PD CRITICO SULLA BOCCIATURA DELL’ALTERNANZA DI GENERE

Chiara Innocenti
Chiara Innocenti

PISTOIA. Abbiamo assistito con preoccupazione alla bocciatura per ben 100 voti da parte della Camera, alternanza di genere nella composizione delle liste elettorali, e della cosiddetta norma antidiscriminatoria, che avrebbe garantito di avere almeno il 40% dei sessi fra i capilista.

Il primo aspetto da chiarire, a nostro avviso, è che non si tratta di introdurre le cosiddette “quote rosa”, volte a tutelare almeno per una certa quota la presenza di donne nelle liste. Si tratta invece di definire provvedimenti che garantiscano eguale rappresentanza di entrambi i sessi, e che uomini e donne abbiano sostanzialmente la stessa opportunità di essere capilista. Chiariamo anche che l’eccepita incostituzionalità che secondo alcuni avrebbe affetto provvedimenti di tal guisa è giuridicamente irricevibile, se pensiamo che secondo l’art. 51 della “tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini e che da art. 3 della Costituzione favorendo uguaglianza sostanziale in luogo di quella formale, per cui sono ammessi interventi volti a garantire che persone che partono da condizioni di disuguaglianza (come è innegabile sia oggi la condizione delle donne che fanno politica) possano usufruire di provvedimenti correttivi volti a ridurre tale discriminazione de facto. Questo il quadro normativo, che speriamo di aver chiarito.

Sotto il profilo politico, abbiamo assistito a due fatti molto gravi. Il primo, il balletto tristissimo delle firme che hanno richiesto il voto segreto, con tre firme che sono arrivate in extremis all’ultimo momento utile per raggiungere la soglia minima necessaria ad accedere al voto segreto. Come se fosse necessario in tutti i modi usufruire di questa modalità di voto, assolutamente comprensibile quando si tratta di votazioni su temi complessi, ma assai meno comprensibile quando si tratta di votare su principi costituzionalmente garantiti. Infine, e ci preoccupa ancora di più, il fatto che le istanze di democrazia e parità di generi siano state inosservate anche da un cospicuo numero di deputati democratici che d’ altronde non avevano avuto una chiara indicazione di voto.

Comprendiamo la necessità politica di mantenere l’accordo ampio con altre forze politiche sulla riforma elettorale (a partire da Forza Italia, principale “avversaria” del principio di parità di genere), ma spiace constatare che il Partito Democratico non è stato in grado di tradurre in pratica legislativa ciò che scrive nei propri Statuti e nei propri documenti. Con favore accogliamo la promessa del Segretario Nazionale e Presidente del Consiglio che le liste saranno composte secondo alternanza di genere (e peraltro già lo garantiva lo Statuto), tuttavia avremmo preferito una chiara indicazione di voto, ed avremmo preferito che le norme antidiscriminatorie non venissero respinte anche con il voto di tanti parlamentari del Partito Democratico, peraltro rimasti senza nome, perché legittimamente coperti dal voto segreto.

In questo senso, auspichiamo che, come ricordato da alcuni esponenti di spicco del PD, la norma possa essere corretta in senso egalitario nel corso dell’esame presso l’Aula del Senato, e che si possa rimediare in qualche modo a questo grave vulnus, consumato non ai danni delle donne, ma del principio di democrazia paritaria che il Costituente ha recepito alcuni anni or sono, e degli stessi principi che avrebbero dovuto essere parte di quel valore aggiunto del Partito democratico rispetto alle esperienze precedenti.

Questo, ci pare, potrebbe essere un buon viatico fra l’altro per una legge nuovamente caratterizzata da liste bloccate, nelle quali dunque l’alternanza fra i generi e l’unica garanzia di avere un Parlamento nei quali uomini e donne saranno egualmente rappresentati.

Chiara Innocenti
Responsabile Politiche di Genere
Segreteria Unione Comunale di Pistoia
Alessandro Giovannelli
Segretario Unione Comunale Pd di Pistoia

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One thought on “PD CRITICO SULLA BOCCIATURA DELL’ALTERNANZA DI GENERE

  1. Son pienamente in accordo con quanto scritto.
    E’ necessario però, che nel 50% dei cittadini “dell’uno e dell’altro sesso”, siano stabilite quote arcobaleno per i sodomiti (Dante li chiama così), per le lesbiche, i trans di provenienza maschile e femminile che possano scegliere in base al loro status cambiato.
    È anche necessario escludere senza appello gli uomini a cui piacciono solo le donne e le donne alle quali piacciono solo gli uomini.
    Il lavoro, la lotta alla disoccupazione ed il giusto salario sono problemi secondari. Vai col liscio!

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