessione della suggestiva sede del dibattito, cioè la sala dei Magi del convento, che si affaccia sul chiostro dei complesso domenicano.

All’incirca 90 persone hanno ascoltato la brillante relazione di Montanari, professore all’Università Federico II di Napoli, ma di origine fiorentina, una riflessione sulla pessima condizione del patrimonio culturale in senso lato e ispirata al libro “Privati del patrimonio”.

«I partiti sono finiti, con danno al progetto contenuto nella Costituzione. È importante la presenza di questi comitati e associazioni, che in tutta Italia portano avanti istanze riconducibili alla custodia del paesaggio, alla tutela dell’ambiente e della cultura in generale. Non come riserva del passato, ma come laboratorio per il presente e per il futuro».

Presentazione del libro di Tommaso Montanari
Lap resentazione del libro di Tomaso Montanari

Questo il messaggio di Montanari, che ha subito indirizzato l’attenzione sul settore culturale più dissestato e su cui maggiormente si registra l’imbarbarimento della società: le biblioteche e gli archivi.

«Ho trovato a fine agosto un avviso alla Biblioteca Nazionale Centrale Fiorentina (Bncf – n.d.r.), la più prestigiosa di tutte, che avvertiva gli utenti dell’indisponibilità del servizio pomeridiano fino a ottobre, cioè fino alla disponibilità dei volontari del servizio civile presso la struttura.

«Ho scritto un articolo su Repubblica e l’avviso è sparito, senza che per gli utenti cambiasse qualcosa. Insomma, la solita politica che non risolve i problemi ma li aggira, un po’ come quando c’era l’insalata alla diossina e Berlusconi aumentava il limite anziché agire sulle cause. Situazione simile a Roma, dove l’archivio di stato va avanti da 15 anni con volontari a contratto.

«Dagli angeli del fango, per un evento eccezionale, ai volontari per un servizio ordinario. Ma il bollettino di resa della cultura viene certificato dagli annunci del ministro Franceschini, che ha proposto la Biblioteca dell’inedito e messo 18 milioni per l’Arena del Colosseo. Insisto sulla contrapposizione Arena del Colosseo-biblioteche. Sia perché gli archivi sono condannati alla chiusura della fruizione e alla rovina materiale: mancano spesso gli idonei impianti di condizionamento e climatizzazione per conservare carte e altri materiali delicati che richiedono temperature e umidità costanti. Ma soprattutto siamo al passaggio dall’investimento per lo studio e per la platea dei cittadini, all’intrattenimento di cliente pagante, da uno strumento per esercitare la sovranità ad una macchina per non pensare!».

Tommaso Montanari a San Domenico
Tomaso Montanari a San Domenico

Montanari ha usato parole alla portata di tutti per spiegare l’art. 9 della Costituzione (La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione).

Se Franceschini associa questo articolo a concetti come valorizzazione e sviluppo, lo stesso Ciampi, di formazione economicistica (ancorché grecista) sottolineava che l’obiettivo non era la resa economica, ma il rinnovamento della conoscenza e lo sviluppo della persona umana.Musei quindi come comunità scientifica in continua ricerca e paesaggio e patrimonio come fondamento della coscienza nazionale.

«L’Italia è come una famiglia che ha ereditato una biblioteca di libri scritti in una lingua che non conosce», in cui gli storici dell’arte devono iniziare a essere popolari e parlare a tutti, non ritirandosi nelle élitarie e intellettualistiche autocelebrazioni. È un progetto educativo e il collante del vivere civile, il patrimonio artistico e paesaggistico, ma non certo quella inserita nella Buona Scuola: un mero avviamento alla promozione del marchio made in Italy».

Tommaso Montanari con Lucia Gai
Tommaso Montanari con Lucia Gai

Un interessante contributo di analisi è stato fornito in merito allo Sblocca Italia, «la legge delega che elimina ogni regola, in piena continuità con la legge Obiettivo e sulla linea dell’idea texana dell’essere padroni a casa propria. In Italia ci sono certo troppe leggi e troppa burocrazia, ma le comunità si conservano solo grazie al comune rispetto delle regole: se Siena è un capolavoro lo si deve al Costituto di Siena, una serie di norme e regolamenti pensati proprio per tutelare il patrimonio».

Lo stesso Montanari aveva curato di recente Rottama Italia. Perché lo Sblocca-Italia è una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro: un’opera collettiva per tratteggiare un’economia del buon senso a servizio del benessere, dove le priorità della spesa e degli investimenti pubblici sono finalizzate alle opere utili e alla qualità della vita.

Dibattito con Montanari a San Domenico
Dibattito con Montanari a San Domenico

Non sono mancati alcuni affondo all’ex sindaco di Firenze e attuale presidente del consiglio: «C’è un limite agli ingessi agli Uffizi, che penalizza tutti i visitatori: il servizio biglietti è appaltato ad una ditta privata, Civita, collegata direttamente a Gianni Letta. Anziché idee e imprenditorialità i privati in Italia hanno spolpato le potenzialità del pubblico.

«Perché alla Fondazione di Palazzo Strozzi il comune di Firenze dà un milione l’anno quando i grandi gruppi come General Electric versano qualche decina di migliaia di €? Per lo stesso motivo. Vendere alla Cassa Depositi e Prestiti il teatro comunale 10 giorni prima di chiudere il bilancio, equivale a svendere il patrimonio, oltre a costituire una chiara operazione contabile dovuta all’incapacità di amministrare le risorse pubbliche, quantunque scarse: lo ha detto la Corte dei Conti».

"Privati del patrimonio", dibattito a san Domenico
Privati del patrimonio, dibattito a San Domenico

Infine Montanari ha citato l’esperienza delle Officine Culturali di Catania, un ex monastero benedettino sede delle della facoltà umanistiche.

Un gruppo di giovani laureati ha ottenuto il permesso di tenere aperto l’immobile al pubblico: 40mila persone visitano annualmente la struttura, dimostrando che ricerca, tutela del patrimonio, lavoro vanno di pari passo. «Giusto indicare le luci: l’esperienza di questi ragazzi toglie ogni alibi a una classe politica che vuole ricostruire l’arena del Colosseo».

Intervenendo nel dibattito successivo, Lorenzo Cipriani ha notato con rammarico che «proprio i politici mancano stasera, e, ancor peggio, tanti dei giovani storici dell’arte con cui spesso discuto».

Escluso il consigliere Massimiliano Sforzi, infatti, la serata di ieri ha visto la totale assenza dei potenziali decisori finali di ogni tipo, politici ma anche e soprattutto gli appartenenti alle fondazioni bancarie, i mecenati naturali di Pistoia…

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2 thoughts on “PATRIMONIO MONUMENTALE, STIMOLI E RIFLESSIONI – 12

  1. DUE IMPORTANTI PRECISAZIONI:
    1) Montanari ha invitato a firmare i referendum (che anche lui ha sottoscritto) proposti dal movimento “Possibile” di Civati, i cui moduli erano disponibili anche a San Domenico.
    2) Parlando del premier Renzi, che bolla come “gufi” o “Cassandre” coloro che avanzano critiche seriamente argomentate e proposte alternative a quelle del governo, Montanari ha detto che “nonostante abbia fatto il mio stesso liceo, il Dante a Firenze, Renzi non ricorda che Cassandra aveva ragione e indovinava sempre”. Ulteriore elemento che qualifica come involontariamente comico chi vorrebbe delegittimare il pensiero critico.

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